Grazie Presidente!

Questa mattina il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha rassegnatto le proprie dimissioni.

Nei giorni scorsi, in vista di questo preannunciato momento, ho inviato al Quirinale questa nota di saluto al Capo dello Stato:

 

Illustre Presidente della Repubblica,

nell’imminenza della cessazione del Suo alto incarico, Le trasmetto a nome mio personale e della comunità che guido i sensi di riconoscenza e gratitudine per l’impegno profuso a favore del Paese e per le capacità e lo stile con i quali ha ricoperto il ruolo di Capo dello Stato.

Il difficile periodo storico e politico nel quale è stato chiamato a svolgere il supremo incarico hanno permesso di apprezzare ancora di più il Suo impegno.

La Sua guida è stata preziosa non solo nell’azione che la Costituzione – che ha saputo ben osservare e custodire – Le attribuisce, ma anche nel saper indicare, attraverso i Suoi discorsi e le Sue prese di posizione, strade ed azioni da intraprendere, nel rispetto dei ruoli e dell’azione politica; le Sue parole hanno spesso aiutato a condurre riflessioni e ad accompagnare decisioni.

La saggezza e la lungimiranza con hanno caratterizzato il Suo impegno Le hanno permesso di essere riconosciuto come valido interlocutore anche all’estero; la Sua passione politica per i temi europei e l’importanza stessa del futuro dell’Unione Europea hanno fatto di Lei uno dei migliori alfieri italiani dell’integrazione.

Voglio infine ricordare il Suo impegno in occasione del Centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia: ha saputo trasformare una ricorrenza storica in un’occasione straordinaria offerta agli italiani per riconoscersi come popolo e nazione, riuscendo nell’intento; grazie alla Sua preziosa azione la parola “Patria” è tornata ad avere un significato positivo per l’Italia intera.

Al termine dei nove anni che l’hanno vista alla guida del Paese, il miglior augurio che posso rivolgerLe per il futuro è che l’Italia sappia presto dare attuazione a quelle riforme istituzionali da Lei sempre auspicate e sostenute: sarebbe il miglior modo per esprimere riconoscenza per quanto da Lei svolto a beneficio della nazione.

Un cordiale saluto.

 

Eugenio Comincini

Sindaco di Cernusco sul Naviglio

Vice Sindaco della Città Metropolitana milanese

 

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Eugenio

1 Comment

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  • Registro con fastidio l’attuale diluvio di complimenti e ringraziamenti (non mi riferisco certo solo a questo post di Eugenio) a un Presidente discutibile e molto discusso.
    Ci sono 1000 ragioni per pensare che la storia non sarà molto tenera col presidente Napolitano. Dall’appellativo “Re Giorgio”, all’opaco comportamento riguardo i suoi personali problemi giudiziari, passando per le molte infelici scelte politiche, tra queste spettacolare quella (o l’accettazione di imposizioni esterne) di Mario Monti come Presidente del consiglio, un uomo capace di distruggere la domanda interna italiana, di far esplodere il debito pubblico e di guadagnarsi la rapida e irreversibile disistima degli elettori. Con questa scelta Napolitano ha di fatto sposato la logica dell’austerità caldeggiata da Bruxelles (e oggi ipocritamente rinnegata).
    Napolitano ha “preso in carico” l’Italia nel 2006, la lascia 9 anni dopo in condizioni molto peggiori. Lascia un’Italia con disoccupazione raddoppiata, economia in ginocchio, una disaffezione verso la politica senza precedenti, un livello di conflittualità sociale mai visto dal dopoguerra, una confusione negli assetti istituzionali paradossale.
    Un Presidente garante della costituzione a giorni alterni, lascia all’Italia una marea di questioni irrisolte: dalla legge elettorale al destino delle province, dalle regole del mercato del lavoro ad un federalismo pasticciato.
    Ricordiamo anche diverse forzature della costituzione: dal fatto di aver accettato per la prima volta di ripetere il proprio incarico, alla nomina dei “saggi” – figure mai contemplate dalle nostre istituzioni – passando per la firma di leggi poi rivelatesi incostituzionali, quali il Lodo Alfano e il legittimo impedimento.
    Certamente non tutti i pessimi risultati ottenuti in questi 9 anni sono da ritenere di responsabilità principale del Presidente della Repubblica. In fondo, in quanto a economie in ginocchio, disaffezioni alla politica, emersione di forze estremiste e a tensioni sociali, l’intera Europa è fulgido esempio, e un perverso meccanismo a quel livello va ricercato.
    Questo però non solleva Napolitano dalla sua incapacità di saper invertire la rotta, dall’incapacità di capire quali problemi abbiano in questi 9 anni reso l’Italia uno stato peggiore e dal peso che questi indiscutibili fallimenti portano con loro.
    Guardando i risultati, al di là di vuoti proclami e moniti, il giudizio sulla presidenza di Napolitano non può che essere negativo.

    Ugo 7 anni ago Reply


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