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Carosello: il Consiglio comunale ha detto sì all’avvio della trattativa. Ecco perché siamo disponibili

Lunedì 28 luglio il Consiglio comunale ha votato a favore dell’avvio della trattativa con la proprietà del centro commerciale Carosello di Carugate che ha chiesto al Comune vicino e al nostro di ampliare la propria struttura. Ha votato a favore l’intera maggioranza (Partito Democratico, Vivere Cernusco e Sinistra x Cernusco); hanno votato contro Lega Nord, Movimento 5 Stelle e Persone e Città; si è astenuta Forza Italia.

Non si tratta del “sì” all’ampliamento, ma dell’assenso ad avviare la trattativa per verificare le condizioni che potrebbero portare alla sottoscrizione di una Accordo di Programma (che deve necessariamente vedere coinvolta – e favorevole – anche la Regione Lombardia ed altri Enti) che poi il Consiglio comunale sarebbe chiamato a ratificare o a respingere.

La legge non prevede un passaggio come quello che si è tenuto in Consiglio comunale: le norme consento al Sindaco di avviare la trattativa, eventualmente chiuderla e poi chiedere al Consiglio comunale di prendere o lasciare. Insieme all’Assessore alla Gestione del Territorio, Giordano Marchetti, e all’Assessore al Commercio, Ermanno Zacchetti, ho ritenuto più corretto e trasparente chiedere da subito al Consiglio comunale di esprimersi su tale questione e di definire una serie di “paletti” da considerare nella trattativa, in modo che, a fine corsa, si possa valutare se il frutto della trattativa che si avvierà sarà coerente con le attese espresse dal Consiglio. Solo con l’Accordo di Programma confezionato e sottoscritto si potrà compiutamente valutare se gli aspetti positivi prevarranno su quelli negativi e quindi se il progetto di sviluppo vedrà la partecipazione di Cernusco sul Naviglio oppure no.

Da considerare, come già sopra precisato, che comunque tutto l’iter deve vedere l’assenso della Regione Lombardia: solo sedendosi al tavolo sarà chiaro quali orientamenti assumerà l’Ente superiore, dal quale dipende in ultima istanza la positiva chiusura dell’accordo o il suo rigetto.

La proprietà, Eurocommercial Properties, chiede di poter ristrutturare e ampliare il centro commerciale Carosello di Carugate (una struttura aperta nel 1997 ed ampliata fra il 2008 e il 2009 ed oggi pari a 61.965 metri quadrati di superficie commerciale) con un intervento di 31.000 mq circa di superficie, in parte da ristrutturazione dell’esistente e in più ampia parte di espansione, così articolato:

  • su aree di Carugate: ristrutturazione e ampliamento per circa 22.000 mq riutilizzando spazi Carrefour, del centro commerciale stesso, dell’area oggi occupata dal gommista e un’ampia parte dei parcheggi oggi esistenti;
  • su aree di Cernusco sul Naviglio: ampliamento per circa 9.000 mq edificando su un area di proprietà comunale di circa 5.000 mq all’estremo nord-ovest del Parco degli Aironi (cioè su parte della sponda rinaturalizzata della ex cava).

L’intervento della proprietà prevede anche una riqualificazione viabilistica con la realizzazione di un terzo accesso ed una nuova uscita sulla Tangenziale Est (su aree nel territorio di Cernusco e già di proprietà della società proponente), la realizzazione di nuovi parcheggi interrati, la creazione di circa 250 nuovi posti di lavoro all’interno del centro commerciale.

Ecco nella mappa qui sotto la bozza di progetto che riassume gli interventi ipotizzati (cliccare sull’immagine per aprirla in dimensioni maggiori):

 Nelle slide che seguono sono presentati gli elementi principali che inquadrano la richiesta della società e gli elementi che si sono voluti mettere nero su bianco nell’atto di indirizzo votato dal Consiglio comunale, cioè i “paletti” per la trattativa (meglio leggere l’intero e breve documento linkato).

I contenuti principali dei “paletti” inseriti nell’atto di indirizzo che avvia la trattativa sono dunque occupazione – soprattutto giovanile –, sostegno al commercio locale, tutela del paesaggio e territorio e in particolare, per le aree verdi, impiego della compensazione ambientale preventiva, nuova viabilità e interventi per parziale miglioramento delle condizioni del traffico dell’area e in particolare sulla SP 121, sviluppo della viabilità dolce, destinazione solo ad usi viabilistici dell’area ad ovest del centro commerciale, valori massimi dell’edificazione complessiva e di quella che potrebbe cadere su Cernusco, risorse derivanti dalla cessione dell’area di proprietà comunale che non dovranno essere inferiori a 3,5 milioni di euro, oneri di urbanizzazione, risorse a favore del distretto del commercio, integrazione del parco degli Aironi con il parco di Carugate, nuove aree verdi da cedere al Comune di Cernusco, ristrutturazione e sistemazione del parco degli Aironi.

