Fiducia al nuovo Governo, per il bene del Paese, nonostante le differenze

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Un nuovo Governo, un Governo di svolta

E dunque questo Governo di svolta si farà. Dopo 27 giorni dall’avvio della crisi del Governo M5S-Lega, scatenata da Matteo Salvini l’indomani del voto in Senato sulla TAV, dopo aver

Termina il peggior Governo nella storia della Repubblica

Il Presidente del Consiglio Conte, con le proprie parole nell’Aula del Senato, ha certificato la fine del Governo populista e sovranista M5S-Lega; ha certificato che i fatti accaduti in queste

Rotte aeree: facciamo il punto

Sollecitato da alcuni commenti (vedi qui) voglio dare un aggiornamento riguardante la questione “rotte aeree”, che da quasi 3 anni ha coinvolto la nostra città.

Partiamo dal riassunto della vicenda (così resta qui scritto).

La Commissione aeroportuale per le procedure antirumore dell’aeroporto di Milano Linate è stata costituita in seguito al decreto ministeriale 31.10.1997. Ne fanno parte il Ministero per l’Ambiente, l’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale), l’ENAV (Ente Nazionale per l’Assistenza al Volo), la SEA (Società di gestione dell’aeroporto), la AOC (Airlines Operator Committee), un rappresentante dei piloti, la Regione, la Provincia, i Comuni dell’intorno aeroportuale, cioè Milano, Peschiera Borromeo, San Donato, San Giuliano e Segrate, a cui si è aggiunto il comune di Pioltello (per via del “problema” del sorvolo del polo chimico). La Commissione è presieduta dal direttore aeroportuale ENAC, attualmente il dott. Alberto Basile.

La Commissione comincia ad operare nel 2000: le fasi iniziali dei lavori sono caratterizzate da un contesto di accentuata conflittualità fra i Comuni, ciascuno proteso ad allontanare dal proprio territorio il rumore prodotto dal traffico aereo. Vengono nel tempo formulate e paventate differenti ipotesi finalizzate a mitigare il rumore aeroportuale, tutte accantonate o non approvate. Si giunge al 21 febbraio 2007 quando la Commissione aeroportuale decide la sperimentazione di una proposta di scenario di traffico basata su una diversa spalmatura dei decolli su varie uscite. In tale contesto viene definita e creata una nuova linea di rotta ad est – prima inesistente – che di fatto produce la virata degli aerei sul territorio di Cernusco sul Naviglio (per poi proseguire verso Cassina de’ Pecchi e Liscate, interessando anche i Comuni di Vimodrone, Cologno Monzese, Carugate, Bussero, Gorgonzola e Melzo).

Scopo dichiarato della sperimentazione è quello di ridurre l’impatto acustico in ordine di chilometri quadrati e cittadini interessati e evitare il sorvolo del polo chimico di Pioltello. L’introduzione della nuova rotta con virata ad est, che interessa Cernusco sul Naviglio e limitrofi, avrebbe proprio lo scopo di ridimensionare i problemi di alcuni dei Comuni membri della Commissione. Ma non si è tenuto minimamente conto di quale effetto avrebbe avuto la nuova rotta sui nuovi territori interessati.

La sperimentazione delle nuove rotte ha avuto inizio il 27 settembre 2007 e la nuova rotta ad est ha coinvolto principalmente Cernusco sul Naviglio (le virate degli aerei avvengono proprio sopra la nostra città), e i Comuni di Bussero, Carugate, Cassina de’ Pecchi, Cologno Monzese, Gorgonzola, Liscate, Melzo, e Vimodrone. I Comuni coinvolti assommano una popolazione complessiva di circa 150.000 abitanti. Ad esclusione di Cologno Monzese e Vimodrone (che peggiorano la loro situazione) gli altri Comuni prima non erano assolutamente toccati dal fenomeno. Tutti questi Comuni NON SONO STATI CONSULTATI PREVENTIVAMENTE NÉ SONO STATI AVVISATI dell’avvio della sperimentazione: da un giorno all’altro si sono ritrovati a subire un aumento esponenziale dell’inquinamento acustico e atmosferico. I Comuni interessati dalla nuova rotta si sono riuniti in un Comitato, denominato “Rotte Comuni” sostenuto anche dai Comitati nati a Milano città a tutela dei quartieri coinvolti dai nuovi sorvoli provocati dalla modifica di un’altra rotta aerea (Rubattino e Lambrate), e si sono mossi per ottenere delucidazioni, chiarimenti e tutela degli interessi dei propri cittadini. Gli Amministratori riuniti nel comitato “Rotte Comuni” non hanno mai avuto la possibilità di accedere ai dati e alla documentazione amministrativa della sperimentazione per un’attenta valutazione.

Il 10 ottobre 2007 il Consiglio comunale di Cernusco sul Naviglio – e nei giorni seguenti anche quelli di altre città interessate dai nuovi sorvoli – vota all’unanimità una mozione che denuncia la situazione nella quale ci si è venuti a trovare e impegna Gruppi Consiliari e Sindaco ad agire in ogni sede opportuna.

