Fiducia al nuovo Governo, per il bene del Paese, nonostante le differenze

Oggi anche il Senato - e quindi anche il sottoscritto - è chiamato ad esprimere la fiducia al nuovo Governo, nato dall’accordo politico e parlamentare fra M5S e PD (a

Un nuovo Governo, un Governo di svolta

E dunque questo Governo di svolta si farà. Dopo 27 giorni dall’avvio della crisi del Governo M5S-Lega, scatenata da Matteo Salvini l’indomani del voto in Senato sulla TAV, dopo aver

Termina il peggior Governo nella storia della Repubblica

Il Presidente del Consiglio Conte, con le proprie parole nell’Aula del Senato, ha certificato la fine del Governo populista e sovranista M5S-Lega; ha certificato che i fatti accaduti in queste

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Fiducia al nuovo Governo, per il bene del Paese, nonostante le differenze

Oggi anche il Senato – e quindi anche il sottoscritto – è chiamato ad esprimere la fiducia al nuovo Governo, nato dall’accordo politico e parlamentare fra M5S e PD (a cui si è aggiunta LeU). Voterò sì alla fiducia. Voterò sì al Governo nato da un’operazione impensabile solo 5 settimane fa, inutile negarlo; ma un accordo indispensabile per evitare l’aumento dell’IVA, far ritrovare centralità e ruolo attivo all’Italia in Europa, recuperare fiducia sui mercati con conseguenti minori costi sul debito, sopire odio e cambiare linguaggio politico, arginare derive illiberali e antistoriche rappresentate delle braccia tese di ieri in piazza.

Qui, seduto ad ascoltare il dibattito sulle dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio Conte, sento tutto il peso delle scelte che dobbiamo compiere e delle decisioni che dobbiamo assumere.

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Un nuovo Governo, un Governo di svolta

E dunque questo Governo di svolta si farà. Dopo 27 giorni dall’avvio della crisi del Governo M5S-Lega, scatenata da Matteo Salvini l’indomani del voto in Senato sulla TAV, dopo aver attraversato in quasi 4 settimane alti e bassi come sulle montagne russe, il voto della piattaforma Rousseau ha sancito il via libera all’intesa che il PD e il M5S hanno trovato in queste settimane, intorno alla figura del Premier (uscente e incaricato) Giuseppe Conte e sulla base di un programma di legislatura.

Nonostante tutte le difficoltà legate alla storia recente dei rapporti tra i Dem e pentastellati, nonostante su diversi temi si abbiano idee divergenti (a partire dal ruolo di una piattaforma informatica gestita da una società privata, che il Garante per la Privacy ha

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Cosa ci dicono i risultati delle elezioni europee ed amministrative

La vittoria della Lega alle europee di domencia 26 maggio è netta e distribuita su tutto il territorio nazionale. È l’unico partito che guadagna voti in termini assoluti (e considerevolmente) rispetto alle elezioni politiche del 2018. Una serie di numeri – che utilizzerò in un successivo post più dettagliato, che posterò appena possibile – ci dicono che l’offerta politica proposta dalla Lega non ha trovato rivali.

Neppure il PD è stato capace di rappresentare una reale e credibile alternativa, se non in alcuni territori e in alcune realtà ben definite. Il nostro risultato – pur essendo stati capaci di azzerare le litigiosità interne, che in altri periodi invece sono state deleterie – purtroppo non evidenzia condizioni

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Congresso PD: perché sosterrò Maurizio Martina

Questa settimana hanno preso il via i congressi di circolo che porteranno all’elezione del nuovo segretario nazionale del Partito Democratico, con le primarie aperte che si terranno il prossimo 3 marzo.

Un congresso non facile, dopo la sconfitta elettorale del 4 marzo 2018; un congresso che arriva tardi rispetto alle attese di larga parte della base; un congresso che ha visto anche sorgere e tramontare candidature in modo repentino.

Non nascondo di aver avuto la tentazione di rifugiarmi in una zona neutra, nella quale non prendere posizione fra alcuna delle candidature in campo: ma una persona che riveste un’importante ruolo istituzionale non può permettersi il lusso di nascondersi dietro le difficoltà contingenti per non scegliere e non prendere una posizione chiara in un momento delicato e gravido di conseguenze per

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Vinicio Peluffo è il nuovo segretario del PD lombardo

Vinicio Peluffo è il nuovo segretario regionale del Partito Democratico della Lombardia.

I risultati finali sanciscono che sui 27.278 votanti che hanno partecipato alle primarie di domenica 18 novembre (circa 3.000 persone in più rispetto il precedente congresso), Vinicio Peluffo ha ottenuto il 60,77% delle preferenze. Il mio risultato è stato pari al 39,23% dei votanti.

La vittoria di Vinicio si è delineata in maniera netta in quasi tutte le provincie lombarde, 10 su 12.

