Bimbi esclusi dalla scuola dell’infanzia, con il dialogo si costruiscono le soluzioni

Asili

AsiliIeri pomeriggio con l’Assessore all’Educazione Maurizio Magistrelli ho incontrato i genitori dei 31 bimbi rimasti senza posto alla scuola dell’infanzia; all’incontro erano presenti anche le Dirigenti Scolastiche e i rappresentanti dei Consigli di Circolo.

Confronto civile e costruttivo ed esame di una possibile proposta che darebbe risposta le loro esigenze.

Per la serie: “il dialogo aiuta sempre”.

Nel dettaglio: dopo aver riferito dei colloqui avuti con gli Uffici della Direzione Scolastica Regionale e con l’Assessore regionale, ho spiegato che il Comune, in questa vicenda, è sulla stessa barca dei genitori dei 31 bambini esclusi; è vero che sono figli loro, ma è anche vero che sono “figli di questa comunità” e come tali il Comune ha il dovere di occuparsi delle loro esigenze. Ho quindi sostenuto che l’incontro che stavamo tenendo non era l’epilogo di una vicenda (triste), ma l’inizio di un nuovo percorso da condividere per ricercare insieme una possibile soluzione.

Ho quindi chiarito le ragioni che hanno portato all’esclusione dei 31 bambini, ragioni INDIPENDENTE dal potere e dalla volontà del Comune, giacché l’Amministrazione comunale ha per tempo predisposto i locali per ospitare i bambini, mentre il Ministero della Pubblica Istruzione – cui compete la messa ad disposizione degli insegnanti per attivare la classe – da 2 anni ha ristretto notevolmente le disponibilità e quindi limitato fortemente l’apertura di muove classi di scuola dell’infanzia, sostenendo che non trattandosi di scuola dell’obbligo lo Stato non è appunto tenuto a mettere a disposizione le risorse per pagare gli insegnanti.

A fronte della possibile richiesta “perché non li mette a disposizione il Comune gli insegnati” ho anticipato la risposta e le ragioni che impediscono questo fatto: intanto sarebbe impossibile per la Dirigente Scolastica (che è una dipendente del Ministero della Pubblica Istruzione, non del Comune) accettare personale che non provenga dallo Stato; inoltre il Comune è davvero nell’impossibilità economica di sborsare i circa 35.000/40.000 euro necessari per coprire il costo delle insegnanti, se non decurtando di pari importo altri servizi; infine la scelta di questo anno non può che essere coerente con quella del 2011, per non fare torto ai genitori che l’anno passato si sono trovati nella medesima situazione ed hanno avuto le stesse risposte.

Cosa poter quindi fare per dare una risposta alle esigenze di queste famiglie ed ei loro bimbi?

Abbiamo proposto la costituzione di una sorta di “sezione ibrida” di scuola dell’infanzia, in tale modo: utilizzo della sezione già predisposta ed arredata che si trova nella scuola dell’infanzia di via Buonarroti; ricerca di 2 educatrici professioniste dipendenti di una cooperativa che si occupa di assistenza ed attività educativa alle quali affidare l’incarico di operare nella sezione (ovviamente con tutte le garanzie di copertura assicurativa del caso); disponibilità (espressa dalla Dirigente Scolastica del II Circolo nel corso della riunione) di gestire le pulizie del locale ancorché non assegnatole; disponibilità (espressa dalla Dirigente Scolastica del II Circolo nel corso della riunione) di far fare alle due educatrici professioniste attività di coordinamento e confronto con le altre insegnanti del plesso (quelle delle classi statali); disponibilità del Comune a mettere a disposizione 5.000 euro per l’acquisto dei giochi e di ciò che serve per far fare attività ai bambini (pennarelli, carta, didò, ecc.) e per abbattere parzialmente il costo della sezione che deve essere a carico dei genitori. Questo infine l’ultimo aspetto della proposta: il costo della “sezione ibrida” deve essere in capo ai genitori (se ci fossero 25 bimbi che si iscrivono alla sezione il costo sarebbe circa 120 euro al mese, quindi molto meno di quanto costerebbe una materna privata – condotto spesso con personale assimilabile a quello di una cooperativa alla quale noi ci rivolgeremmo – e molto più basso anche di una baby-sitter per la giornata). Ovviamente – come accade per i bimbi iscritti alla scuola dell’infanzia – il costo della mensa e dell’eventuale pre e post scuola, sono da conteggiarsi a parte (ma per l’appunto questi costi sarebbero comunque sostenuti anche con un’iscrizione alla materna statale).