Al fine di far giungere a destinazione con esito positivo la protesta dei cittadini, le Amministrazioni comunali hanno organizzato una pubblica raccolta firme a sostegno di una petizione popolare; la raccolta firme si è tenuta nelle piazze nelle sole giornate di sabato 23 e domenica 24 febbraio 2008 raccogliendo l’adesione di ben 4.247 cittadini. Nella sola città di Cernusco l’adesione ha toccato quota 2.468 firme. Le firme sono state inoltrate alla Direzione Aeroportuale dell’Aeroporto di Linate – ai Membri della Commissione Aeroportuale – al Ministro dell’Ambiente – al Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente – all’Assessore alla Mobilità, Trasporti, Ambiente del Comune di Milano – ai Membri della Commissione Mobilità, Traffico, Ambiente del Comune di Milano – al Presidente e al Direttore Generale di ENAC – al Presidente della SEA – al Presidente della Regione Lombardia – al Presidente della Provincia di Milano – al Prefetto di Milano. La petizione ha chiesto:

  • la sospensione della sperimentazione delle rotte aeree in corso a seguito della disposizione ENAC Direzione Aeroportuale di Milano Linate del dott. Alberto Basile, n° 1896/OML del 6 luglio 2007;
  • il ripristino delle rotte aeree preesistenti al summenzionato provvedimento;
  • l’integrazione della Commissione aeroportuale con un rappresentante per ognuno dei Comuni di Bussero, Carugate, Cassina de’ Pecchi, Cernusco sul Naviglio, Cologno Monzese, Gorgonzola, Liscate, Melzo e Vimodrone;
  • la riapertura dell’esame e discussione, in seno alla Commissione aeroportuale integrata, dei tracciati delle rotte che tengano conto delle esigenze dei Comuni coinvolti;
  • la presentazione della proposta di nuovo piano alle nostre comunità, prima della messa in esercizio;
  • di proporre alle autorità competenti, considerato il contesto urbanizzato che caratterizza le aree limitrofe a Linate, la trasformazione dell’aeroporto di Milano Linate in un “city airport” con minore traffico aereo, trasferendo su Milano Malpensa la maggior parte delle linee aeree.

Nei mesi di sperimentazione sono stati avanzati dubbi sulla validità dei nuovi scenari di traffico aereo: per alcuni Comuni si sarebbe osservata una diminuzione della rumorosità, ma solo a fronte del fatto che siano diminuiti il numero dei sorvoli, non tanto per un contenimento del rumore dei decolli (la quantità non è da confondersi con l’intensità…). Di contro si è causato un aumento della rumorosità di molti decibel su altri Comuni prima non interessati dai sorvoli.

La nuova rotta ad est comporta 50/60 sorvoli giornalieri, dalle 6.30 del mattino a ben oltre le 23.00. Il 30% circa dei voli in decollo da Linate utilizza tale rotta.

In tutta la prima fase di sperimentazione delle nuove rotte aeree si è osservato che i sorvoli che interessano Cernusco sul Naviglio (la città più colpita dagli effetti rumorosi ed inquinanti dalla nuova rotta) arrivando da sud-ovest e dirigendosi a sud-est, effettuando la virata proprio su tale territorio, hanno investito con i propri effetti la gran parte della città e dei suoi abitanti. Il centro cittadino è stato interessato di continuo dalle emissioni rumorose ed inquinanti. Inoltre i piloti hanno faticano enormemente a tenere la rotta stabilita e quindi dispersioni ed offset laterali hanno fatto sì che i sorvoli realizzassero una copertura pressoché completa del territorio… La virata non avveniva su un punto fisso (come disposto dalle norme ICAO in materia di mitigazione acustica) vanificando ogni accuratezza procedurale. Così i tracciati radar hanno coperto senza discontinuità, come un unico fascio, tutto il territorio.

La Commissione aeroportuale, sollecitata a più riprese dai Sindaci del Comitato “Rotte Comuni”, il 26 giugno 2008 ha tenuto una seduta alla quale ha potuto partecipare anche il Sindaco di Cernusco sul Naviglio in rappresentanza del Comitato. In quella sede il rappresentante dei piloti proponeva di correggere la sperimentazione mediante la modifica della rotta che passa per Cernusco: spostare mezzo miglio più a nord il punto di virata, consentendo di far transitare gli aerei ad una quota un poco più elevata e non più sul centro abitato, ma sopra la zona verde tra Cernusco-Brugherio-Carugate-Bussero. Inoltre, insieme a questa correzione di rotta, veniva proposto di adottare la navigazione attraverso il sistema degli “waypoint” cioè dei “punti di instradamento” (gli aerei riescono a passare per punti specifici se questi sono segnalati da stazioni radio, o VOR, ma non è possibile disseminare il territorio di torri radio; si può quindi sopperire all’assenza di torri radio – nel caso in cui si voglia che l’aereo segua un tragitto il più possibile preciso – con un sistema per cui le procedure di rotta prevedono di passare attraverso una serie di waypoint in corrispondenza dei quali non c’è una stazione radio specifica, ma che attraverso l’utilizzo del computer RNAV permette di piazzare in corrispondenza di questi waypoint un VOR/DME fittizio e quindi fornire distanza e rilevamento angolare, per cui volare verso un waypoint diventa facile e soprattutto meno impreciso proprio come volare verso un VOR).

