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Caro Claudio

Il Consigliere comunale indipendente Claudio Gargantini ha pubblicato sul suo Blog un post che sostiene – a proposito di alcune mie dichiarazioni relative alla Facoltà di Scienze Motorie – che il sottoscritto “manchi di cultura politica” e che le mie affermazioni “non sono rispettose della città”. Pubblico qui sotto la mia risposta.

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Caro Claudio,

in risposta al post pubblicato sul tuo Blog, relativo al comunicato del Comune su sport e Scienze Motorie e alle mie dichiarazioni lì contenute, non posso non intervenire a fare alcune precisazioni.

Il compito della politica – più che quello di analizzare le vittorie o le sconfitte, come tu sostieni – per me è quello di conoscere per valutare e decidere. L’analisi di solito la fanno i commentatori. I politici entrano nel merito delle questioni.

Non fa molto onore né a te né alla politica voler discutere – come è giusto che sia – di un’importante questione che riguarda la città avendo già deciso quale sia la sentenza: quando scrivi (in questo precedente post) che “anche se saranno mille le giustificazioni che saranno portate , al sottoscritto e a chi a Cernusco, è competente in materia sportiva, risulta ben chiaro quali siano state le omissioni compiute, che avrebbero fatto prendere alla partita una piega del tutto diversa, portando a Cernusco un valore aggiunto come quello della presenza della Facoltà di Scienze Motorie”, appare del tutto evidente che hai già tratto le tue conclusioni, con buona pace del compito di analisi che tu affidi alla politica. Di fronte a queste prese di posizione c’è poco da fare. Anche eventuali riunioni di “Commissione Istruzione e Sport per capire cosa è successo e di chi sono le responsabilità” possono lasciare il tempo che trovano quando uno giunge ai risultati dell’analisi ancor prima di aver ascoltato o letto. Stai proprio facendo e scrivendo il contrario di ciò che verresti fosse la politica.

Nessuno, non io, vuole girare la faccia dall’altra parte: diversamente non avrei prodotto un comunicato del Comune (prima che tu sollevassi la questione in Consiglio), né avrei scritto del tema (prima di te) sul mio Blog, né tanto meno sarei ritornato sull’argomento nell’ultimo comunicato del Comune che ha suscitato il tuo post. E se avessi voluto glissare non starei qui a risponderti.

Ma non condivido affatto la tua frettolosa analisi con allegata sentenza di condanna.

Quanto alla Villa Alari e alle sue ali:

  • La Villa venne richiesta dalla Facoltà e offerta dal Comune, e il Rettore De Cleva – che con il Preside Luzi e il Direttore Amministrativo della Statale avevano visionato personalmente l’immobile – in una lettera del 12 marzo 2008 esprimeva “vivo interesse per la proposta”. Nessuno li obbligava a quel passo; l’interesse è stato loro e – tra le diverse proposte fatte –hanno preferito la soluzione “Villa + spazi al centro sportivo per nuovo edificio + strutture sportive”. Il tutto emerge, non da una estorta dichiarazione con la pistola puntata alla tempia, ma da una delibera del Consiglio di Amministrazione dell’Università Statale di Milano che – dopo aver valutato le diverse proposte avanzate da alcuni Comuni – ha scelto, tra le diverse offerte fatte dalla nostra città, la formula sopra indicata, che viene definita dal Rettore “idonea alle esigenze della Facoltà”. E si badi: da parte nostra non si sono mai ritirate le altre possibilità nel tempo offerte. Quindi: la questione Villa non è stata, come scrivi tu, “una via fuorviante che ha portato fuori strada la trattativa”, ma un andare incontro alle richieste espresse dall’Università.
  • Le ali della Villa sai bene che sono state portata a casa con non poco sacrificio e non poche critiche politiche per il fatto che sono state impegnate due pur piccole aree edificabili per lo scambio con l’operatore privato. Sono consapevole anche io che avere i due piani sarebbe stato meglio, ma quanto portato a casa è già tanto. L’ottimo, a volte, è nemico del bene. Posto che la Facoltà non aveva mai chiesto i due piani (ma solo quello terra) e ribadito che se vi fossero state possibilità per aggiudicarci i due piani sarebbe stato meglio, non mi risulta che da parte tua siano giunte proposte per fare questo passo ed evitare il “recupero a metà”, né che tu abbia espresso in Consiglio comunale contrarietà alla proposta urbanistica.
  • Circa l’uso futuro della Villa concordo con te. Ma frasi come “Tante sono le possibili soluzioni. Bisogna capire quali saranno quelle possibili” non danno alcun contributo utile alla soluzione del rebus…
  • Infine, sulla delega a Villa Alari: non è sparita; ho deciso che non c’era e non c’è più bisogno di una delega specifica, giacché la sua genesi era legata all’ingresso in Giunta di Claudia Mandelli; il giorno stesso della sua uscita dalla Giunta non è stata riassegnata. Ora che diventa necessaria… c’è il Sindaco e la Giunta che ne tratteranno! Non una dimenticanza, quindi, ma una scelta precisa.