Quando nella notte dello scrutinio il dato si è consolidato, ho chiamato Vinicio al telefono per congratularmi e fargli i migliori auguri di buon lavoro: al nuovo segretario regionale non farò mancare il mio contributo di idee e il mio sostegno per rendere più autonomo, forte, riconoscibile e credibile il PD lombardo.

Grazie a quanti mi hanno sostenuto ed

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#passioneincircolo, appello finale

Grazie agli amici che hanno voluto sostenermi.

Ma soprattutto grazie a voi che in queste settimane avete voluto affidarmi pensieri, riflessioni, spunti.

Domenica possono votare tutti, non solo chi è iscritto al Partito Democratico: io sono pronto a farmi portavoce di tutti, proprio tutti, da Segretario del Pd lombardo.

Vi aspetto!

 

(Per scoprire dove puoi votare per le primarie regionali del PD clicca qui).

 

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Intervista a Il Foglio

Questo il testo dell’articolo pubblicato da Il Foglio giovedì 25 ottobre e relativo al Congresso regionale del PD, con intervista ai candidati.

DUE CANDIDATI PER IL PD E I BARBARI ALLE PORTE. ECCO COSA PENSANO

«Perché indugiamo ancora? Che ci si aspetta? Ad ogni istante si aggravano animali e si rende più difficile il rimedio. Il più piccolo ritardo può essere funesto», dicevano i congiurati a Bajamonte Tiepolo. Era di Venezia, i barbari erano quelli che detenevano il potere. Ma c’è sempre un senso di urgenza, di fronte alle situazioni emergenziali o percepite tali. Così il Partito Democratico lombardo, mentre la borsa fibrilla e gli imprenditori si incazzano, prova da una parte a lanciare l’assalto al Governo e dall’altro a reggere l’urto dei “Barbari alle porte”: i leghisti dopo l’Italia puntano all’Europa,

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“Credito Giovani”, fiducia e investimento sul futuro

Mercoledì mattina, alla Camera dei Deputati, nel corso di una conferenza stampa abbiamo presentato la proposta di legge “Credito Giovani” finalizzata a dare fiducia ai giovani e alla costruzione del loro futuro.

La proposta prevede che ogni giovane, al compimento del diciottesimo anno di età, abbia diritto ad una dotazione a fondo perduto di 18.000 euro da utilizzare per la formazione, l’avvio di una attività imprenditoriale, progetti di volontariato e cooperazione internazionale, l’acquisto della prima casa. La dotazione complessiva del fondo è di 7 miliardi di euro annui.

Il PD è contrario all’assistenzialismo passivo e questa è una proposta incentrata sull’emancipazione attiva.

La proposta di legge è stata depositata sia alla Camera dei Deputati che al Senato della Repubblica: i proponenti sono i Capigruppo di Montecitorio e Palazzo Madama, Delrio e Marcucci, gli

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Intervista al Corriere della Sera

Questo il testo dell’intervista pubblicata dal Corriere della Sera domenica 21 ottobre e relativa alla mia candidatura alla segreteria regionale del PD.

 

BASTA DIVISIONI E CORRENTI. RISPONDIAMO AL MALESSERE DEL NORD VERSO IL GOVERNO

 

Eugenio Comincini, per dieci anni sindaco di Cernusco sul Naviglio, da marzo è senatore della Repubblica, risponde al telefono dalla Leopolda.

Perché candidarsi alla segreteria regionale del PD?

Perché tanti sindaci e amministratori mi hanno chiesto di assumere questa responsabilità, a dimostrazione che in molti ritengono che il partito debba dare più spazio alle esperienze nate sul territorio.

Obiettivi e priorità?

E’ chiaro che l’obiettivo di lungo periodo è quello di portare la prossima volta il PD alla guida della Regione. Per farlo però ci vuole un partito federato, come prevede peraltro anche il nostro statuto.

Il famoso PD del Nord?

C’è da attrezzarsi

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Primarie PD lombardo: voglio un partito federato

Sono stati giorni intensi, ricchi di confronto, chiamate, chiacchierate e incontri.

Ho deciso di accogliere la richiesta che Sindaci, amministratori locali, esponenti locali e nazionali del mio partito hanno avanzato chiedendomi di candidarmi alla segreteria regionale del Partito Democratico.

Il prossimo 18 novembre il PD lombardo sceglierà il suo nuovo segretario regionale: le aspettative di cambiamento affrontano una partita per nulla facile e so altrettanto bene che le lacerazioni che hanno attraversato il PD vanno sanate.

Voglio incarnare i temi e le questioni che stanno a cuore a tantissimi elettori democratici: l’idea di procedere sulla strada della costruzione di un partito federale, aperto, capace di sollecitare il coinvolgimento degli elettori il più possibile, anche con forme nuove. Che poi sono le idee fondanti del PD: le sconfitte elettorali non le hanno rese inservibili,

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