L’Amministrazione e la maggioranza che la sostiene si è posta di fronte alla richiesta della proprietà non senza perplessità e timori: perché diciamo sì all’avvio di questa trattativa, dicendoci disponibili a chiudere un accordo se vi saranno determinate condizioni?

Qui di seguito spiego le nostre ragioni, come illustrato nel corso dell’ampio dibattito che si è tenuto nel Consiglio comunale del 28 luglio.

Aspetti politici

Usciamo in fretta da un equivoco che mina ogni ragionamento in merito a questo tema: se Cernusco dicesse no ad ogni ipotesi di coinvolgimento sull’ampliamento del centro commerciale Carosello, la proprietà potrebbe benissimo – come farebbe – chiudere l’accordo con il Comune di Carugate che ha già ampiamente e in maniera incontrovertibile manifestato la volontà politica di avviare una trattativa e procedere nella direzione di un accordo, al punto da rompere la maggioranza politica di governo e far proseguire l’esperienza amministrativa in corso solo con chi si è espresso in senso favorevole al possibile accordo. Quindi: se anche Cernusco dicesse no, l’ampliamento ci sarebbe lo stesso (al netto dell’assenso della Regione) solo su aree di Carugate, ma ci sarebbe lo stesso. Non mi risulta affatto che da quando il centro commerciale è nato e si è sviluppato, Cernusco abbia potuto opporsi alla sua creazione e al suo ampliamento sul territorio di Carugate…

Cernusco è di fronte a questa eventualità: o ancora una volta subisce le scelte del Comune accanto, facendosi carico ancora una volta solo degli aspetti critici, che comunque ci sono in un’operazione del genere, oppure – tenuto conto che la richiesta che ci viene fatta è limitata (non stiamo parlando della realizzazione di un nuovo centro commerciale, con stiamo parlando di un’espansione esorbitante, non stiamo parlando di un’operazione che impegna in maniera massiccia nuovo suolo, non stiamo parlando di un intervento che distrugge un parco, non si tratta di un’operazione che stravolge la programmazione urbanistica e commerciale che il Comune si è dato) – partecipa al tavolo della trattativa e cerca di far pendere la bilancia dal lato degli aspetti positivi.

Dunque: se alcuni degli effetti critici di una operazione come questa ci sarebbero comunque anche se Cernusco non la volesse condividere, la valutazione molto pragmatica che è stata fatta dall’Amministrazione comunale e dalla maggioranza che la regge è stata quella di ritenere meno penalizzante sedersi al tavolo e ragionare con la proprietà e gli altri interlocutori, per consentire che questa operazione che comunque si potrebbe realizzare senza la presenza di Cernusco possa portare sul nostro territorio delle positività che diversamente non ci sarebbero. Questa valutazione è stata resa possibile perché la richiesta della proprietà nei confronti del Comune di Cernusco – edificazione su 5.000 metri quadrati circa di area verde di proprietà comunale – è stata considerata un sacrificio (perché comunque di sacrificio si tratta) sopportabile se e solo se vi saranno una serie di vantaggi ambientali, finanziari, economico-sociali, che possono controbilanciare e superare in senso positivo le criticità legate alla richiesta fatta.

Altra questione: come spiegato in apertura di questo post, non vi era alcun obbligo di procedere con un atto di indirizzo preliminare; se lo abbiamo voluto fare è perché vogliamo procedere con trasparenza. Come prevede l’atto di indirizzo votato, inoltre, il percorso dovrà svilupparsi “promuovendo percorsi di partecipazione dei portatori di interesse (commercianti,imprese, terzo settore, associazioni ambientaliste) e della cittadinanza”. Non vogliamo affatto nasconderci, ma neppure rinunciare alla responsabilità che l’azione di governo ci affida.

Infine: non vi è nessun diktat di partito o di altri “oscuri potentati” su questa vicenda, come qualcuno ha maliziosamente voluto insinuare: né a Roma né a Milano si pongono vincoli sulle scelte locali, tanto meno in temi delicati come la gestione del territorio, e nessuno fuori dalla cerchia territoriale si è interessato al tema. E la riprova è che se si esaminano le scelte urbanistiche (e non solo) dei Comuni guidati da Sindaci PD si scoprirà che ve ne sono delle più disparate… Del resto il nostro PGT ha fatto molto parlare istituzioni ed addetti ai lavori come esempio positivo e virtuoso: ma non sono molti ad averlo copiato nelle scelte fondamentali e più significative…

Bisogna ricondurre alla realtà dei fatti e dei numeri la questione, che non può essere trattata in maniera ideologica e peggio ancora demagogica, ma in modo civile e sensato.