Pareva questa una soluzione intermedia che andava a mitigare gli effetti nefasti della sperimentazione voluta dalla Commissione aeroportuale; subito dopo l’estate si sarebbe stato possibile partite se non fosse accaduto che il Direttore dell’aeroporto di Linate nonché presidente della Commissione aeroportuale abbia deciso – motu proprio – di abbandonare questa ipotesi per quella di lasciare invariata la rotta disegnata dalla sperimentazione ed adottare su quella l’impiego degli “waypoint”.

Dopo questa arbitraria decisione, la cui notizia è giunta dopo la sua messa in pratica, si è di fatto interrotto il già flebile canale comunicativo con le autorità coinvolte, inducendo il Comune di Cernusco sul Naviglio a decidere di percorrere la strada legale e di ricorrere al TAR contro i provvedimenti che hanno negativamente inciso sul nostro territorio. Il Comune è assistito in questo contenzioso dall’avvocato Tiziano Ugoccioni. Vale la pena evidenziare che il Comune di Cernusco sul Naviglio è il solo, tra i partecipanti al comitato “Rotte Comuni”, ad aver attivato il ricorso.

Il ricorso al TAR chiede l’annullamento:

  • del provvedimento con il quale è stata disposta la modifica delle rotte aeree dei velivoli in partenza dall’aeroporto di Linate;
  • di tutti gli ulteriori e nuovi provvedimenti con i quali è stata disposta la modifica delle procedure di decollo e delle connesse rotte aeree dei velivoli in partenza dall’aeroporto di Linate;
  • dell’emendamento AIP Italia n. 11/2008 per la rotta SID DORIN 6C;
  • per quanto occorra, di tutti gli atti anche di natura istruttoria eventualmente assunti dalla Commissione Aereoportuale in relazione alla definizione delle “procedure antirumore”;
  • del provvedimento con il quale si è provveduto alla nomina della Commissione Aeroportale;
  • ed ovviamente di tutta la documentazione connessa.

L’Amministrazione comunale – con delibera di Giunta comunale del 3 dicembre 2008 – ha potuto rivolgersi al TAR collegandosi ad un precedente ricorso attivato nel 2002 a seguito di un provvedimento analogo che modificava le rotte aeree poi di fatto mai attuato. Dopo aver ottenuto dal TAR l’accettazione dell’integrazione del ricorso e di poter presentare delle documentazioni tecniche (tra l’altro il TAR ha imposto ad ENAC ed ENAV di produrre tutta la documentazione riguardante le decisioni assunte sulle rotte da noi contestate), il Comune ha incaricato un professionista del Politecnico (arch. Massimo Guazzotti) per poter eseguire rilevazioni fonometriche e tutte le misurazioni necessarie da presentare all’udienza. Il Comune si è anche avvalso della collaborazione tecnica di Quality Management srl di Gallarate (VA), società specializzata in rilevazioni acustiche e fonometriche. Si è proceduto alle misurazione e alla loro elaborazione, materiale che fa parte della documentazione depositata per l’azione in corso. Si è quindi attesa l’udienza, più volte rinviata. Fino al 21 ottobre 2009, quando l’udienza convocata non si è potuta tenere… perché il nostro fascicolo è risultato tra quelli andati a mollo durante un allagamento dell’archivio del TAR! Cose che succedono solo in Italia…

Da quella data, il nostro avvocato ha più volte presentato istanza per la nuova fissazione di udienza ed ha inoltre fornito copia dei documenti a suo tempo riprodotti inerenti il fascicolo da ricostituire (per cercare di accelerare i tempi abbiamo fatto anche questo…). Ad oggi, nonostante i continui solleciti (l’ultimo presentato in modo formale il 3 giugno scorso), non si è avuta alcuna risposta.

A questa articolata ricostruzione di fatti ed azione bisogna aggiungere qualche altra considerazione in ordine ad effetti e problemi generati dalle rotte aeree:

Non vanno sottaciuti gli effetti di inquinamento generati dai sorvoli: vale la pena ricordare che dal 2012 tutto il traffico aereo europeo verrà incorporato nel sistema di scambio di emissioni CO2 (vedi progetto “Clear Sky“).

Non meno importanti sono le considerazioni circa la presenza sul territorio di Cernusco dell’Ospedale Uboldo (Azienda Ospedaliera di Melegnano) che serve l’area est milanese con 250 posti letto, un day hospital medico, chirurgico ed oncologico, un reparto di rianimazione e terapia intensiva. Cernusco ospita anche la più importante e grande struttura ospedaliera psichiatrica della Lombardia: il Centro Sant’Ambrogio dei Fatebenefratelli. Tale struttura ospita 373 persone con disagi psichici anche di notevole complessità e l’aumento del rumore si ripercuote sull’umore di pazienti; questo a sua volta va a pregiudicare – oltre che la salute dei ricoverati – anche le relazioni con i 383 operatori della struttura, che vivono fianco a fianco dei degenti 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno. Sempre sul territorio comunale hanno sede due case di riposo e un Centro Residenziale per Disabili gravi e gravissimi. Non sono mancate le proteste anche dei responsabili di tali strutture, preoccupati per la quiete e salute dei degenti. Così importanti luoghi di degenza e cura meritano maggiore attenzione e rispetto: non si può pensare a tutelare dalle rotte aeree solo il San Raffaele. In aggiunta a tale presenza, i Comuni circostanti a Cernusco ospitano altri 2 ospedali (Gorgonzola e Melzo) altre 5 case di riposo (Cassina de’ Pecchi, Carugate, Vimodrone, Gorgonzola, Melzo).