Quanto alla delega alla Vecchia Filanda, ti sarà certamente sfuggito che la Giunta, nel dicembre dello scorso anno, aveva indicato il sottoscritto come coordinatore della coprogettazione con il terzo settore e che, mercoledì scorso, ho liberamente deciso di affidare questo incarico a Magistelli. Il progetto Vecchia Filanda non finisce con la decisione circa la sua destinazione: è iniziato proprio lì e di lavoro da fare ce n’è ancora molto. Chiedere spiegazioni ti sarebbe costato poco.

Nella vicenda di Scienze Motorie non si può non fare un accenno anche al tema delle risorse. Abbiamo fatto alla Facoltà le proposte che sapevamo di poter sostenere, politicamente ed economicamente. Forse vale la pena ricordare che con il Programma Integrato di Intervento “Masaccio” (area Mat-Plast) – che prevedeva la realizzazione di circa 300 nuovi appartamenti, bocciato ad inizio del nostro mandato – si sarebbero introitati soldi pari all’intervento appena avviato sulla piscina. Non è stato un caso se abbiamo cassato quel PII, perché avrebbe ucciso l’area Mat-Plast come area di funzioni di servizio pubblico; la nostra Amministrazione ha invece con fatica operato in project financing, con risorse private investite sulla valorizzazione del centro sportivo, invece che sui mattoni.

La politica vera è quella che alle analisi teoriche accompagna proposte di fattibilità. È assai più credibile una riga in meno di aggettivi roboanti ma un’idea in più su come innovare la cultura amministrativa diffusasi prima di noi: che era quella di far costruire per incassare. Noi abbiamo tenuto insieme tutela del territorio e cultura sportiva, senza lasciare che la presenza pur importante di una Facoltà potesse giustificare alcuno scempio urbanistico. Del resto, gli stessi organi accademici, non volevano nulla di tutto ciò.

Chi fa politica ha il dovere di dire quanto costano le proprie idee. Ammesso che tu Claudio abbia mai espresso un’idea “quantificabile” e non mera filosofia contornata da aggettivi roboanti, quanto ci sarebbero costate le “occasioni perse”, chi le avrebbe pagate ? Poco importa? Non direi. Il rispetto dei cittadini e la cultura politica – anzi, l’etica politica – esigono serietà.

È il caso di ricordare che in questi tre anni, al di là di un po’ di parole, non c’è stato da parte tua né una proposta di emendamento al bilancio, né un atto di indirizzo o mozione, né una presa di posizione argomentata che sostenesse tesi diverse da quelle che abbiamo portato avanti. In Consiglio hai sempre votato con noi. Con le sole parole non si va da nessuna parte; se si fanno proposte alternative, si possono anche fare discussioni diverse. Ma occorre aggiungere i fatti alle parole. E in questi anni io non ne ho visti da parte tua. Quindi non comprendo ora perché usi questi toni.

Non sento di dover superare nessun esame avendo la coscienza a posto circa il lavoro fatto: ho imparato nella vita che non tutto va come vorremmo. Ma resto comunque a disposizione per approfondire gli aspetti di questa vicenda.

Con molta umiltà credo di non aver mancato e di non mancare di rispetto né alla città né ai suoi cittadini. Da parte tua, invece, continuo a ricevere “attestati di stima” e sentenze senza appello che non mi pare siano il massimo del rispetto. C’è modo e modo di criticare l’operato di un’Amministrazione e di un amministratore pubblico; quello che hai scelto a me pare non sia coerente con quanto ritieni importante: l’analisi manca del tutto, non sei nella condizione di poter dire “ma io avevo sostenuto che…” e del senno di poi – come dice il proverbio – sono piene le fosse. A meno che i tuoi obiettivi siano altri e utilizzi questi mezzi per secondi fini. In molti se lo chiedono.

Chiudo con un riferimento all’originaria ragione di questi nostri scritti (che non vorrei venissero dimenticati, in mezzo a tutte queste parole, da chi legge): l’hockey su prato nazionale ha scelto Cernusco per utilizzare i nostri impianti come centro federale. Una dimostrazione che il lavoro che stiamo facendo va nella direzione giusta, mettendo in risalto lo sport a Cernusco e Cernusco come “casa dello sport dove lo sport è di casa”, come ama dire il neo Assessore Zacchetti.

Ci vediamo a settembre per continuare l’approfondimento. Buone vacanze Claudio.

