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Numeri sul voto e sulla mia mancata elezione


Non ce l’ho fatta: non sono stato eletto al Consiglio regionale. La sconfitta elettorale della nostra coalizione porta anche il mio mancato ingresso al Pirellone. Mi sono fermato a 3.837 preferenze, di cui 3.300 circa prese in provincia, 1.988 solo nella mia città, Cernusco su Naviglio. A Milano città mi sono fermato a 494 preferenze, molte meno di quelle attese o di quelle di cui c’era bisogno. Al di là del risultato, il mio grazie sentito e sincero va a tutte le persone che mi hanno sostenuto e mi hanno votato.

Cinque anni fa, con le preferenze ottenute ieri, sarei stato eletto: quest’anno le cose sono andate inaspettatamente in modo diverso. In questa tornata

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Ogni preferenza fa la differenza


La campagna elettorale è terminata. È stato un mese davvero intenso ricco di incontri, tra persone e realtà sociali, ascoltando preoccupazioni e speranze per il futuro della nostra Regione. Grazie ad ognuno per il supporto. È stato un onore avere il sostegno di personalità di rilievo del PD e del centrosinistra.

Con Pierfrancesco Majorino Presidente in Lombardia vogliamo garantire un futuro migliore per tutti i cittadini: una sanità territoriale efficiente e accessibile, trasporti pubblici affidabili e sicuri, case popolari dignitose, maggiori attenzioni e sostegni alle persone con disabilità, più impegno sulla transizione ecologica.

Sono e siamo pronti a lavorare insieme e costruire un futuro migliore per la Lombardia. Io ci sono, e sapete che potete contare su

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Regionali 2023: il fac-simile della scheda elettorale


Come si vota 🗳️? Lo spieghiamo in questo brevissimo video esplicativo.

Mettendo una croce sul simbolo del PD il voto andrà a Pierfrancesco Majorino come Presidente di Regione Lombardia. Per votarmi al Consiglio regionale bisogna esprimere la preferenza scrivendo ✍🏻 COMINCINI nello spazio accanto al simbolo del PD (si possono esprimere fino a due preferenze per candidati appartenenti alla stessa lista, rispettando l’alternanza di genere: una per un uomo ed una per una donna).

È possibile votarmi in tutta la Città metropolitana milanese: capoluogo e tutti i 132 comuni dell’hinterland.

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Mi candido al Consiglio regionale

È ufficiale. Ho deciso di candidarmi al Consiglio regionale della Lombardia nella lista del Partito Democratico, a sostegno di Pierfrancesco Majorino Presidente.

È una scelta maturata dopo una lunga riflessione e un confronto innanzitutto con la mia famiglia, ma anche e soprattutto con tanti tra ex colleghi, Sindaci, amministratori locali, associazioni, cittadini. Persone con le quali, da Sindaco prima e da Senatore poi, ho fatto un pezzo di strada insieme, condividendo il mio cammino politico e personale.

È una scelta dettata da ragioni molto semplici.

La prima, su tutte, è la convinzione che con Pierfrancesco Majorino Presidente possiamo finalmente cambiare il volto di una regione ricca di straordinarie bellezze e opportunità, da tempo ingessata e non più all’altezza delle attese dei lombardi.

La seconda, è la voglia di non

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Le Camere sono state sciolte: si vota il 25 settembre

Con lo scioglimento delle Camere da parte del Presidente Mattarella ci prepariamo al voto del 25 settembre.

Il PD ha il dovere di fare proprie le istanze poste da Draghi nel suo ultimo intervento in Aula: contrasto alla crisi sociale e al lavoro povero, sostegno alle famiglie e alle imprese di fronte alla crisi energetica e all’inflazione galoppante, difesa dei valori atlantisti ed europeisti. Senza demagogia e populismo, ma con la chiarezza che gli italiani meritano. Io credo che dovremo farlo costruendo un’alleanza con forze politiche che nell’azione del Governo Draghi e dei Ministri del PD si sono pienamente riconosciute, senza imbarazzo e senza posizioni strumentali e ideologiche. Avremo modo nei prossimi giorni – certo celermente – di discutere al nostro interno delle modalità con le quali comporre eventuali alleanze,

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Imposta di successione: un’occasione per rendere il fisco più equo

La proposta avanzata da Enrico Letta sta suscitando un acceso dibattito e anche molte critiche.
Prima di chiarire alcuni aspetti della proposta, credo sia utile fare una premessa: credo fermamente che l’Italia abbia bisogno di rivedere totalmente il suo sistema fiscale. Un Paese in cui le tasse sulle rendite sono ridicole mentre redditi da lavoro e redditi da impresa schiacciano i cittadini, è un Paese dove vivono disuguaglianze da correggere profondamente.

