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150 anni fa moriva Ambrogio Uboldo

Il 21 febbraio del 1865 – giusto 150 anni fa – moriva Ambrogio Uboldo, una delle figure più illustri della nostra città e che ha indelebilmente legato il suo nome all’ospedale, generoso dono ai poveri.

Nel testamento redatto nel 1859 Ambrogio Uboldo decise che una buona parte delle sue rendite fossero devolute per la creazione di un ospedale per i poveri da insediare nella sua artistica villa, struttura assistenziale che venne aperta nel 1877. Con la villa donò l’annesso scenografico parco all’inglese e i terreni che arrivavano sino alla cascina Melghera.

Ambrogio Maria Martiniano Uboldo nacque a Milano il 2 gennaio 1785 da Giuseppe e Angela Maria Teresa Brentano nella casa paterna di via Pantano. Prototipo del nobile brillante, ricchissimo per fortuna di famiglia e per la professione di banchiere, fu Guardia di Napoleone a vent’anni e nel 1838 fu creato dall’Imperatore d’Austria nobile di Villareggio, località nel pavese dove possedeva terreni e case. Commendatore, consigliere della Regia Accademia milanese di Belle Arti (l’attuale Accademia di Brera), Cavaliere di molti Ordini, fu un gran collezionista.

Le ingenti risorse gli permisero di acquistare dipinti, sculture, armi antiche e di far erigere a Cernusco la sua villa – scenario monumentale per una parte delle sue raccolte – con ampio giardino “…per dar lavoro agli indigenti“. La villa Uboldo fu realizzata fra il 1808 e il 1816 su disegno dell’architetto Camillo Rougier (cugino dell’Uboldo) che si ispirò ad un modello illustre: la milanese villa Belgiojoso (poi Reale) di Leopoldo Pollack. Il giardino in stile romantico, o all’inglese – la cui realizzazione fu avviata nel 1817 per concludersi nel 1837 – è tra i più interessanti di Lombardia perché vi si realizza, secondo le affermazioni dell’architetto Andrea Fermini, “…un connubio delle bellezze della flora sapientemente ordinate, delle acque ben distribuite, dei prati con deliziose invenzioni e gli artifici ingegnosi e piacevoli“. L’intenzione fu quella di dar vita ad un paesaggio-opera d’arte componendo elementi naturali quali il bosco, il lago, la grotta con il “tempio della notte” (utilizzato per cerimonie di iniziazione massonica) e un clima romantico rievocato da costruzioni in stile come la finta facciata di chiesa gotico-lombarda adorna di frammenti marmorei con scritte antiche (oggi purtroppo quasi tutte trafugate), il ponte merlato, le serre medioevali ed una varia collezione di sarcofagi, putti, stemmi e colonne. Purtroppo, con la costruzione del nuovo padiglione ospedaliero avvenuto negli anni ’50 del secolo scorso, alcuni elementi caratterizzanti del giardino – il ponte del diavolo, la capanna boschereccia, la casina di Angelica e Medoro – sono andati perduti.

Le collezioni dell’Uboldo conservate nel palazzo di via Pantano e nella villa di Cernusco erano di grande interesse storico ed artistico: nella sua galleria figuravano dipinti di Francesco Hayez, Andrea Appiani, Angelo Inganni, sculture di Pompeo Marchesi ed Enrico Emanueli. La ricca pinacoteca di 395 pezzi e i notevoli reperti archeologici raccolti ed esposti nella villa cernuschese (ma anche alcune rare specie botaniche trapiantate nel suo giardino) vennero vendute nel 1867 dagli Amministratori della Causa Pia Ospedaliera Ambrogio Uboldo per far fronte alle notevoli difficoltà finanziarie incontrate per trasformare la villa ad un uso ospedaliero.  Nella villa rimangono oggi solo tre ambienti di rappresentanza che conservano ancora le decorazioni originarie (recentemente restaurate) e parte degli arredi.

La villa ed il giardino rappresentano certo un’eredità preziosa lasciata dall’Uboldo, ma certamente più preziosa ed importante e degna di perpetua riconoscenza è la sua volontà di creare un “ricovero agli ammalati bisognosi di Cernusco“, come recita il suo testamento, opera che ha consentito la nascita e lo sviluppo dell’attuale Ospedale Uboldo, istituzione che tanto ha contribuito alla salute e alla qualità della vita dei cernuschesi.

Per disposizione testamentaria la salma di Ambrogio Uboldo riposa nel cimitero di Cernusco, nella cappella dell’Ospedale Uboldo – situata ad ovest rispetto all’ingresso di via Cavour – insieme ad altri insigni benefattori dell’Ospedale da lui voluto.

Per celebrare il centocinquantesimo anniversario della morte di Ambrogio Uboldo ho preso contatti con l’Azienda Ospedaliera perché consenta di organizzare – in data da definire – una visita guidata negli ambienti storici della villa e nel giardino ed ho chiesto all’Assessore alle Culture Rita Zecchini di organizzare una conferenza storica rievocativa del personaggio, di quanto fece per la nostra città e dell’importanza di quanto ci ha lasciato in eredità. Nel corso di questo anno avremo dunque modo di meglio conoscere la figura di Ambrogio Uboldo, al quale la città è riconoscente per quanto ha fatto e donato.

 

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Eugenio

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