A proposito di quanto scritto dalla Cooperativa Edificatrice Constantes

Ho letto con estremo stupore la pagina che la Cooperativa Edificatrice Constantes ha fatto pubblicare a pagamento su La Gazzetta della Martesana di lunedì scorso, intitolata “Chiediamo solo regole chiare e tempi certi”. Stupore derivante dal fatto che un importante e storico operatore immobiliare della nostra città abbia deciso di inforcare la baionetta e andare all’assalto di villa Greppi con una modalità che tradisce la propria storia e mette a nudo fragilità e debolezze di quanti guidano la cooperativa edificatrice.

Ho deciso di rispondere ai contenuti della pagina a pagamento perché, ricostruendo le vicende che in quelle righe sono raccontate, emerge quanto assurdo sia questo attacco; in queste settimane sono rimasto silente di fronte ad una altrettanto assurda lettera che il Consiglio di Amministrazione della Cooperativa Constantes ha inviato nell’aprile scorso ai propri soci, nella quale gli amministratori della cooperativa, per giustificare se stessi di fronte ai soci, hanno addossato all’Ufficio Tecnico comunale ogni colpa; sono rimasto silente di fronte al ping-pong di interviste che hanno visto protagonisti il mio fidato Assessore alla Gestione del Territorio e il Presidente della Cooperativa; ritengo giunto il momento di puntualizzare alcune cose, ai soci della Constantes e ai cittadini cernuschesi, per porre fine a questa goffa vicenda e cessi la disinformazione.

Tutta questa querelle parte, come accennavo sopra, da una lettera del 9 aprile scorso ai soci Constantes a firma del Consiglio di Amministrazione della cooperativa, nella quale appare evidente il tentativo di giustificare il rallentamento dell’avvio di nuove operazioni edilizie della cooperativa scaricando sul Comune ogni responsabilità.

Dalla lettura della corrispondenza tra la Cooperativa e il Comune emerge chiaramente come l’operatore immobiliare evidentemente non abbia ben letto tutte le opportunità che il PGT offre, poiché, se da un lato lamenta la mancata possibilità di attivare opportunità che le norme prevederebbero, non ha saputo attivarne altre (di pressoché identico valore) che le stesse norme hanno messo a disposizione.

Di cosa stiamo parlando? Di 650 metri quadrati di superficie lorda di pavimento, cioè di meno di 2.000 metri cubi di volume, cioè di circa 8 appartamenti di modeste dimensioni nell’ambito del comparto M2_1 di via Pasubio (aree ex Intermedia ed ex Sara). Il tutto rispetto ad un intervento che prevede l’edificazione di 2 palazzine assimilabili a quelle che la Cooperativa Constantes ha recentemente realizzato in via Vespucci (di complessivi 48 appartamenti).

Sta di fatto che la Cooperativa, avendo ottenuto chiaramente, ripetutamente e costantemente dinieghi rispetto alla specifica richiesta di incremento volumetrico sopra descritta, ha deciso di fare ricorso al TAR.

È evidente che se si vuole rispettare i tempi che si sono assunti con i soci per realizzare nuove iniziative immobiliari, fare un ricorso al TAR è il modo migliore per far aspettare chi attende…

Sempre nella lettera di aprile la Cooperativa sostiene che i tempi di realizzazione delle loro iniziative immobiliari “potrebbero essere fortemente condizionati dai sistematici dinieghi oppostici dal’Area tecnica comunale, nonché dallo stato dei rapporti con la stessa”.

Sgombrando il campo dalla puerile assurdità che siano le simpatie o le antipatie che fanno andare avanti o rallentare le pratiche, vorrei porre ai soci della cooperativa alcune domande:

  1. L’attività immobiliare nella nostra città – pur fortemente limitata dalle decisioni che abbiamo compiuto con il PGT, ma che ancora opera con scelte adottate dal precedente PRG o da strumenti urbanistici straordinari come i PII – vi pare forse ferma? Spesso mi viene detto che a fronte di un mercato immobiliare bloccato, Cernusco è l’unica piazza dove le iniziative immobiliari ancora avanzano: ma allora come stanno i fatti? Ci sono sistematici dinieghi o le cose marciano, pur con tempi non sempre corrispondenti alle attese degli operatori (frutto di un’impostazione del lavoro che è da rivedere)?
  2. Se gli amministratori e il direttore della cooperativa sono così convinti di avere ragione sull’interpretazione delle norme e su quanto chiedono e lamentano, perché non hanno attivato la procedura d’urgenza al TAR? Perché hanno deciso di tirare una “cannonata a salve” e non di andare davvero in guerra contro quelle che per loro sono una “singolare interpretazione” delle norme date dall’Ufficio Tecnico? Il ricorso che hanno fatto, senza procedura d’urgenza e richiesta di sospensiva, giacerà per chissà quanto tempo al TAR…
  3. Se i vostri amministratori e il vostro direttore sono così preoccupati di ottenere nell’ambito del piano attuativo di via Pasubio anche quei volumi che sono stati loro dinegati, perché non hanno tentato di ottenere paragonabile risultato attivando le altre norme che su quell’ambito urbanistico – e solo su quello – il PGT ha previsto?

Non sono un socio della Constantes, ma se lo fossi sarei ben più esigente con amministratori e direttore della cooperativa . Non mi pare però che nessuno fra i soci, in questi anni, abbia mai opposto questioni simili agli interessati. Neppure sulla vicenda Garzanti, che dal 2000 ad oggi non ha trovato soluzioni. Sempre colpa di qualcun altro? Eppure proprio lì accanto, a 50 metri – non in un’altra località o in un’altra regione – altri operatori hanno realizzato su altre aree dismesse un albergo, un ristorante, degli uffici, attività commerciali e si apprestano a realizzarne delle altre.

Ho trovato singolare che tutta questa querelle, avviata con quella lettere indirizzata ai propri soci dalla Cooperativa nell’aprile scorso, non avesse mai previsto un momento di confronto tra chi viene accusato di essere la colpa di ogni incapacità ad agire e i soci in attesa di risposte. Oggi queste risposte le do io agli interessati, rassicurando loro e i cittadini che le norme del nostro Comune non sono affatto ballerine: sono chiare e certe; sono e siamo al contempo perfettamente consapevoli di pesanti criticità insite nella macchina comunale e nella struttura tecnica in particolare: il Sindaco e la Giunta stanno operando per innovare profondamente la prassi e le modalità di gestione dei servizi e delle pratiche, in modo da garantire tempi certi e rispondere a comprensibili e motivate ragioni di disagio di molti degli utenti. Ma non saranno certe le esigenze di accampare scuse verso i propri soci da parte della Constantes che modificheranno o accelereranno i tempi delle nostre scelte; se la cooperativa voleva intimidire o avvertire qualcuno ha sbagliato di grosso: non ci facciamo dettare compiti e tempi dall’esterno.

Continueremo invece a prestare la massima attenzione alle esigenze mutualistiche che una realtà cooperativa interpreta, poiché riteniamo che laddove il PGT abbia previsto edilizia sociale e convenzionata o anche servizi (basti vedere l’appena inaugurata Nuova Filanda) solo soggetti autorevoli e qualificati possano cooperare per il bene di tutta la città. Tutta Cernusco beneficerebbe di una storica importante cooperativa che confermi la sua esperienza con qualità ed innovazione dei suoi interventi residenziali e non con improbabili pretese di trattamenti preferenziali. Io continuo a credere e sperare che questo sia l’obiettivo di tutti.

PS: curioso davvero che la pagina della Constantes con le sue critiche su questioni tecnico-urbanistiche, sia uscita nella stessa settimana in cui la Regione Lombardia (che non è certo guidata da esponenti del mio stesso colore politico) mi ha attribuito il premio “buona politica”… proprio su questioni legate al governo del territorio! 😀

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Eugenio

1 Comment

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  • Credo che nella vicenda costantes vs amministrazione siano più importanti le frasi sussurrate piuttosto dei roboanti avvertimenti pubblici.
    Però mi domando anch’io come mai Costantes non abbia scelto subito (come hanno fatto altri operatori poi “premiati”) la strada della tutela legale dei diritti(Tar)?
    Perchè tanto tergiversare per poi avere tanto rancore?
    Perchè, come dice giustamente il sindaco, solo un ricorsino di merito al Tar ( esito previsto ..3\4 anni con consiglio di stato eventuale..) ? Se si scende in guerra meglio farlo con artiglieria pesante piuttosto che con arco e frecce ! Qualcosa non torna ..o forse è un nodo che viene finalmente al pettine ?

    paolo 8 anni ago Reply


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