La città di Cernusco, come altri comuni limitrofi, ha vigente il Piano di Zonizzazione Acustica, conformemente alle disposizioni di legge: è chiaro che il rumore prodotto dai sorvoli rischia di modificarne i limiti per le diverse zone.

È insopportabile che la Commissione aeroportuale abbia deciso di risolvere i loro problemi derivanti, oltre che da una vicinanza geografica a Linate, anche da una sfrenata e non ancora ultimata urbanizzazione dell’area prossima all’aeroporto, scaricando in parte sui Comuni vicini il problema, senza interpellarli.

Il problema del rumore generato dagli aerei in fase di decollo non può però restare un problema di sorvolo di aree. Finché sarà così si genereranno solo scontri tra comunità. In una nota di inizio 2008 scrivevo:

è necessario fare un passo avanti e cominciare a parlare di:

  • divieto di utilizzo dell’aeroporto ai velivoli troppo vecchi e non conformi ai requisiti acustici previsti almeno dal capitolo 3, parte seconda, volume primo, dell’allegato 16 ICAO;
  • divieto di utilizzo dell’aeroporto in orario notturno (dalle 23.00 alle 6.00), conformemente a quanto disposto dal DPR n°476 del 9.11.1999;
  • sanzionamenti per la violazione delle procedure antirumore come accade in molti aeroporti europei;
  • ridimensionamento e trasformazione di Linate in “City Airport” la cui attività possa essere limitata alle principali destinazioni business italiane: il resto dei decolli potrebbe essere trasferito su Malpensa; è impensabile che l’aeroporto di Linate, inserito in un contesto profondamente urbanizzato, possa proseguire a sviluppare la sua attività, incrementando così i già rilevanti problemi esistenti.

Tali soluzioni meritano di essere prese in considerazione per far sì che il problema dei sorvoli non resti legato solo al territorio, ma venga affrontato alla base stessa di generazione del rumore. Per ridurre il rumore aereo su un’area così densamente abitata la soluzione drastica appare quella di tagliare i voli, o almeno i voli di determinati aeromobili troppo “fracassoni” (come nel caso degli MD80). Il D.Lgs. n°13 del 17.1.2005 (ex direttiva UE 2002/30) prevede restrizioni al traffico aereo fracassone.

Continuo a restare convito della necessità di tali scelte; in questi due anni devo dire che solo la prima ha trovato attuazione: a Linate sono sensibilmente diminuiti gli aerei fracassoni come gli MD80 che costituivano il grosso della flotta Alitalia. La sostituzione di questi vecchi aeromobili con quelli di penultima e ultima generazione è quasi completata. Un intervento utile che però dovrebbe essere fatto dalle autorità aeroportuali per mitigare gli effetti negativi delle rotte sarebbe quello di imporre alle compagnie aeree di utilizzare gli aerei più moderni e meno rumorosi per i voli della mattina presto e della sera tardi e di impegnare i vecchi modelli di aeromobili fracassoni nelle ore centrali della giornata. Non sarebbe un gesto di attenzione e buona volontà? La proposta è stata fatta a più riprese al dott. Basile ma vediamo tutti (anzi, sentiamo) che non è stata raccolta.

Questo lunghissimo post mi ha consentito di riassumere la storia di questa triste, assurda e fastidiosa vicenda che ci vede coinvolti.

Faccio ora alcune considerazioni personali.

Qualche volta mi viene chiesto cosa stiamo facendo per il problema “rotte aeree”, se ce ne siamo dimenticati, se facciamo finta di niente… Dalla relazione sopra riportata credo che si evinca bene quale impegno e quale sforzo si sia finora condotto. Certo i risultati sono ad oggi nulli, ma le lungaggini burocratiche e della giustizia amministrativa non dipendono dal Sindaco o dalla struttura comunale.

Le azioni intraprese sono anche costate un po’ di soldini pubblici, risorse di tutti che si sono messe a disposizione per fronteggiare questa vicenda.

Anche io – come tutti – sono infastidito dal rumore degli aerei, anche io mi innervosisco se alla mattina presto o alla sera tardi sento il rombo dei motori di qualche MD80 che vola sopra le nostre teste. Anche io penso a quanto viene scaricato in termini di inquinamento sul nostro territorio… È anche per questo che mi sono da subito attivato per contrastare questa iniqua decisione: coinvolgendo gli altri Sindaci dei Comuni interessati, interloquendo con ENAC – sia a Milano che a Roma – coinvolgendo i cittadini nella protesta, non lasciando intentata alcuna via, compresa quella legale.

Certo, avrei voluto vedere maggiore determinazione anche da parte dei cittadini dei Comuni interessati nel sostenere la protesta pubblica che si è svolta a Linate il 21 giugno 2008: francamente non eravamo in molti…

La situazione è più complessa dell’analoga vicenda che vide coinvolta Cernusco nel 1995. Infatti allora non era costituita alcuna “Commissione Aeroportuale” composta da quella pletora di Enti specificati in apertura di questo post. Fu sufficiente confrontarsi con le istituzioni aeroportuali a Roma per far cambiare idea sull’argomento. Soprattutto non erano soggetti coinvolti nelle decisioni i Comuni dell’intorno aeroportuale. Oggi l’ipotetica mediazione va fatta con 15 enti ed istituzioni differenti! Ragione per la quale non è stato possibile trovare alcuna mediazione utile e si è deciso di procedere per le vie legali. Con il tempo della giustizia italiana. Ma sono fiducioso che le nostre ragioni abbiano fondamento e possano trovare la giusta soddisfazione.

