La maglia del Sindaco (e la protesta contro la manovra-bis)

Perché numerosissimi Sindaci del nord Italia, di ogni colore politico, si riuniranno alle 11 di quest’oggi all’auditorium Gaber del Pirellone di Milano per protestare contro le misure della manovra bis approvata a ferragosto?

Con Attilio Fontana, sindaco leghista di Varese e presidente diANCI Lombardia, ci saranno il sindaco di Milano Giuliano Pisapia (SEL), diRoma GianniAlemanno (PDL), di Torino Piero Fassino (PD), di Genova Marta Vincenzi (PD), di Bologna Virginio Merola (PD), di Venezia Orsoni (PD), di VeronaFlavio Tosi(Lega), di Pisa Marco Filippeschi (PD) e tantissimi altri sindaci di città medie e piccole, oltre che ai Presidenti della Regione Lombardia Formigoni (PDL) e dell’Emilia Romagna Errani (PD) e al Presidente della Provincia di Milano Podestà (PDL).

Tra i molti altri ci sarò anche io.

Ma perché protestiamo?

Siamo ad un passaggio decisivo per il futuro delle nostre comunità. Infatti, dal 2008 ad oggi, si sono succedute più manovre economico-finanziarie, spesso correttive delle precedenti, e tutte caratterizzate da un intento fortemente penalizzante verso le Autonomie locali; tutte contenevano contenenti misure e disposizioni che in modo esasperato hanno accentuato ed aggravato alcune problematiche denunciate dai Comuni (anziché risolvere le questioni che denunciavamo si è aggravata la situazione…).

Anche nell’ultima manovra ferragostana (il Decreto legge 138, o se si preferisce la manovra-bis, che ha seguìto quella di luglio, rivelatasi inefficace ancorché pesante nella dimensione) in questo caso si registra un approccio di tipo esclusivamente contabile che ha l’obiettivo di sistemare i conti di bilancio (almeno nella previsione), senza però valutate gli effetti che queste misure avranno sull’economia reale del Paese.

Per il futuro istituzionale dei Comuni, il quadro normativo che emerge dalla manovra-bis risulta inaccettabile, pericoloso, e peraltro del tutto inefficace e inappropriato rispetto alla stessa gravità delle questioni economico- finanziarie che affliggono il Paese.

La manovra-bis infatti prevede ulteriori 9,5 miliardi di tagli agli Enti locali, che si sommano alle precedenti cancellazioni di trasferimenti: tra il 2011 ed il 2014 gli Enti locali saranno privati di 50 miliardi di euro di trasferimenti!

Altra norma folle e i inutile è la cancellazione dei Piccoli Comuni. I sindaci dei comuni più piccoli fanno di fatto volontariato civico. Le loro indennità sono risibili a fronte di responsabilità oggettive importanti. Servono – questo sì – gestioni associate dei servizi comunali, che possono razionalizzare i costi che vengono sostenuti. Ho trovato ridicolo l’annuncio che sarebbero state cancellate 50.000 poltrone (tra sindaci, assessori e consiglieri dei piccoli Comuni), quando agendo sulla riduzione di Parlamentari e Consiglieri regionali (poche centinaia di seggi da tagliare) si otterrebbe un risultato migliore, senza mortificare la rappresentanza democratica nelle piccole comunità. Si badi che tutti i sindaci dei piccoli comuni costano quanto una ventina di deputati…

Altro punto imprescindibile ed importantissimo – non solo per i Comuni, ma anche per il sistema economico del Paese – è la revisione del patto di stabilità che blocca di fatto la crescita delle nostre imprese. Lo Stato, ancora una volta, ha messo in capo ai Comuni obiettivi di saldo che invece devono ricadere sui livelli ove la spesa in questi anni è proliferata, non si è mai fermata, ha proseguito la sua corsa, ovvero i Ministeri. Il comparto “Comuni” ormai da qualche anno – dopo i numerosi tagli e sacrifici – non genera un deficit allo Stato, ma un avanzo (unico caso nell’ambito della Pubblica Amministrazione italiana); se la spesa pubblica ed il debito pubblico in questi anni sono invece cresciuti, di chi sarà la colpa se i Comuni hanno già fatto il loro dovere? Lo Stato deve decidersi a fare i conti con le inefficienze ministeriali, gli alti costi del centralismo burocratico e della politica nazionale! Il problema sta però nel manico: chi deve decidere dove tagliare è anche il responsabile della spesa che affoga lo Stato…

Ecco dunque spiegate le ragioni che oggi vedranno moltissimi Sindaci di ogni colore politico uniti nella protesta contro una manovra che ammazza l’autonomia locale, il livello istituzionale dello Stato più vicino ai cittadini. E la ragione profonda che vede uniti Sindaci di destra, sinistra e centro è la consapevolezza che istituzioni e politica sono due cose diverse, che non vanno confuse. Quando un Sindaco è tale veste la maglia della propria città, non quella del partito di appartenenza, perché ciò che conta è tutelare l’interesse dei propri cittadini.

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Eugenio

6 Comments

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  • Concordo che le due manovre estive colpiscano ancora una volta i cittadini, e che tra questi chi ne farà le spese saranno i meno abbienti o il cosiddetto "ceto medio" (non certo i redditi più alti) e questo in una situazione di crisi economica mi sembra folle. Inoltre la nostra classe politica non si rende conto che l'esasperazione del popolo nei confronti dei loro privilegi, dei loro sprechi e della loro inadeguatezza cresce di giorno in giorno.