I genitori hanno apprezzato la proposta e 28 su 31 si sono dichiarati disponibili a prenderla seriamente in considerazione.

Abbiamo concordato una “road-map” delle cose da fare: entro Pasqua faremo elaborare ad una cooperativa che svolge servizi educativi una proposta per la gestione della sezione ibrida, anche sotto il profilo della proposta  didattica, che sottoporremo ai genitori; entro il 15 maggio i genitori dovranno esprimere il proprio interesse all’iscrizione del proprio bimbo alla sezione ibrida (una sporta di preiscrizione) che dovrà essere confermata a fine agosto quando – solo allora… – sapremo se lo Stato ha messo a disposizione gli insegnanti oppure no.

È chiaro – ed è stato espressamente detto ai genitori – che il tutto si regge sulla fiducia reciproca tra i genitori e che a fronte di un certo numero di adesioni – che determineranno il costo – se poi ci fossero molte impreviste rinunce, ciò potrebbe comportare un danno per tutti.

Abbiamo anche condiviso di organizzare una manifestazione da tenersi al Provveditorato per far sentire la voce della nostra protesta verso la mancata disponibilità di insegnanti per la scuola dell’infanzia decisa dal Ministero negli ultimi anni.

Un (bel) pezzo della riunione è stato dedicato agli attuali criteri che determinano i punteggi per la selezione degli ammessi: il confronto in questo caso è stato tra i genitori e le Dirigenti scolastiche dei 2 Circoli (e i Presidente dei 2 Consigli di Circolo), ma alla fine della discussione mi pare fosse chiaro a tutti che i “criteri d’oro” non esistono e qualsiasi criterio comunque si adottasse alla fine ci sarebbero 31 esuberi perché lo Stato non garantisce l’apertura della nuova sezione. La scuola sii è comunque resa disponibile a migliorare ulteriormente i criteri per il prossimo anno, pur facendo presente che quelli adottati per il 2012 sono stati modificati in virtù delle critiche avute sui criteri in uso l’anno precedente. Sempre in tema di criteri c’è stata discussione a proposito di un presunto caso di bimbi e mamma aventi residenza a Cernusco presso i nonni ma di fatto abitanti in un Comune limitrofo: lo scorso anno le verifiche effettuate sulle residenze di tutti i bimbi avevano fatto emergere la regolarità delle dichiarazioni prestate dai genitori; se servirà il Comune si è reso disponibile ad effettuare anche per questo anno lo stesso accertamento; per il caso in questione, però, se davvero il bimbo e la mamma risultano residenti a Cernusco (al di là di poi dove vivano) comprendo che l’attribuzione del posto sia stata effettuata dalla scuola regolarmente, poiché solo se fosse risultato residente a Cernusco il solo bimbo ci sarebbe stata una decurtazione nel punteggio. Il caso citato pare isolati, ma è comprensibile il disagio e l’irritazione dei genitori che non possono accettare furberie da parte di altri genitori.

È comprensibile che i genitori avvertano un senso di preoccupazione e di disagio, anche di rabbia di fronte all’impossibilità di vedere iscritto il proprio bimbo alla scuola dell’infanzia statale; la riunione ritengo però sia stata positiva sia per chiarire molti aspetti sia per offrire una proposta alternativa e i genitori credo che ora si sentano meno soli nella gestione di questo problema.

Dobbiamo sentirci tutti – Scuola, genitori e Comune – impegnati a trovare un’adeguata soluzione all’esigenza di avere un’offerta educativa per i piccoli.

Io sono già in pista.