Dopodiché resta aperto il problema dei sorvoli degli aerei che utilizzano l’aeroporto di Linate su di un territorio profondamente urbanizzato, dove l’aeroporto stesso, di fatto, è dentro la città metropolitana; caso praticamente unico in Europa, sarebbe possibile raggiungerlo a piedi in una mezz’oretta di cammino dal centro di Milano… Questa situazione è insostenibile nel lungo periodo! Non si può pretendere di avere la comodità di un aeroporto sotto casa e di voler scaricare sui vicini gli effetti negativi generati da Linate. Personalmente resto un sostenitore del ridimensionamento di Linate a favore di Malpensa, ma le vicende nazionali degli ultimi anni hanno messo in luce quanto confuse siano le idee di chi a Roma decide sul sistema aeroportuale del nord Italia. Con una decina di aeroporti che pretendono tutti quanti di (soprav)vivere sarà ben difficile avere un assetto razionale, economicamente sostenibile e che consenta di offrire un servizio efficiente agli italiani. Ma queste decisioni esulano dalla mia competenza e dalla mia sfera di influenza.

Commenti e utili informazioni sulla questione delle rotte aeree sono reperibili sul sito Aerohabitat che alla vicenda ha dedicato – nella sezione “comunicati stampa” – numerose prese di posizione.

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Eugenio

18 Comments

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  • Grazi per la sintesi. So che state facendo cio' che è belle vostre possibilità e le chiedo di tenerci informati, mediante questo canale oltre a quelli istituzionali, in merito agli svilupp della vicenda in generale e quella del ricorso in particolare.

    Fabio 9 anni ago


  • Grazie Comencini- Ora vorrei vedere i commenti di Max e Pietromassa,
    Saluti
    Temporeale

    temporeale 9 anni ago


    • Caro Tempo,(a proposito,che fine ha fatto il forum di Vivere?)mi piacerebbe capire perche' ringrazi Comincini,perche' a oggi non ha concluso niente? perche'sono 3 ANNI e non 3 mesi, che ci racconta le stesse cose? perche' il ricorso al TAR ,la cui risposta era prevista per il 27 ott o nov scorso,(comunque sono trascorsi altri 9 mesi)e' finito in un ufficio che poi si è allagato e non se ne sa piu niente?Mi piacerebbe avere qualcosa per cui ringraziare Comincini invece è notizia di oggi che oltre ai sorvoli con il loro inquinamento acustico e atmosferico tra poco avremo ancora piu' antenne per la telefonia mobile che aggiungeranno altro inquinamento,questa volta elettromagnetico, a quello gia' esistente
      Grazie Comincini per l'attenzione

      Pietro 9 anni ago


      • Alla prima parte del commento qui sopra di Pietro ho già ampiamente risposto nel mio post e in altri commenti.
        Quanto alla questione delle antenne per la telefonia mobile Pietro si è proprio sbagliato… Il Consiglio comunale (nella seduta del 21 giugno) ha approvato un regolamento per la gestione sul territorio delle antenne: un atto teso proprio a governare la loro presenza e a far diminuire il loro impatto (per altro controllato e non nocivo per i cittadini). L'obiettivo è proprio quello di poter allontanare dalle abitazioni questi impianti.
        Per il regolamento si veda qui: http://www.comune.cernuscosulnaviglio.mi.it/Porta
        Non è stato semplice convincere gli operatori della telefonia mobile che qualche impianto potrà in futuro essere spostato, ma il regolamento – alla fine – è stato portato a casa.
        Quindi: non "più antenne", ma una loro dislocazione più attenta alle esigenze di tutti, cittadini (allarmati per la loro salute o per l'anti esteticità degli impianti in alcun luoghi) ed operatori (che voglio svolgere la propria attività della quale tutti – o quasi – ci avvantaggiamo).

        Eugenio Comincini 9 anni ago


      • A proposito di impatto controllato e non nocivo delle antenne,ecco cosa scrivono i quotidiani nazionali in proposito:
        Esiste un rapporto tra le antenne di Radio Vaticano e l’incremento dei tumori infantili registratisi tra Cesano e La Storta tra il 1990 e il 2003. Sono queste le conclusioni del rapporto di 139 pagine disposto dal gip del tribunale di Roma e portato avanti dal professor Andrea Micheli.Se lei è convinto di quello che sostiene ci spieghi come mai la magistratura e la scienza non la pensano come lei,ci spieghi cosa significa per lei "gestione sul territorio delle antenne"cosa ci dice dell'antenna a 50 metri dall'ospedale uboldo,oppure delle antenne a 20 metri da scuola elementere e asilo?Si legga bene il rapporto del gip di Roma e se puo' e vuole lo porti a conoscenza dei cittadini cernuschesi cosi che tutti sappiano di cosa stiamo parlando

        Pietro 9 anni ago


      • Giordano Marchetti

        ANTENNE

        Il Consiglio comunale approva il nuovo regolamento
        PIù GESTORI SPOSTANDO LE RADIO

        Cernusco sul Naviglio
        Si sposta un'antenna radio per avere più gestori di telefonia. Durante l'ultimo Consiglio comunale è stato approvato all'unanimità il regolamento
        A chi crediamo,al Sindaco o al suo vice?