Aspetti ambientali

Il Parco degli Aironi non verrà assolutamente cementificato dall’eventuale ampliamento del Carosello che lo interessa: la cessione di una piccola pozione all’estremo nord-ovest non può essere definita come la distruzione del parco; questa è pura demagogia. L’operazione, al netto della cessione, consentirà alla città di avere spazi verdi fruibili più ampi.

Non ci sto affatto – come qualcuno vorrebbe – a passare per il Sindaco che si mette a cementificare il territorio perché potrà eventualmente essere dato l’assenso alla realizzazione di 9.000 mq di superfici commerciali non preventivamente previste nel PGT. Il giudizio sulle capacità di un’amministrazione di essere più o meno rispettosi dell’ambiente, del territorio e di ciò che ci circonda, lo si dà sull’insieme delle azioni e delle scelte politiche che un’Amministrazione ha messo in campo nel periodo complessivo nel quale è stata alla guida di una città.

Senza guardare cosa hanno fatto altri amministratori prima di noi, certamente quanto fatto dalla nostra Amministrazione per la tutela del territorio e dell’ambiente non è stato realizzato né da alcuna altra Amministrazione cernuschese né da altre di città di dimensione equiparabili in regione Lombardia. E lo voglio ricordare con forza e orgoglio:

  • riduzione del 40% del consumo di suolo e dei volumi edificabili sulle aree di sviluppo residue del precedente PRG;
  • nessuna nuova area di espansione rispetto a quanto già aveva previsto il precedente PRG;
  • incremento di 2.300.000 mq di aree verdi delle dotazioni del Parco Locale di Interesse Sovracomunale “Est delle Cave”, rispetto agli iniziali 700.000 metri quadrati già assegnati al Parco;
  • Compensazione ambientale preventiva: trovatemi un altro Comune che ha previsto una regola che impone – a chi costruisce su ambiti già urbanisticamente trasformati, ma agli occhi delle persone ancora verdi – l’obbligo di acquistare e cedere al Comune 4 metri quadrati di verde per ogni metro quadrato edificato…

L’incremento sopra citato delle aree verdi destinate al PLIS si tradurrà a breve in apporto concreto: a settembre sarà sottoposta al voto la delibera che assegna effettivamente al Parco delle Cave i “primi” 1.800.000 metri quadrati dei complessivi 2.300.000 metri quadrati di incremento previsti; i restanti 500.000 metri quadrati circa di verde saranno apportati al Parco entro i primi mesi del prossimo anno, non appena terminate le procedure amministrative. Negli incrementi al PLIS che saranno portati in delibera a settembre sono inserite anche tutte le altre aree verdi contermini al centro commerciale: sia chiaro che se si realizzerà lo sviluppo del Carosello coinvolgendo una limitata quota del territorio di Cernusco, questo non significa affatto aprire la strada ad operazioni del genere in futuro; le restanti aree verdi del Parco degli Aironi saranno vincolate nel Parco delle Cave e questo garantisce da ogni eventuale rischio: le aree di un PLIS hanno un vincolo maggiore.

Quanto alla compensazione ambientale preventiva inserita nel nostro PGT (4 metri quadrati di verde per ogni metro quadrato di superficie costruita) voglio evidenziare si tratta di una regola straordinariamente innovativa, una regola stringente ed onerosa per gli operatori e vantaggiosa per il Comune. Se la trattativa per l’Accordo di Programma troverà il consenso fra le parti e la Regione, il nostro Comune metterà a disposizione una esigua parte del Parco degli Aironi per l’edificazione di una parte dell’ampliamento del Carosello: si tratta certamente di un sacrificio. Nell’atto di indirizzo abbiamo però inserito l’obbligo della compensazione ambientale preventiva: per realizzare circa 9.000 metri quadrati di nuove superfici commerciali dovranno essere ceduti al Comune 36.000 metri quadrati di aree verdi. Dove? Il PGT ha ben identificato gli ambiti verdi che sono di interesse del Comune; sicuramente gli spazi ricompresi fra Cernusco e Ronco, lungo la via Cavour e che costeggiano il Naviglio, sono fra i più interessanti e strategici:

       quelle aree permetterebbero di ampliare il Parco dei Germani e di farlo giungere sino a Ronco,;

       consentirebbero di consolidare il Parco della Martesana (altro PLIS recentemente istituito dalla Provincia e progetto strategico del nostro PGT) connettendo a nord del Naviglio le aree di Cassina de’ Pecchi con quella di Cernusco;

       sottrarrebbero alla futura possibile edificazione un ambito verde importante.

