Nuove norme e gare dei Comuni: da oggi “blocca Italia”?

Quest’oggi entra in vigore un provvedimento normativo assurdo e dannoso.

Parlo dell’art. 9, comma 4 del DL 66 recentemente convertito in legge, che prevede – per i Comuni non capoluogo – che l’acquisizione di beni, lavori e servizi avvenga nell’ambito delle Unioni dei Comuni (ove costituite), ovvero tramite un accordo consortile tra i Comuni medesimi, ovvero ricorrendo ad un soggetto aggregatore (Provincia). La nuova norma si applica anche all’acquisizione di lavori, servizi e forniture effettuate in economia, anche per lavori, servizi e forniture di importo inferiore ai 40.000 euro. Unica alternativa per gli acquisti è quello di avvalersi degli strumenti elettronici di acquisto gestiti dalla CONSIP (ma solo per l’acquisto di beni e servizi).

In caso di inosservanza delle procedure previste dalla nuova norma è stato previsto che l’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici non rilasci più ai Comuni non capoluogo il Codice Identificativo di Gara (CIG) indispensabile per qualsiasi appalto.

Quindi non vi sono scorciatoie: o si procede come previsto dalla nuova norma o si sta fermi. Certo è che le nuove previsioni richiedono un tempo di preparazioni e coordinamento sicuramente non breve.

Un provvedimento assurdo e dannoso, dunque, perché non sono stati tenuti in debita considerazione gli effetti immediati della norma.

Infatti, significa che da oggi e fino a che saranno adottate una delle misure sopra descritte nessun Comune non capoluogo potrà più fare gare: significa perdere tempo sui lavori programmati, significa far aspettare più a lungo i cittadini per dare loro risposte già previste, significa perdere margini di patto di stabilità per effettuare i pagamenti, significa rischiare – almeno temporaneamente – il blocco di numerose attività.

La norma nasce dalle proposte elaborate dal Commissario unico alla Spending Review, Cottarelli, che ritiene che progressivamente le sedi appaltanti dovrebbero ridursi a una quarantina in tutto il Paese (?!).

ANCI aveva proposto, sia al Senato che alla Camera in sede di conversione del DL 66, di prorogare l’entrata in vigore di questa norma al 1° gennaio del 2015, in modo da dare tempo ai Comuni di organizzarsi e costruire e far approvare ai Consigli comunali gli atti necessari per andare nella nuova direzione delineata. Anche diversi parlamentari avevano proposto simili emendamenti. Tutto è stato rigettato, poiché i tempi stretti per convertire il DL 66 (che conteneva le norme sugli 80 euro in busta paga) non hanno consentito di procedere sulla strada del differimento del termine auspicata dai Comuni (ma più che il consentito ha pesato l volontà…).

Da oggi, quindi, se non vi saranno provvedimenti urgenti diversi, il rischio è quello di andare nella direzione di un “blocca Italia” anziché di uno “sblocca Italia”…

È davvero un peccato che il Governo non abbia voluto ascoltare la voce di chi – dentro e fuori il Parlamento – aveva messo in guardia su questo rischio. Ora l’auspicio è che la conversione del DL 90 (quello sulla riforma della Pubblica Amministrazione) consenta di posticipare il termine di questa novità al prossimo 1° gennaio 2015, così da limitare il periodo di blocco, aggravato dal fatto che chi si sta già muovendo per definire convenzioni fra Comuni per rendersi autonomo nella realizzazione delle gare, ha davanti il mese di agosto, nel quale sarà difficile riunire i Consigli comunali…

Per quanto riguarda la situazione del nostro Comune, venuti a conoscenza della norma, abbiamo anticipato quante più gare possibili entro il 30 giugno, fra quelle già programmate nel periodo estivo, al fine di garantire l’avvio di lavori e servizi importanti. Ovviamente non abbiamo potuto anticipare tutta la programmazione, ma questa scelta ci dà un margine per non restare bloccati: nel frattempo – in attesa che un provvedimento normativo sblocchi il blocco – stiamo già vagliando con altri Comuni l’ipotesi di convenzionare il servizio, cioè costituire un unico ufficio gare che, in tale modo, permetterebbe di tornare a operare.

Questa scelta temporale la si poteva proprio evitare: una fatica in più inutile.

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Eugenio

1 Comment

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  • Caro Eugenio,
    ma di che ci stupiamo? La priorità del governo è quella di mettere bastoni tra le ruote alla spesa pubblica con ogni mezzo. Bene hai fatto tu a giocare d’anticipo, ma meglio faresti a smarcarti da una compagine governativa che già mostra tutti i suoi limiti. Il successo elettorale è stato l’apice, quello che deve venire è, ahimè, il peggio.
    Non è che mi piaccia essere pessimista: è che il PIL viene nuovamente rivisto al ribasso e la disoccupazione è tornata a crescere.
    Dopo tanti proclami e promesse, il governo dovrebbe produrre anche qualche risultato, come avevo già detto più volte su questo blog. E invece emerge quanto sospettavo: tanto entusiasmo era fuori luogo.
    E con un’inflazione, in Europa e in Italia, davvero troppo bassa per un paese con problemi di debito pubblico e soprattutto privato, ci aspettano tempi MOLTO duri. Alla faccia del #cambiaverso.

    Ugo 7 anni ago Reply


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