        Pietro 9 anni ago


      • Egregio signor Pietro Massa, rispondo qui di seguito ai suoi due ultimi commenti.

        Mi pare del tutto evidente che la situazione delle antenne di Radio Vaticana sia assolutamente incomparabile con quella di Cernusco: ha mai visto dalle nostre parti tralicci, antenne e ripetitori delle dimensioni di quelli posti tra Cesano e La Storta nei pressi di Roma?

        Il regolamento per la gestione sul territorio delle antenne, approvato dal Consiglio comunale il 21 giugno scorso, è frutto di un lavoro che ha visto, a monte, la realizzazione di 41 monitoraggi eseguiti su tutta la città nei pressi delle stazioni di radio-base attive (che oggi sono 15) e dei luoghi ritenuti “sensibili”. Tali luoghi sono: scuole di ogni ordine e grado, ospedale, ambulatori di via Turati, case di cura, centro diurno disabili, centro residenziale disabili La Parolina, Fatebenfratelli, oratori.

        Le rilevazioni sono state eseguite tra giugno e luglio del 2009.

        Questi i risultati emersi dalla relazione tecnica eseguita da Eco Engineering:

        – 18 misurazioni su 41 hanno dato valori compresi tra 0 e 1 Volt/metro;

        – 23 misurazioni su 41 punti di misura hanno rilevato valori compresi tra 1 e 3 Volt/metro;

        – 0 misurazioni tra 3 e 6 Volt/metro;

        – 0 misurazioni superiori a 6 Volt/metro.

        Le rilevazioni sono state fatte a diverse altezze dal suolo: 0, 10 e 20 metri.

        Il limite del livello di attenzione (non del livello di rischio, ma del livello di attenzione, che è più basso), definito dal DPCM 08.07.2003 per aree abitative con permanenza di persone non inferiore alle 4 ore giornaliere, è di 6 Volt/metro.

        Lo 0,8 Volt/metro misurato in alcune situazioni in città è il valore minimo misurabile dalla strumentazione.

        È evidente che tutte le nostre situazioni sono pienamente sotto le soglie di attenzione.

        La più rilevante emissione è quella generata dall’antenna radio di un emittente privata (non locale) posta sull’acquedotto che, per quanto anch’essa sia al di sotto dei limiti, si è già deciso che verrà spostata in zona periferica.

        I dati sono confrontabili e perfettamente sovrapponibili con una misurazione eseguita da ARPA Lombardia nell’aprile 2010 circa le emissioni delle antenne sull’acquedotto: stessi risultati (0,8 Volt/metro), segno inequivocabile della bontà delle rilevazioni emerse nella relazione tecnica. E soprattutto della non rischiosità degli impianti.

        Del rapporto di 139 pagine disposto dal GIP del tribunale di Roma relativo alle antenne di Radio Vaticana non saprei cosa farmene: non avrei neppure il tempo di leggerlo, ma se anche ne avessi butterei via il mio tempo dato che ho una relazione tecnica dettagliata sulla situazione specifica della mia città e non di una situazione che si trova a 600 km di distanza e nulla (ma proprio nulla) ha a che vedere con quella generata dai nostri impianti.

        Se il Comune non avesse adottato il piano di localizzazione per le stazioni radio base e relativo regolamento di attuazione, i gestori della telefonia avrebbero potuto tranquillamente accordarsi con dei privati per l’installazione delle antenne su tetti o aree private (come accaduto per l’antenna posta nei presi del naviglio e dell’ospedale, su area di proprietà Telecom). Infatti, per la legge, le antenne di telefonia mobile sono considerate erogazione di servizio pubblico. La presenza di un regolamento, però, impone di dislocare le antenne nelle aree identificate.

        Tutta la documentazione delle rilevazioni effettuate è disponibile in Comune.

        Quanto infine alla presunta diversità di vedute tra me e Marchetti circa più o meno antenne, voglio precisare che in futuro potrebbero anche esserci più antenne se qualche operatore ne facesse richiesta (per far meglio funzionare i nostri telefonini e le nostre comunicazioni), ma sarebbero dislocate solo nelle zone identificaste dal nuovo regolamento senza dover “infastidire” i residenti. Il senso della delibera assunta è quello di garantire maggiore tranquillità, sicurezza e decoro ai cittadini.

        Quanto ai titoli della Gazzetta della Martesana non ne rispondo.

        Chiudo: questo post sulle rotte aeree non prevedeva questa divagazione sulle antenne radio e le emissioni elettromagnetiche, ma è stata utile occasione per fare chiarezza anche su questo. Grazie.

        comincini 9 anni ago


  • L'aggiornamento era dovuto, non sta certo facendo un favore ma solo il suo dovere.
    Enrica Villa

    Enrica Villa 9 anni ago


  • Bene l'aggiornamento che, come ha ricordato Enrica Villa, è dovere del Sindaco.
    Infatti il mandato che il Sindaco ha ricevuto specificatamente su questo tema (si veda la mozione Consiliare dell'ottobre 2007) gli impone di aggiornare non solo il Consiglio Comunale ma anche i cittadini tutti; e Lei Signor Sindaco sa bene da quanto tempo Le viene sollecitato tutto ciò.
    In ogni caso quello che Lei scrive dimostra, perlomeno, che l'interesse per questo problema è ancora ben presente nei cittadini di Cernusco ( a cui si aggiungono, in modo autorevole, anche i responsabili delle varie strutture sanitarie presenti sul territorio comunale); questo a differenza di quello che pensa e scrive qualche "illustre" rappresentante di Vivere Cernusco.