Certamente la porzione di 5.000 metri quadrati del Parco degli Aironi sulla quale ci sarebbe edificazione è un ambito ricco di vegetazione con alberi ormai cresciuti, mentre i 36.000 metri quadri circa della compensazione ambientale sarebbero prato… Ma ogni parco nasce su di un prato: senza terra ed erba le piante non si possono mettere a dimora e non crescono… Offrire alla città nuovi spazi verdi da fruire con 36.000 metri quadrati di nuove aree – in un ambito strategico – a fronte di un piccolo sacrificio di 5.000 metri quadrati che comunque consentirebbe al Parco degli Aironi di continuare (o forse sarebbe meglio dire iniziare…) ad essere pienamente fruito, fanno comunque pendere la bilancia dal lato delle positività.

È stato ricordato in Consiglio comunale che giusto 10 anni fa il centrosinistra si oppose alla realizzazione di un centro commerciale a Cernusco, mentre oggi si dice favorevole al Carosello: per l’appunto, la vicenda di 10 anni fa era e rimane profondamente diversa da quella di oggi, per i numeri e per la proposta in sé, quindi non c’è nessun cambio di atteggiamento. 10 anni fa ci opponemmo all’adozione di un Programma Integrato di Intervento che prevedeva la realizzazione di un nuovo centro commerciale sulle aree verdi (tutte) esattamente di fronte al Parco degli Aironi, lungo la provinciale 121 (via Verdi). Si trattava di un’operazione da 94.256 metri cubi di edifici a torre con destinazione commerciale, espositiva, direzionale; un piano adottato (adottato!) dal Consiglio comunale il 22 luglio 2004 (noi abbiamo approvato solo un atto di indirizzo che dà l’ok all’avvio delle trattative) dopo due anni di gestazione.

Anche la vicenda Decathlon di Brugherio, ricordata da altri, non è paragonabile con la situazione attuale: quella vicenda urbanistica (morta definitivamente nel 2012 dopo 8 anni di gestazione e due Amministrazioni comunali che se ne sono occupate) prevedeva la realizzazione della nuova sede di Decathlon Italia e un ampio punto vendita del marchio francese (oltre ad un parco sportivo pubblico nel quale potevano essere utilizzate le attrezzature in vendita nel megastore) su un area verde agricola di 150.000 mila quadrati già inserita nel Parco delle Cave ed adiacente la Cascina Sant’Ambrogio.

Sono paragonabili i due interventi con i 5.000 metri quadrati eventualmente in gioco a Cernusco? Vedete voi… Le dimensioni e i numeri hanno la loro importanza…

Aspetti commerciali

L’ampliamento su Cernusco vale 9.000 mq di nuova superficie commerciale (su un’area da utilizzare per l’edificazione di 5.000 mq di proprietà comunale): si tratta di una superficie inferiore ad alcune possibilità di espansione commerciale che sono realizzabili su taluni assi viari esterni al centro cittadino (non come Grandi Superfici di Vendita – dal nostro Comune non assentite – ma di Medie Superfici di Vendita).

È comprensibile che i commercianti locali siano preoccupati dall’eventualità che il centro commerciale si espanda e che ciò avvenga anche su aree cernuschesi: le preoccupazioni sono però fondate?

La nostra Amministrazione resta contraria all’insediamento di nuovi centri commerciali sul nostro territorio: non sono previste aree per nuovi insediamenti di questo tipo e le discussioni fatte in Consiglio comunale sia in fase di adozione e approvazione del PGT sia in occasione della variante commerciale allo strumento urbanistico lo testimoniano ampiamente. In questi anni abbiamo detto no alle avance formulate sul tema in almeno un paio di occasioni, nella consapevolezza che non vi sono spazi per ospitare nuove strutture del genere, ma che soprattutto interventi massicci sarebbero assolutamente incompatibili con le politiche urbanistiche e di tutela del commercio locale seguite dalla nostra Amministrazione.

L’allargamento del Carosello (e il coinvolgimento di Cernusco per una quota, come si è detto, limitata sia in termini di superfici occupate sia in termini di superfici commerciali da realizzare) non può essere però omologato alla realizzazione di un nuovo centro commerciale: valgono le considerazioni sui numeri e le dimensioni fatte sopra.