    Per quanto riguarda l'abolizione dei piccoli comuni secondo me è necessario rivedere le regole, perché trovo assurda l'esistenza di oltre 8000 comuni in Italia, la maggioranza di poche migliaia di abitanti. Secondo me andrebbero regolamentati in base al numero minimo di abitanti e di km quadrati (in Lombardia ci sono circa 1500 comuni basati su antichi confini feudali , alcuni grandi 2 o 3 km2). Nel corso dei secoli sono state fatti tentativi di riforma spesso poi annullati dai campanilismi locali. La stessa Cernusco comprendeva fino al 1811 anche Cassina (Sant'Agata esclusa) e fino al 1866 la frazione Increa, poi andate a formare comuni autonomi.

    Inoltre le provincie andrebbero abolite, o diminuite o comunque alleggerite.
    Ma di questo sempre si parla e mai si agisce perché alla stragrande maggioranza dei politici italiani interessano solo tornaconti personali, amicizie e clientele. Non certo il bene comune. E questo deve cambiare. Non si può più rimandare.

    Giorgio

    Giorgio 11 anni ago Reply


  • Solo una richiesta di precisazione storico-geografica visto che sono citate due località. Sta bene per lo stralcio dell'Increa di pochi ettari. Mi pare molto strano la stralcio di Cassina perchè questo territorio non risulta cernuschese nemmeno dalle mappe del 1721 ne dalle successive del 1865. Ambedue comunque non mi pare formatesi in comuni autonomi (aggregate).

    psergioit 11 anni ago Reply


    • I territori di Cassina afferivano a Cernusco nel'500 (cit. "Fino alla metà del '500 Cassina, Camporicco e S. Agata non erano parrocchie autonome, bensì dipendevano le prime due da Cernusco sul Naviglio e l'altra da Gorgonzola." http://www.milanoggi.it/cassina_storia.htm ) da cui poi sono stati scorporati. Nel 1811 vennero riaccorpati a Cernusco Asinario a formare il comune di Cernusco (cit. http://www.comuni-italiani.it/015/060/profilo/ ) e qualche anno dopo nuovamente separate a formare il comune di Cassina de' Pecchi. Anche l'Increa chiaramente non fu mai comune autonomo ma andò a formare un nuovo comune (Brugherio fu creato nel 1866 dall'annessione di frazioni di Monza, Cernusco e Sesto attorno a due piccoli comuni soppressi).

      La domanda che emerge in sottofondo è: che senso ha nel 2011 avere comuni territorialmente così piccoli? La frammentazione al di là dei costi porta grossi problemi decisionali e organizzativi aggravati dal sovrapporsi di altri enti spesso in conflitto di competenze, che allungano notevolmente i tempi di realizzazione di opere e progetti.

      thetall82 11 anni ago Reply


  • Perfettamente d'accordo sul tema base della frammentazione. Ma a mio avviso la frammentazione deleteria e spendacciona riguarda gli eccessi di infrastrutture (scolastiche, sportive, piste, piscine, auditorium musicali e no, ecc. ecc.) più che l'Ente autoarchico Comunale. Ritornando ai miei interrogativi storico-geografici: non è che per caso si confondono i limiti delle parrocchie-pievi (e simili) con i confini Comunali? Vedi sub-area della Nibai-Imperiale ancora sotto la parrocchia di Carugate. Quanto al catasto 1721 e quello del 1865 gli estratti di mappa parlano chierissimo e riportano quanto ho già riferito.

    psergioit 11 anni ago Reply


  • Hehe non era mia intenzione scatenare un dibattito storico-geografico-cartografico, ho solo fatto un esempio prendendolo dalle informazioni presenti in Wikipedia alle pagine http://it.wikipedia.org/wiki/Cernusco_sul_Navigli… e http://it.wikipedia.org/wiki/Cassina_de%27_Pecchi . Non vorrei che si andasse fuori tema 😛

    Il mio pensiero è: trovo sensato razionalizzare le strutture e le risorse (Ospedali, Scuole, Enti amministrativi, numero delle poltrone dei politici…,) e l'abolizione/accorpamento dei comuni più piccoli (in questo caso inferiori a 1000 abitanti se non vado errato) va in questa direzione.

    Ciao
    Giorgio

    Giorgio 11 anni ago Reply


  • Pignolerie a parte,concordo con la sostanza dei problemi che affliggono i Sindaci alle dipendenze di un livello a loro superiore di amministratori sempre più politici,sempre meno amministratori,sempre più ideologici e sempre meno pratici nell'interesse del bene comune.
    Quando questa massa di egoisti infantili ed irresponsabili riusciremo a cacciare!
    Mi sembra di vivere l'ultima invasione barbarica dopo che i miei avi hanno vissuto quella degli Ostrogoti, quella dei Visigoti . L'attuale è quella dei Leghioti!!!Questi stanno mandando tutto " in vacca" nella speranza che l'Europa ci sbatta fuori. Sono pazzi!!!
    Antonio Francesco Sarmi

    Antonio F.Sarmi 11 anni ago Reply


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