    Resto il fatto che ad oggi, a 3 anni di distanza dall'inizio della sperimentazione, non c'è stato alcun risultato e 3 anni, secondo me, sono un tempo più che congruo per poter dimostrare, laddove fossero presenti, capacità, determinazione e competenza .
    Lei stesso ha voluto ricordare nell'intervista al Punto che "alle Comunali-lo sanno tutti-non è il simbolo che uno ha addosso che fa la differenza: valgono più i risultati ottenuti e la credibilità personale". Appunto.

    Per questo faccio riferimento alla mozione approvata da tutto il Consiglio Comunale nell'ottobre 2007 auspicando che quando fu scritta ci fosse un minimo di cognizione di causa al di là della solita propaganda politica fatta di paroloni e poco altro. E Le faccio le seguenti domande:

    1) anche in quella Sede avete voluto ricordare l'analoga sperimentazione degli anni '90 "che aveva trovato la pronta opposizione del Comune e che a seguito di tali prese di posizione le rotte non avevano avuto più incidenza sul territorio". Solo ora vi rendete conto che la situazione è un po' più complessa?

    2) in quella Sede si fa riferimento ad un impegno da Lei assunto per sollecitare una "PRONTA REVISIONE delle rotte aeree al fine di garantire la sicurezza e la salute dei cittadini cernuschesi". A 3 anni di distanza ci spiega cosa significa quella "PRONTA REVISIONE"? Forse che non c'è più un problema di sicurezza e di salute per i cittadini cernuschesi?

    3) sempre in quella Sede, si impegna il Sindaco "ad intervenire in TUTTE le opportune sedi".
    Ma siamo sicuri che tutte le opportune sedi sono state coinvolte? Ad esempio, a seguito del cambio di Presidenza alla Provincia (non sempre gli avversari politici sono per definizione degli incapaci o incompetenti) non sarebbe il caso di chiedere ufficialmente che il solo Comune di Cernusco possa entrare nella Commissione Aeroportuale visto il pesantissimo pedaggio che sta pagando da 3 anni in termini di inquinamento acustico e atmosferico?
    Oppure, vista la latitanza del TAR, non si potrebbe pensare di rivolgersi direttamente al Consiglio di Stato?
    Ma sono sicuro che tantissime altre iniziative possono essere suggerite da chi ha la competenza giuridica e tecnica dell'argomento.

    4) A proposito delle "varie iniziative", Lei ci ha detto che vi siete avvalsi di tecnici e società specializzate nella rilevazione acustica sul territorio. Non so esattamente da quale tempo è iniziata questa collaborazione ma forse un po' tardi per poter definire la corretta strategia da seguire. O mi sbaglio?

    Ciò che è veramente insopportabile non è solo il comportamento della Commissione Aeroportuale come Lei ha giustamente osservato, ma anche il fatto che non si è saputo produrre alcun risultato concreto, ribaltando le responsabilità sul mondo intero fuorchè sul Sindaco e sugli Uffici Comunali.
    Mi faccia solo dire che se sono stati fatti passare quasi 8 mesi per presentare al TAR un sollecito formale (dal sito del TAR non risulta alcuna attività del Comune di Cernusco dal 29 ottobre 2009 al 3 giugno 2010, è questo è quello che rimane agli atti), i 3 anni diventeranno facilmente 6 o forse 10.

    Giacomo

    Giacomo 9 anni ago


    • Rispondo alle domande postemi da Giacomo. Premessa: il post pubblicato riassume quanto accaduto in questi 3 anni; nel corso del tempo è stata data comunicazione dei diversi passaggi compiuto attraverso la stampa e la comunicazione istituzionale. Può essere che ciò che viene pubblicato qualche volta sfugga. Questo blog è aperto da meno di un mese.

      Risposte:

      1) Che la situazione fosse più complessa che nel 1995 è chiaro da molto tempo, come sostenuto anche in passato. Nessuno ha voluto prendere in giro alcuno.

      2) Il problema permane, l’ho scritto io chiaro e tondo nel post pubblicato. La “pronta revisione” è quanto si chiede alle autorità competenti, non è – ahimè – quanto è in potere del Sindaco o dei Consiglieri comunali che, lo ribadisco, subiscono questa situazione al pari di ogni cittadino. La mozione votata dal Consiglio comunale il 10 ottobre 2007 impegna anche “i propri gruppi consiliari ad attivarsi per sollecitare una pronta soluzione”. Alcuni Consiglieir di minoranza hanno attivato canali politici perché si potesse favorire la modifica delle rotte. Purtroppo anche questo sforzo non ha prodotto risultati.