È importante ricordare che le comprensibili apprensioni dei commercianti locali per un allargamento del centro commerciale Carosello, visto come fagocitatore di clientela, non trovano riscontro nei numeri sugli studi del commercio locale. Infatti, come era stato messo in luce con l’approvazione del Documento di Programmazione comunale riferito al Settore Commerciale, approvato senza voti contrari dal Consiglio comunale il 22 aprile dello scorso anno (in vista della variante commerciale al PGT adottata il 29 luglio dello stesso anno e approvata in via definitiva il seguente 19 dicembre), i dati sul commercio della nostra città dal 2002 al 2012 hanno evidenziato che i negozi (quelli di vicinato, quelli con superficie inferiore ai 250 metri quadrati) sono cresciuti nel decennio del 5,8% e le relative complessive superfici di vendita sono aumentate del 24,5%. Lo studio – effettuato da professionisti esterni – metteva in luce come “il commercio, in Cernusco sul Naviglio, rappresenta tuttora un settore economico in espansione (…). Non può non essere considerato positivamente il dinamismo mostrato dal settore commerciale di Cernusco sul Naviglio anche in questo periodo di difficile congiuntura economica, quale indice e conferma dell’importanza e della funzione che questo settore riveste nel Comune”. È bene ricordare che questi numeri sono stati ottenuti non solo in un periodo di difficile congiuntura economica, ma anche nel periodo di maggiore espansione dei centri commerciali nella zona (oltre al Carosello di Carugate sono nati e si sono ampliati nel decennio considerato Acquario a Vignate, Auchan a Vimodrone e Sesto San Giovanni, Le Corti Lombarde a Bellinzago, oltre a numerosi supermercati come Medie Superfici di Vendita).

Altri dati utili sono quelli citati in Consiglio comunale dall’Assessore alla gestione del Territorio Giordano Marchetti. La fonte è l’Osservatorio regionale del Commercio e riguarda gli ultimi 5 anni (2008-2013); nei comuni limitrofi al Carosello i negozi di vicinato sono quasi ovunque aumentati di numero: Carugate +10 unità, Cernusco sul Naviglio +18, Brugherio +5, Agrate Brianza +16, Caponago +10, Pessano con Bornago –3, Bussero –2. In altri Comuni i numeri sono ben diversi: Concorezzo –33, Cologno Monzese –7, Vimodrone –6, Sesto San Giovanni –168.

Questi numeri dimostrano come non vi sia alcuna correlazione negativa diretta fra la situazione dei negozi di vicinato e la presenza in zona di centri commerciali; anzi: i numeri dimostrano come, anche considerando la crisi economica, il settore a Cernusco ha tenuto e si è espanso.

La volontà dell’Amministrazione comunale resta quella di operare a tutela del commercio locale, come ha ricordato in Consiglio comunale l’Assessore al Commercio Ermanno Zacchetti: “La preoccupazione che  abbiamo avvertito negli incontri già fatti a luglio con i commercianti della nostra città va di pari passo con l’altrettanta chiara consapevolezza e volontà dell’Amministrazione Comunale di continuare a salvaguardare e far crescere il nostro commercio locale; non stiamo abdicando al nostro impegno nel sostenere il commercio locale, dimostrato nei fatti in tante iniziative, sempre proposte e sostenute in questi anni in un’ottica di sistema e di collaborazione pubblico-privato”. È il caso della creazione del Distretto del Commercio, delle iniziative dello “Sbaracco”, della fidelity card Valore in Comune per la spesa nei negozi cernuschesi, delle iniziative di animazione del centro città in estate, a Natale e nel corso dell’anno nonostante i tagli alla spesa. Nell’ambito della trattativa è nostra volontà poter mettere a disposizione del commercio locale nuove risorse da utilizzarsi per l’animazione del centro e per abbattere almeno parzialmente la fiscalità.

Questo post è già fin troppo lungo con le informazioni e le considerazione sin qui fatte: rimando ad altro post altre valutazioni rispetto ai risvolti e alle possibilità occupazionali, alle risorse economiche in gioco, agli aspetti legati alla viabilità e all’inquinamento (su questi due ultimi temi, per altro, è intervenuto in Consiglio con dati e numeri l’Assessore Marchetti e il suo intervento, ricco di altri spunti, può essere letto qui).

Cosa accadrà ora?

Come precisato in Consiglio comunale e in apertura di questo post il voto espresso non chiude la vicenda, ma al contrario la apre, senza che al momento vi possa essere certezza di come si possa concludere l’iter. L’ampliamento potrà eventuale essere realizzato solo dopo che tutti gli Enti implicati avranno dato parere favorevole: sono coinvolti a vario titolo – oltre a Cernusco e Carugate – i Comuni confinanti, le Province (e quel che ne sarà) di Milano e Monza-Brianza, l’ASL e la Regione, quest’ultima con un ruolo di rilievo e determinante.

