Pietre d’inciampo a Cernusco sul Naviglio: identità, Memoria, futuro

Cernusco sul Naviglio, la mia città, da tempo ha intrapreso scelte e percorsi tesi a valorizzare la Memoria, in modo particolare rispetto ai fatti legati alla lotta al nazifascismo, alle

Monopattini elettrici: al via la rivoluzione della micromobilità

L’anno nuovo è cominciato con una importante e bella novità, per quanti sostengono la mobilità sostenibile: l’equiparazione dei monopattini elettrici alle biciclette. Oggi infatti è entrata in vigore la Legge

Buon Natale e felice 2020!

“Cercate di vincere ogni tristezza, di voler bene a chi è con voi, di stupirvi della vita”. Con questo bel pensiero di padre Enzo Bianchi auguro a ciascuno buon Natale!

Idee e progetti per l’Italia: il 5-6-7 novembre alla Stazione Leopolda di Firenze

Il rinnovamento non è un problema di età, le rottamazioni non si fanno per via anagrafica: si tratta di prendere atto del fallimento di chi da vent’anni sta nei palazzi della politica senza riuscire a cambiare davvero.Matteo Renzi (Sindaco di Firenze)

Una Repubblica in cui si ritrovi una misura e una credibilità, si punti al ricambio, si ridia voce agli elettori per scegliere i loro rappresentanti, provincia per provincia. Di stazione in stazione, appunto, con un’attenzione speciale per chi in questi anni è stato lontano dal potere.Pippo Civati (Consigliere regionale lombardo)

Come già annunciato, questo fine settimana andrò alla 3 giorni di Firenze “Prossima fermata: Italia”, organizzata da Renzi e Civati con il supporto degli amici di Oltre.

Non sarà una passerella ma una 3 giorni di lavoro appassionato, per il nostro Paese e per il centrosinistra.

Perché ci vado? Qui sotto le mie ragioni:

  • perché non mi vergogno di fare politica ma mi vergogno di chi la infanga;
  • perché rispetto al teatrino che conosciamo si può incarnare un’idea di politica diversa: più sobria, più dignitosa, più rappresentativa, più creativa;
  • perché è necessario alla politica e al centrosinistra un modo diverso di dialogare all’interno della base e con la base;
  • perché il confronto tra buone pratiche e buone idee può solo arricchire le capacità di chi è impegnato sul territorio per governare, di chi deve prepararsi a governare, di chi deve aumentare il consenso di una forza politica che vuole cambiare e rinnovare il Paese;
  • perché quando cadeva il muro di Berlino ero in IV superiore e quando la DC si dissolveva studiavo Sciences Po in Francia a Tolosa;
  • perché credo che la II Repubblica non sia mai nata e che in questi 16 anni si siano perse un sacco di occasioni per migliorare l’Italia;
  • perché il Partito Democratico divenga ciò che è – democratico, appunto – scegliendo con le primarie i propri candidati rappresentanti al Parlamento e rispetti senza eccezioni la norma che si è dato del limite del terzo mandato;
  • perché il Partito Democratico può essere la casa di tutti i riformisti italiani se smettiamo di contarci come affiliati di qualcuno ma ci contiamo come appassionati ad idee e progetti;
  • perché la cooptazione non è democratica e il “biscottino” dato a chi è più fedele sa più di circo che di polis;
  • perché un “Paese normale” è tale se c’è (anche) adeguato ricambio nelle leadership e nelle elite;
  • perché il giovanilismo non porta da nessuna parte, ma i buoni progetti possono portare dove ancora non si è arrivati;
  • perché comunicare è diverso che informare;
  • perché mi sono stancato di essere cercato solo quando c’è da fare numero;
  • perché mi fa piacere che ci sia chi si accorge che a Cernusco sul Naviglio si stia facendo un gran bel lavoro che merita di essere conosciuto;
  • perché le buone idee per decollare necessitano di persone in gamba (e a Firenze ce ne saranno molte!);
  • perché la politica non è una regata in solitaria ma un’avventura da vivere con amici e molta gente;
  • perché non ho intenzione di salpare per un nuovo posto ma mi metto a disposizione di quanti vogliono salpare per un nuovo viaggio;
  • perché il vino nuovo sta in otri nuovi;
  • perché la speranza cammina sulle spalle di chi guarda al futuro come una sfida da giocarsi, non come un rischio da dover correre;
  • perché il futuro è ancora una promessa se ad accoglierlo c’è chi non ha troppo passato alle spalle;
  • perché dopo la 3 giorni di Firenze sono certo che ci saranno altri approdi;
  • perché bisogna andare oltre.

Voglio bene al mio partito. Credo che l’appuntamento di Firenze – nonostante tante critiche, tanti mugugni e tante paure – possa essergli utile per riflettere sulle sue debolezze e le sue potenzialità. Sono consapevole che la 3 giorni non risolverà tutti i problemi, ma mentre c’è qualcuno che ha abbandonato la nave e qualcun altro vorrebbe farlo, mentre l’Italia va a rotoli senza una guida chiara, mentre c’è ancora chi vorrebbe che tutto cambi perché nulla cambi, io dico che è il momento di non mollare e che bisogna buttarsi a capofitto in questo progetto per dare una forte scossa. Ci sono un sacco di persone in gamba che lo stanno già facendo e che mi fanno dire che ne vale davvero la pena! Per la politica e per il nostro Paese!

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Eugenio

3 Comments

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  • Alla 3 giorni di Firenze non si venderanno tappeti… Ce lo spiega Popolino: http://popolino.splinder.com/post/23540334/niente

    Eugenio Comincini 9 anni ago Reply


  • Il programma per redigere il "Vocabolario della speranza" e la "Carta di Firenze" lo spiega direttamente Renzi: http://www.ilpost.it/2010/11/02/renzi-firenze/

    Eugenio Comincini 9 anni ago Reply


  • Bravo Eugenio,
    parliamo di problemi veri, basta con le escort. Basta parlare di Berlusconi, è ora di guardare avanti. Faccio una breve considerazione magari banale, magari no. Chiunque di noi ha una compagnia storica con la quale si ritrova da una vita. Bene, non vi trovate spesso a parlare delle stesse cose revocando i tempi che furono? Voi magari non ve ne accorgete, ma chi vi osserva da fuori una, due o tre volte sì. Voi di divertite e siete interessati alle vostre storie, questi ultimi si annoiano… Al governo chi conta veramente da vent'anni fa parte di due gruppi: 1. Berlusconi e i suoi amici di scuola o suoi ex dipendenti. 2. I figli del 68 divisi in due sottocategorie che si fronteggiavano in piazza: da una parte la sinistra dei D'Alema, Veltroni, Fassino, ecc; dall'altra la destra dei La Russa, Fini, Gasparri, ecc… Sono questi gruppi storici di amici che da quattro legislature sono al potere. Le cose che si raccontano e ci raccontano sono le stesse, figlie di quei tempi o figlie dei propri interessi. Hanno stufato. Ora basta. Cambiamo compagnia! Bravo Eugenio, avanti così, abbiamo bisogno di gente pulita e con nuove idee in testa.
    Alessandro Ferrari

    alessandro ferrari 9 anni ago Reply


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