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Eugenio

10 Comments

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  • Penso che una cittadina come Cernusco debba mettere al primo posto l’accesso alla scuola e quindi all’istruzione a partire dai più piccoli. Infatti saranno loro il futuro della città e del nostro paese, le polemiche in merito ai bambini rimasti senza posto a scuola non è frutto solo del fatto in se ma anche da una serie di disagi che noi genitori incontriamo durante le iscrizioni scolastiche a partire dagli asili nido. Alcune sono state affrontate altre andrebbero riviste, mi fa piacere che l’attuale Sindaco e magari futuro si preoccupi delle nuove generazioni, chiedo semplicemente a chi amministra di salvaguardare chi ha scelto di vivere, comprare casa e lavorare a Cernusco e quindi di poter usufruire dei servizi essenziali. Grazie per l’attenzione e buon lavoro.

    ozzir rizzo 10 anni ago Reply


  • […] bambini dalle scuole materne di Cernusco, ci sentiamo in dovere di diffondere il post del sindaco (https://eugeniocomincini.it/2012/bimbi-esclusi-dalla-scuola-dellinfanzia-con-il-dialogo-si-costru…) in cui viene spiegato nei dettagli il perché di tale situazione e come il comune propone di […]

    Bimbi esclusi dalla scuola dell’infanzia | EcceMamma 10 anni ago Reply


  • credo che ai genitori si stiano facendo promesse tipiche da campagna elettorale, perché per motivi personali e indiretti conosco il funzionamento delle scuole pubbliche…intanto 1)il dirigente del 2 circolo che io sappia non è titolare ma reggente e se a giugno ottiene il trasferimento altro dirigente non è detto che questo ipotetico nuovo arrivo accetti questa condizione. 2)cosa succede quando una delle educatrici si ammala e comunica al mattino l’assenza? non sempre so che si fa in tempo a sostituirla con una supplente che spesso non è dietro l’angolo alle 8 del mattino.3)chi si occuperà della pulizia dell’aula ibrida?i collaboratori so che in quella scuola devono già fare i salti mortali e che spesso sono a corto di aiuto.4) perché si danno soldi di un importo a mio avviso esagerato a strutture parificate ( le martelline per intenderci) e non si taglia di 40 mila euro questo contributo? l’amministrazione ha il dovere di darsi delle priorità in momenti così di crisi e credo che prima si dovrebbe investire sui nostri figli e le scuole pubbliche che si occupano della loro crescita e formazione.

    laura 10 anni ago Reply


    • Laura, mio figlio è tra gli esclusi dalla scuola dell’infanzia. Essendo la distanza dalle scuole uno dei criteri fondamentali e non abitanto noi abbastanza vicini all’asilo di via Dante (ma non abbastanza lontani da Buonarroti) abbiamo avuto un punteggio basso. Abbiamo deciso di mandare il bimbo dalle Marcelline, visto quanto successo l’anno scorso a bimbi rimasti fuori graduatoria. Sono felice che ci siano fasce di reddito che ci permettono pur con qualche sacrificio (800 euro all’anno per il nostro reddito non sono pochi) di inserire nostro filglio nella scuola dell’infanzia.

      PS: Laura per curiosità, per quale comitato elettorale lavori? 🙂

      Giorgio 10 anni ago Reply


  • Non penso che le proposte fatte dal Comune ai genitori dei bambini esclusi dalla scuola dell’Infanzia siano da campagna elettorale……considerando che il Comune durante l’incontro si è impegnato a dare una tempistica chiara e precisa per affrontare seriamente il problema. Certo non è facile risolverlo…ci vuole l’impegno di tutti e come scrive il sindaco:

    Dobbiamo sentirci tutti – Scuola, genitori e Comune – impegnati a trovare un’adeguata soluzione all’esigenza di avere un’offerta educativa per i piccoli.

    ps. in riferimento alla manifestazione da tenersi al Provveditorato, per far sentire la voce della protesta verso la mancata disponibilità di insegnanti per la scuola dell’infanzia decisa dal Ministero negli ultimi anni, a mio parare sarebbe utile coinvolgere e sensibilizzare non solo i genitori dei bimbi esclusi ma anche altri genitori. Un’idea per informarli della manifestazione potrebbe essere l’affissione di un volantino presso gli asili nido e le scuole dell’infanzia.