Per ora, con il voto favorevole nel Consiglio comunale del 28 luglio scorso, si è solo affermata la disponibilità del nostro Comune ad avviare una trattativa ed un confronto sulla base di alcuni “paletti”.

Cosa potrà davvero accadere lo vedremo nei prossimi mesi.

 

PS: sempre sul tema Carosello e sulle ragioni che ci hanno portato ad essere favorevoli all’avvio della trattativa, possono essere letti questi altri contributi della maggioranza che sostiene la nostra Amministrazione:

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Eugenio

9 Comments

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  • Caro Sindaco Comencini, sono molto colpita dalla vostra disponibilità a discutere pubblicamente e in modo dettagliato del problema relativo all’ampliamento del Carosello.Mio figlio abita nel vostro Comune e godo spesso del vostro spazio verde e della particolare socialità stimolata dall’ambiente urbano che è pensato per rispondere in modo equilibrato ai vari bisogni che sembrano convivere in armonia nonostante la notevole estensione della città. Cernusco negli anni si è rinnovata ma ha mantenuto la capacità di offrire spazi curati di aggregazione, di attività sportiva spontanea e di piacevolezza. Il mio parere rispetto alla vicenda Carosello forse non conta ma penso che l’ampliamento del Centro Commerciale non porterà via molta gente dal cuore del paese che mi sembra un cuore pulsante e forte. Spendo ancora una parola per dirle che mi fa piacere incontrare una giunta aperta ai pareri dei cittadini nella fase della costruzione di una decisione. Questo è non avere paura della democrazia.

    pinuccia bonora 5 anni ago Reply


  • Mi chiedo e chiedo se l’ampliamento del Carosello è vantaggioso anche per Cernusco e cosa buona e giusta perché ci vogliono così tante parole e così tanti interventi per dimostrarlo?
    Chissà perché mi viene in mente un vecchio detto latino:
    “excusatio non petita,accusatio manifesta

    Felice Angelo Manfroi 5 anni ago Reply


    • Dare conto nel dettaglio delle proprie ragioni non è mai una colpa. Soprattutto quando la demagogia e le posizioni ideologiche sono dietro l’angolo.

      Eugenio 5 anni ago Reply


  • Ritengo che sia corretto lasciare l’ultima parola ai cernuschesi su questa questione che sta creando grande dibattito.Visti i tempi in cui si sente da più parti ripetere che la politica debba dare ascolto ai cittadini ed essere loro più vicina(cosa che tra l’altro sento ripetere ciclicamente da anni)ed essendo l’attuale giunta sostenuta da partiti che si propongono come obiettivo una maggiore partecipazione alla vita politica degli elettori,credo che,dopo avere in mano il progetto definitivo della società proprietaria di Carosello,si possa indire un referendum consultivo di indirizzo che indichi al consiglio comunale il comportamento da seguire(come accaduto ad esempio a Milano con Area C).In tal modo la decisione definitiva sul mantenimento o meno di un parco che,per colpe sia delle precedenti sia della presente amministrazione non è mai stato valorizzato e che fino a qualche giorno fa in pochi conoscevano ed usufruivano,sarebbe presa direttamente dalla cittadinanza e non tramite riunioni tra sindaco,assessori,tecnici,coordinatori di partito e consiglieri comunali.
    Per quanto riguarda la difesa del suolo bisogna dare atto all’attuale amministrazione di aver cercato di frenare la cementificazione ma ritengo che la difesa del suolo non debba ridursi a una mera battaglia ideologica.Col senno di poi che senso ha avuto bloccare la riqualificazione dell’area ex Garzanti per poi ritrovarci oggi un edificio fatiscente,pericolante ed in parte crollato,rifugio di disperati e senza un progetto di recupero?
    Chiudo sperando che si continui a mantenere una cintura verde intorno a Cernusco e mi auguro che il passaggio del tratto finale di via Vespucci(quello oltre la fontana in direzione Cologno)da strada provinciale a comunale non sia il preludio a una futura cementificazione

    Bida 5 anni ago Reply


    • Sull’eventualità e le modalità di un ipotetico referendum sul tema Carosello se ne discuterà nei prossimi mesi, anche negli incontri pubblici che ci saranno.
      Una sola precisazione sulla considerazione finale fatta su via Vespecci, da via Fontanile uscendo da Cernusco verso Cologno: il tratto di via Vespucci sulla destra è già vincolato a PLIS, quindi non si potrà edificare; il tratto sulla sinistra (fra via Monza e via Vespucci) era già stato reso edificabile con il PRG del 2002; il nostro PGT – non potendo cancellare diritti acquisiti – ha ridotto anche su quell’ambito di circa il 40% l’edificabilità ed il consumo di suolo, spostando il margine dell’edificabilità precedentemente prevista dal PRG indietro di circa 50 metri rispetto al filare di tigli. Quell’ambito, quindi, per le scelte urbanistiche orperate nel passato, è destinato ad essere edificato. Essere riusciti a contenere i volumi e risparmiare un’ampia fascia di verde (che sarà inserita nell’ampliamento del PLIS, così da impedire futuri eventuali avanzamenti edilizi sino al mergine della strada) è stato già un risultato notevole.

