Primarie a Milano: si sceglie il futuro!

Milano si appresta a vivere il rito delle primarie per scegliere il candidato Sindaco da contrapporre alla Moratti nelle elezioni amministrative che si terranno (anche) a Milano nel 2011. L’appuntamento di domenica è importante.

Lo è perché è stato preparato con forza e passione dai 4 candidati in lizza – l’architetto ed urbanista Stefano Boeri, il costituzionalista Valerio Onida, l’avvocato Giuliano Pisapia e Michele Sacerdoti –, dai militanti e dai partiti del centrosinistra, da parte del mondo associazionistico.

Lo è perché in queste settimane post estive si è attivata una partecipazione favolosa, che ha permesso alla città di riscoprire energie che sembravano smarrite, un entusiasmo che da tempo non si vedeva, una progettualità interessante per il futuro del capoluogo e della stessa area metropolitana.

Lo è perché la prospettiva di riconquistare la guida di Milano non può che partire dalla sfida domenicale, nella quale la politica si riconsegna ai cittadini.

Lo è perché i 4 candidati sono persone perbene, dotate di un curriculum di tutto rispetto, con competenze professionali alle spalle che – seppur diverse – possono essere messe a disposizione di Milano; si tratta di persone che sono slegate dalle strutture tradizionali dei partiti ma che hanno i dee e progetti validi per fronteggiare e sconfiggere il centrodestra e la Moratti.

Lo è perché da quanto emerge da parte dei 4 candidati, Milano può aspirare a trasformare il proprio futuro ed avvicinarsi alle grandi città europee della sua dimensione e della sua importanza, abbandonando lo stile autarchico e e gli interessi immobiliaristi che per anni le hanno tarpato le ali.

Lo è perché chi crede che alcuni problemi dell’area milanese (traffico, trasporti pubblici, inquinamento, cura del territorio, sostenibilità ambientale, ecc.) possano essere affrontati solo mettendo intorno allo stesso tavolo Milano città e i Comuni dell’hinterland, trova finalmente in questi candidati la consapevolezza che chiunque di loro sarà Sindaco avrà un interlocutore attento a ciò che succede fuori dalle mura daziarie. È ora di cominciare a leggere i problemi e darne soluzioni in modo diverso da quanto sino ad ora si è fatto a Milano: il fallimento del centrodestra e della Moratti lo si legge nel vedere il traffico che soffoca la città, il fallimento dell’ecopass, l’inefficienza del servizio di trasporto pubblico, il degrado delle periferie, i problemi di viale Padova, i ritardi di Expo, l’assoluta mancanza di dialogo e confronto con la cintura urbana, ecc.

Il clima che si è generato intorno all’appuntamento di domenica fa ben sperare circa la prossima campagna elettorale.

Ora i milanesi devono scegliere.

Se fossi cittadino del capoluogo io sceglierei Stefano Boeri: a me pare la persona maggiormente in grado di raccoglier il più ampio consenso elettorale e così sconfiggere il centrodestra e la Moratti nel 2011. Infatti, il prossimo anno, per vincere bisognerà fare il pieno dei voti del centrosinistra e saper guadagnare almeno parte dei consenso dei delusi di donna Letizia. E l’architetto può meglio riuscire in questa afida.

Stefano Boeri ha accumulato l’esperienza necessari per mettersi al servizio del Capoluogo e di ciò che gli gira intorno. Ha certamente una vision sul futuro che non ha il fiato corto: Milano deve saper guardare lontano.

Ogni candidato ha numeri importanti per dare un contributo positivo alla città, ma Stefano Boeri ha quella marcia in più che può fare la differenza.

Mi auguro che scelto il portabandiera per Milano 2011, i 3 candidati sconfitti vogliano mettersi generosamente a disposizione del candidato Sindaco e del centrosinistra per continuare insieme, in modo compatto e convinto, il percorso che condurrà alle elezioni amministrative del prossimo anno nelle quali Milano potrà regalarsi un destino diverso da quello grigio e privo di prospettive sinora vissuto!

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Eugenio

2 Comments

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  • @Paolo Berdini:
    C’è poi un fatto specifico che rende particolarmente interessante l’esito delle primarie. All’interno del quartetto si confrontano due differenti concezioni della città. Tre dei candidati sostengono che in questi anni Milano è stata sepolta sotto una mostruosa quantità di cemento e di asfalto e che è ora voltare pagina e di anteporre agli interessi speculativi quelli dei cittadini. Onida ha detto in proposito parole molto lucide: si deve voltare pagina e fermare la dissennata corsa ad una cementificazione senza fine e la fase dei progetti calati dall’alto.

    Il quarto candidato, Stefano Boeri, non appartiene a questa cultura. Non che non abbia mutato in questi ultimi tempi il suo atteggiamento sul futuro della città, ma perché pesa come un macigno la sua sovraesposizione in questi anni in cui a Milano si è potuto costruire dappertutto. …

    jasminelm 11 anni ago Reply


  • A quanto pare la "vision" di Boeri aveva il fiato corto!

    pietro 11 anni ago Reply


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