Siccome il post è lungo, vado subito al dunque: io condivido l’idea che le sostanziose rendite possedute dall’1% della popolazione italiana vengano tassate. Mi piacerebbe, tuttavia, che questa discussione tenesse insieme la necessità di una riforma complessiva del nostro fisco e non solo una piccola parte.

Altra doverosa premessa: non

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Ho deciso di tornare nel PD

Un anno e mezzo fa aderii ad Italia Viva. Chi mi conosce sa che fu una scelta sofferta. Per diverse ragioni: per la mia storia politica, per il mio percorso, per il radicamento sul territorio, per i legami costruiti dentro una comunità che mi ha visto crescere nell’impegno politico ed istituzionale, per il constante confronto con i Sindaci e gli Amministratori ai quali sono rimasto legatissimo, per l’esperienza vissuta. Seguire Matteo Renzi mi sembrò il modo di rimanere coerente al percorso politico che avevo fatto; lasciare il PD per entrare in Italia Viva fu però una scelta dettata dalla convinzione che in quel momento si potesse e dovesse costruire, fuori dal PD, “una casa dei riformisti” in grado di allargare il campo del centrosinistra.

In poco più di un anno –

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Fiducia al nuovo Governo, per il bene del Paese, nonostante le differenze

Oggi anche il Senato – e quindi anche il sottoscritto – è chiamato ad esprimere la fiducia al nuovo Governo, nato dall’accordo politico e parlamentare fra M5S e PD (a cui si è aggiunta LeU). Voterò sì alla fiducia. Voterò sì al Governo nato da un’operazione impensabile solo 5 settimane fa, inutile negarlo; ma un accordo indispensabile per evitare l’aumento dell’IVA, far ritrovare centralità e ruolo attivo all’Italia in Europa, recuperare fiducia sui mercati con conseguenti minori costi sul debito, sopire odio e cambiare linguaggio politico, arginare derive illiberali e antistoriche rappresentate delle braccia tese di ieri in piazza.

Qui, seduto ad ascoltare il dibattito sulle dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio Conte, sento tutto il peso delle scelte che dobbiamo compiere e delle decisioni che dobbiamo assumere.

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Un nuovo Governo, un Governo di svolta

E dunque questo Governo di svolta si farà. Dopo 27 giorni dall’avvio della crisi del Governo M5S-Lega, scatenata da Matteo Salvini l’indomani del voto in Senato sulla TAV, dopo aver attraversato in quasi 4 settimane alti e bassi come sulle montagne russe, il voto della piattaforma Rousseau ha sancito il via libera all’intesa che il PD e il M5S hanno trovato in queste settimane, intorno alla figura del Premier (uscente e incaricato) Giuseppe Conte e sulla base di un programma di legislatura.

Nonostante tutte le difficoltà legate alla storia recente dei rapporti tra i Dem e pentastellati, nonostante su diversi temi si abbiano idee divergenti (a partire dal ruolo di una piattaforma informatica gestita da una società privata, che il Garante per la Privacy ha

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Cosa ci dicono i risultati delle elezioni europee ed amministrative

La vittoria della Lega alle europee di domencia 26 maggio è netta e distribuita su tutto il territorio nazionale. È l’unico partito che guadagna voti in termini assoluti (e considerevolmente) rispetto alle elezioni politiche del 2018. Una serie di numeri – che utilizzerò in un successivo post più dettagliato, che posterò appena possibile – ci dicono che l’offerta politica proposta dalla Lega non ha trovato rivali.

Neppure il PD è stato capace di rappresentare una reale e credibile alternativa, se non in alcuni territori e in alcune realtà ben definite. Il nostro risultato – pur essendo stati capaci di azzerare le litigiosità interne, che in altri periodi invece sono state deleterie – purtroppo non evidenzia condizioni

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