      Eugenio 5 anni ago Reply


  • L’eccesso di “difesa” ed i meriti “compensativi posticipati” che assumi nella tua lunga tesi – molto di più che dare semplicemente conto delle proprie ragioni – conferma tutta la debolezza la vuotezza e l’insipidità culturale dell’atto d’indirizzo. Vederti (costretto) a spiegare lungamente e in ritardo, indipendentemente dal merito, le tue ragioni sul tuo blog, extra istituzione, non è un bel segno. Una illustrazione imparagonabile con la secchezza dell’esposizione da te tenuta in Consiglio Comunale e nei siti che l’hanno preceduto. Una dicotomia pericolosa perché sposta l’ago sul piano semi-personale – dove poter dire tutto e il contrario di tutto- rispetto al preminente ruolo che copri. Ma forse è una forbice che ti piace mantenere.
    Tutto rientra in una logica non condivisibile che si riassume così: “Siccome siamo stati e siamo bravi a gestire il territorio non … rompete su Carosello”. Questo sarebbe il succo, ma non funziona così perché ci sono dei principi invalicabili che mai potranno essere compensati.
    Potrei qui aprire un capitolo diverso, ma mi ritroverei a ripetere questioni trite e ritrite sollevate in tutti questi anni rimaste senza risposta nonostante la loro preminente importanza. Per esempio, mi basterebbe capire, per poter approfondire i miei studi e le mie valutazioni, l’andamento del “concesso edilizio” rispetto alle previsioni dei Piani sia nel periodo del tuo duplice mandato sia in precedenza. Credo che non lo farai mai, come mi hai anticipato in una vecchia discussione pubblica in Biblioteca pre PGT. Inutile mettersi coccarde, auto incensarsi, auto imbrodolarsi o farsi fare le stesse cosa dagli altri se non si da pubblica decenza a questioni forti negate, tanto più che si conoscono.
    Su carosello, al tuo confronto, il Sindaco di Carugate, additato come il reprobo e motore dell’iniziativa, impallidisce. La massima latina citata in un commento che mi ha preceduto e per quanto appena detto è facilmente sostituibile con una più concreta “Gaina ca canta..” oppure, se preferisci, “Il tacon…”.
    Quella di Carosello è una proposta indecente nella forma e nel merito, per la contraddittorietà ed il contrasto con la filosofia pluripremiata che ti accompagna e nei confronti degli atti e norme urbanistiche vigenti, sia a Cernusco che a Carugate. Norme, e qui sta un altro “paletto”, non fatte da altri facilmente sgravabili dalla coscienza, ma da te/voi stessi ora totalmente rinnegate, senza tralasciare l’orrenda permuta di terreni indisponibili per chiunque. In quest’ottica non c’è più niente che tenga e che nessun supposto processo ammantato di partecipazione democratica potrà mai cancellare. Il fattaccio è già deciso e la controprova è proprio per quanto appena detto dimostrato dalla supponenza e dalla facilità del far finta di niente delle Regole, rafforzato dall’inversione totale delle proprie convinzioni nonostante la gravità dei contrasti che avrebbe meritato una reiezione immediata e non trattabile della proposta.
    1)E’ nato prima l’uovo o la gallina? Cioè il primato dell’idea è di Cernusco o della povera Carugate da tutti additata come mandante-sicario ma che forse è semplicemente vittima-soccube. Non è questione da poco, vista la remissività e l’ineluttabilità del rischio “di assistere impotenti e da spettatori ad un processo già deciso per cui è meglio partecipare”. Gli ultimi avvenimento sullo scritto fantasma e del nome dell’autore, dimostrano una partecipazione Cernuschese primaria e remota: per me una non novità.
    2)Dove, come, proposte e firmate da chi e quando sono state prodotte e acquisite al protocollo del Comune le slides ed il progetto (inquadramento generale, viabilità, ecc.) proiettate ufficialmente in diverse sedi a spiegazione del nuovo Carosello e nella discussione dell’atto d’indirizzo? Anche questa è questione di non poco conto, facilissimamente intuibile per le conseguenze che ne deriverebbero. Quale cogenza (o quale coccarda – patacca) dare al pre-progetto?.
    3)Ho già accennato sul contrasto zonizzativo (scusa il termine un po’ obsoleto ma io sono rimasto all’antica..) o meglio delle Regole. Ora non puoi far finta di niente nel constatare la differenza incredibile fra la previsione del PGT adottato – in particolare sulle forre del lago degli Aironi – e la regola difforme col PGT vigente! Come mai, perché, e con quale procedura è stato cassato il vincolo ambientale? Tralasciando una tempistica e procedura pregressa delicata, la variante è frutto di osservazione accolta – non ci sono i classici numeri localizzativi su quell’area – semplice doppia svista grafica, o qualche cosa di innominabile? E ancora, avrà, pure un significato la regola di area non soggetta a trasformazione urbanistica?
    4)Infine ci sarebbero due altre questioni. Come mai, quasi in fregio alla via Adua su terreno coltivato da duecento anni (ora purtroppo non più) è prevista una grossa area da destinare ad escavazione? Come mai il Piano di Reupero della Cascina Torriana approvato poco prima del tuo primo mandato non è mai partito?
    E se ti spazientisci come fai di solito con me, vista la lungaggine delle mie tesi, ti consiglio di fermarti e valutare ciò che risulta dal PGT per il Parco degli Aironi e che tu stesso hai confermato:
    a.E’area NON soggetta a trasformazione urbanistica;
    b.E’ area di TUTELA dei corridoi ambientali (art. 17 PdR);
    c.E’ area di SENSIBILITA’ paesaggistica MOLO alta;
    d.Era area con ambiti GIA’ VINCOLATI ai sensi del D.Lgs. 42/2004, ;
    e.Mentre l’area di Via Adua, da sempre agricola ECCELLENTE, è diventata AREA INTERNA all’Ambito Territoriale Estrattivo – ATE (art. 15 PdR).
    Tralasciando lo stralcio o meno dal PLIS. Buon ferragosto.