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Eugenio

6 Comments

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  • se qualcuno ha tempo e voglia , qui il mio commento al commento.
    https://www.blogger.com/comment.g?blogID=631397185101753464&postID=9013588196223601596

    claudio 10 anni ago Reply


  • Buongiorno, mi è molto piaciuta la sua risposta al tema sollevato dal sig.Gargantini; mi è piaciuta per il tono, lo stile ed i contenuti. Ora mi è un po’ piu’ chiaro il quadro complessivo e capisco che il tema è ben piu’ complesso ed ampio rispetto a come lo banalizza il cons. Gargantini. Francamente leggendo su Cernuscoinsieme l’intervento del consigliere ho avuto due diverse reazioni: una di dubbio sull’operato dell’amministrazione (ora un po’ piu’ chiaro grazie al suo post), una sullo stile di fare politica del consigliere stesso. Non mi piace quando si generalizzano i fenomeni o le situazioni senza dare ne’ un contributo ne una via d’uscita; il dubbio è che chi scrive, oltre ad avere idee diverse (ma quali?) sia a caccia di visibilità. Buon lavoro ma soprattutto, dato il periodo, buone vacanze.

    Gianni 10 anni ago Reply


  • Grazie Eugenio, penso che questo tuo post sia assolutamente doveroso e chiarificatore visto i temi sollevati e le modalità, a mio avviso superficiali e strumentali, con cui sono stati sollevati dal Gargantini. Sono pienamente d’accordo con quanto espresso e pur avendo il rammarico che la Facoltà abbia dato forfait, so che cio’ non dipende dalla bontà dell’operato dell’amministrazione ma da diverse scelte, a monte, dell’ateneo in un quadro finanziario e politico non dipendente da Cernusco. Amareggia notare come il cons. Gargantini affronti questi temi senza MAI fare una proposta concreta; in questo caso, in assenza di proposte, buon senso vorrebbe astenersi dal fare conclusioni affrettate, cercare di capire come sia andata e, anziche’ giudicare, capire che la prossima volta lui stesso potrebbe dare un contributo per evitare che tale errore, se c’e’ stato, non si ripeta. Contribuire, prima durante e dopo e non giudicare a posteriori con sentenze ed accuse, questo dovremmo fare noi consiglieri. Fabio Colombo (Vivere Cernusco)

    Fabio Colombo 10 anni ago Reply


  • L’Università ha deciso di optare per il Saini di Milano per ragioni di bilancio non per cattivi rapporti istituzionali o per cattivo giudizio degli impianti. Questo dicono i documenti (o gli stralci dei documenti) pubblicati nel comunicato del comune, che a Gargantini piaccia o no. Il fatto è che questa storia è l’occasione per l’ennesimo piagnisteo all’italiota. Se un affittuario decide per gli affari suoi di cambiare casa, il padrone di casa non piange; mette fuori un nuovo annuncio e via, si ricomincia.
    Mi scuso per la banalizzazione, ma banalizzare è quello che fa Gargantini nelle sue invettive. Se il ruolo che vuole ritagliarsi è quello del “battitore libero” (o della “coscienza critica”, dato che il soggetto ambisce alla filosofia) deve essere più preparato degli altri ad argomentare e proporre alternative credibili. Se dichiara in aula – e ai microfoni della radio che trasmette il consiglio – che ha letto una proposta da votare “arrivando dall’ufficio in metrò” è inevitabile che la credibilità vada a farsi benedire. A meno che non si abbiano le doti di Cicerone.
    Visto mai che Cicerone sapeva argomentare così bene perché, viaggiando in biga, impiegava più tempo ad arrivare in Senato?

    Sergio 69 10 anni ago Reply


  • Grazie per i commenti di Gianni e di Sergio.

    Chiedo troppo se gli stessi svelino i loro volti , con un cognome, magari con una mail.Chiedo solo correttezza.

    Continuoa a non capire il gusto di trincerarsi dietro l’anonimato, quale è il semplice nome.

    A Fabio Colombo, chiedo perchè non ha mai risposto alla mia mail in cui chiedevo alle forze di maggioranza di confrontarmi con loro sulla questione sport?! Il tutto prima delle mie dimissioni dalla Consulta.

    Mi sarebbe piaciuto spiegare loro le proposte che da un paio di anni facevo negli uffici di Sindaco Eugenio e di Magistrelli.

    Ammetto l’errore di essermi fidato e di non averle rese subito pubbliche.

    Forse l’esperto consigliere Fabio avrebbe potuto dove io non riuscivo nemmeno a essere preso in considerazione.

    buona estate.

    claudio

    claudio 10 anni ago Reply


  • Sibilla Aleramo, scrittrice; Italo Svevo, scrittore; Molière, commediografo; Yasser Arafat, uomo politico; Beato Angelico, pittore.
    Claudio, potresti dire che questi personaggi sono… anonimi?
    Eppure era così che si firmavano. In quel post, in luogo del nome non c'era un campo vuoto oppure la scritta XXX, c'era uno pseudonimo. Usarlo non è crearsi uno scudo (non ho certo avuto paura di dire pubblicamente quello che pensavo), è darsi un'identità che vale nel momento in cui si esprimono opinioni, si realizzano dipinti o si scrivono romanzi, che per le più disparate ragioni, non si ritiene opportuno mischiare con la propria vita privata alias identità principale. Buona estate a te.

    Sergio69 10 anni ago Reply


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