      3) In coscienza ritengo di essere intervenuto in tutte le sedi opportune. Il cambio di Presidenza in Provincia non può aiutarci in nessun modo ad entrare nella Commissione aeroportuale, perché non è la Provincia a decidere in tale senso. Ho grande rispetto per il Presidente Podestà, che vedo impegnato a favore delle comunità territoriali. Ma neppure lui può andare oltre le norme. Relativamente allo scavalco del TAR non possiamo procedere: il Consiglio di Stato è solo sede di appello cui rivolgersi per le sentenze del TAR. Chi ha competenza giuridica e tecnica, cioè i professionisti ai quali il Comune si è affidato, avrebbero suggerito altre strade se ce ne fossero state. La nostra fantasia può elaborare molte soluzioni, ma non tutte hanno fondamento giuridico e sono percorribili.

      4) I link nel post consentono di verificare i tempi degli affidamenti degli incarichi ai professionisti citati; la collaborazione con l’avvocato è antecedente in quanto fondata sul precedente ricorso del 2002.

      5) Il sollecito formale che appare sul sito del TAR non è il solo presentato. Dal 29.10.2009 (quindi immediatamente dopo l’udienza del 21.10.2009 saltata perché il nostro fascicolo era finito a mollo), il nostro avvocato ha presentato domanda di fissazione di nuova udienza, domanda di ricostruzione del fascicolo, sollecitato informalmente la definizione della nostra situazione. Quanto alle responsabilità, non mi piace giocare allo scaricabarile, ma neppure prendermi quelle di altri: il Sindaco e gli Uffici comunali hanno fatto ciò che è in loro potere. Altri Enti hanno latitato.

      L'interesse per questo problema è ancora ben presente nel Sindaco.

      comincini 9 anni ago


      • La ringrazio per le precisazioni che ha voluto fornire.
        Io, tuttavia, rimango della mia idea e cioè che il problema è stato ampiamente sottovalutato dall'inizio e non si è saputo definire da subito una strategia efficace. Ma spero solo di sbagliarmi, ovviamente, e di vedere tutto risolto con una sentenza del TAR veloce e positiva.
        Per ciò che riguarda le sollecitazioni agli aggiornamenti, facevo riferimento in modo specifico alle innumerevoli email che ha ricevuto sul sito del Comune e che, purtroppo, non hanno mai trovato risposta.
        Fa piacere, comunque, avere conferma che il problema è ben presente sia dalle Sue affermazioni che dagli interventi di altre persone.

        Giacomo

        Giacomo 9 anni ago


      • Ma Egregio Signor Sindaco, dopo tutto questo tentativo di giustificare il vostro operato, operato che, come Lei stesso ha ammesso, NON HA PORTATO AD ALCUN RISULTATO, non Le sfiora il dubbio che la situazione nel 1995 si è risolta molto più rapidamente perchè le persone che c’erano allora sono state più capaci e determinate di quanto non lo siate stati voi?

        Erminio

        Erminio 9 anni ago


      • Credo di aver già spiegato che non si tratta di “capacità”… Ma di oggettiva diversa situazione. Se anche oggi ci fosse da trattare solo con Enac ed Enav – come nel 1995 – la questione sarebbe molto diversa. Ma se si vuole a tutti i costi dire che sono un incapace, ognuno è libero di sostenere la propria tesi politica. 😉

        comincini 9 anni ago


  • Ok per l'impegno profuso e la tenacia con cui si cerca di raggiungere l'obiettivo.

    Sarebbe possibile conoscere le domande svolte dal Comune di Cernusco sul Naviglio di fronte al TAR Lombardia e quali sarebbero gli effetti pratici del loro accoglimento?

    Una nota: ma dove è finito il c.d. "processo breve"?

    Grazie e buona giornata

    Simone Schettino

    Simone Schettino 9 anni ago


  • Ho integrato il post aggiungendo – quando si parla del ricorso al TAR – cosa si è chiesto al Tribunale. Qui sotto l'integrazone:
    "Il ricorso al TAR chiede l’annullamento:
    – del provvedimento con il quale è stata disposta la modifica delle rotte aeree dei velivoli in partenza dall’aeroporto di Linate;
    – di tutti gli ulteriori e nuovi provvedimenti con i quali è stata disposta la modifica delle procedure di decollo e delle connesse rotte aeree dei velivoli in partenza dall’aeroporto di Linate;
    – dell’emendamento AIP Italia n. 11/2008 per la rotta SID DORIN 6C;
    – per quanto occorra, di tutti gli atti anche di natura istruttoria eventualmente assunti dalla Commissione Aereoportuale in relazione alla definizione delle “procedure antirumore”;
    – del provvedimento con il quale si è provveduto alla nomina della Commissione Aeroportale;
    – ed ovviamente di tutta la documentazione connessa."

    Eugenio Comincini 9 anni ago


  • Ok, grazie per la precisazione. Speriamo in una giustizia rapida…

    Simone Schettino 9 anni ago


  • Il TAR Lombardia ha finalmente fissato l'udienza per il ricorso sulle rotte aeree: si terrà il 24 novembre prossimo.

    Eugenio Comincini 9 anni ago


  • Il 24 novembre si è tenuta l'udienza TAR sulle rotte aeree. Il collegio "ha provveduto a trattenere la causa in decisione.” Traduco: attendiamo la sentenza.

    Eugenio Comincini 9 anni ago


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