    Sergio Pozzi 5 anni ago Reply


    • Chi la fa più brodosa e lunga non lo so… Il mio lungo post è in massima parte la trascrizione di quanto ho detto in Consiglio comunale (nel corso del quale ho parlato per circa un’ora: tu hai seguito tutto o te ne sei andato dopo il film?).
      Quanto dovevo spiegare l’ho fatto: la procedibilità dei percorcrsi amministrativi è responsabilità dei tecnici, come ben sai: io e la mia maggioranza ci assumiamo fino in fondo le responsabilità politiche delle nostre scelte (e comunque, per gli approfondimenti e le analisi condotte, l’operazione – proposta dalla proprietà a Caruate ed estesa a Cernusco – se la Regione darà l’ok è urbanisticamente procedibile).
      Buon Ferragosto.

      Eugenio 5 anni ago Reply


  • Mi sembra che le questioni sollevate da Sergio Pozzi meritino una risposta migliore… saranno questioni tecniche noiose per molti ma il funzionamento della macchina amministrativa deve essere trasparente e le scelte fatte implicitamente tra approvazione e adozione del PGT devono essere conosciute dai cittadini. Poi concordo con lui sul fatto che, indipendentemente dall’ottima gestione del territorio, ci sono delle scelte che semplicemente non possono essere fatte…

    Francesco 5 anni ago Reply


  • Sottoscrivo in pieno quanto scritto da Francesco: le domande di Sergio meritano una risposta. E’ difficile per noi cittadini comprendere il funzionamento della macchina pubblica, su questioni così importanti la comunicazione deve essere completa, trasparente e comprensibile. Mi auguro che a queste domande venga data risposta in uno degli incontri con la cittadinanza che ha promesso.
    E sottoscrivo anche la frase: “ci sono delle scelte che semplicemente non devono essere fatte…” I centri commerciali, il modello economico a loro sotteso, i comportamenti e gli stili di vita che inducono sono una delle cause principali dei nostri problemi attuali (vd disoccupazione): non possono esserne anche la soluzione. Dire no a questo progetto può essere uno stimolo a trovare un’altra strada.
    Ci sarebbero altre migliaia di parole da scrivere, ma sono convinta che le motivazioni dei cittadini contro questo progetto lei le conosce già tutte e molto bene. E’ che ha scelto di metterle da parte. Spero si renderà presto conto che invece le motivazioni a favore nel lungo periodo non reggeranno affatto, anzi, si riveleranno un boomerang per il benessere della comunità e dell’ambiente. Saluti

    Claudia 5 anni ago Reply


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