    Luisa 10 anni ago Reply


  • ma io ho posto domande su seri problemi quotidiani che secondo me comprometterebbero la riuscita di questa idea e credo si tebba anche interpellare il dsga e la rsu delle scuole soprattutto per quanto concerne la pulizia dei locali , l’organizzazione interna e la responsabilità in + che devono assumersi i collaboratori….senza questi pareri positivi secondo me è promessa da campagna elettorale..ecco perchè l’ho definita così.

    laura 10 anni ago Reply


  • Apprezzando gli sforzi fatti dalla sua amministrazione ma consapevoli che, purtroppo, non sono sufficienti a dare una risposta definitiva al problema di tante famiglie di Cernusco (non sono quelle escluse) un gruppo di genitori sta cercando di costituire un Comitato al fine di favorire la più ampia collaborazione fra Scuola, Istituzioni e Famiglie, stimolando la partecipazione dei genitori, che appoggi le iniziative volte a tutelare e rafforzare il diritto allo studio in tutti i suoi aspetti e mettendo a disposizione tempo, energie, idee, competenze. Chi fosse interessato a tale progetto e volesse ricevere maggiori informazioni può scrivere al seguente indirizzo mail: comitatogenitoricernusco@virgilio.it

    francesco 10 anni ago Reply


  • Caro Sindaco mi lasci fare qualche precisazione:
    1) è difficile accettare che “il Comune è davvero nell’impossibilità economica di sborsare i circa 35.000/40.000 euro”, un comune con oltre 30.000 abitanti non trova un euro pro-capite da investire nell’istruzione? Sembra quasi che l’amministrazione non ci abbia neanche provato… e chiedere un contributo volontaria alle numerose imprese che stanno costruendo (e costuiranno in futuro)? Tagliare i compensi di assessori e sindaco? Eliminare le auto “blu”? Vendere le farmacie?
    3) “sarebbe impossibile per la Dirigente Scolastica … accettare personale che non provenga dallo Stato” non capisco come facciano altri comuni, vedesi a tal proposito Carate Brianza (Gazzetta Ufficiale Concorsi numero 39 del 22-05-2009)…
    2)”infine la scelta di questo anno non può che essere coerente con quella del 2011″: che vuol dire? che se facciamo un errore una volta lo dobbiamo ripetere all’infinito, come diceva Winston Churchill: “Fanatico è colui che non può cambiare idea e non intende cambiare argomento”
    3) I genitori che hanno preso in considerazione la vostra proposta pur essendo la maggioranza non sono 28 in quanto diversi erano già andati via (3 sono i genitori che sicuramente non sono interessati
    4)”qualsiasi criterio comunque si adottasse alla fine ci sarebbero 31 esuberi” corretto ma in esubero dovrebbero essere i 31 bambini che hanno minor bisogno di un servizio “gratuito” e non bambini che ad esempio hanno solo la mamma…

    enzo 10 anni ago Reply


  • Chissà come mai, proprio quest’anno che ci sono le elezioni, PUFF, spuntano sti soldi per fare queste classi per i 30 bimbi, figli di cernuschesi!
    Come mai lo scorso anno, che i bimbi erano 40, questa soluzione non andava bene?
    Le 2 educatrici professioniste dipendenti di una cooperativa non si potevano prendere già lo scorso anno?
    Questi misteri risolti nel pre-elezioni sono un sintomo!? i cittadini pretendono giustamente sempre il massimo, da qualsiasi colore politico amministri la città!

    palindromo 10 anni ago Reply


    • Per la verità la proposta, identica, venne fatta anche lo scorso anno. Il costo delle insegnati viene coperto dai genitori. Il Comune, come specificato nel post, ci mette 5.000 euro (la stessa cifra che potevamo mettere sul piatto lo scorso anno). Proprio perchè ci sono le elezioni – come ho esplicitamente detto ai genitori – non bisogna fare né demagogia né facili promesse.

      Eugenio 10 anni ago Reply


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