Primarie parlamentari: non mi candido, resto a Cernusco

In queste settimane mi sono sentito chiedere a più riprese: “ma allora ti candidi?”, “vai a Roma?”, “vai al Pirellone?”. Domande lecite scaturite dall’impegno assunto a sostegno di Matteo Renzi su Milano e provincia, e dalla visibilità che questo impegno mi ha dato.

A quanti mi chiedevano se ero pronto a lasciare la guida di Cernusco per un altro impegno politico ho sempre risposto che non era mia intenzione farlo, poiché aver deciso serenamente di ricandidarmi alla guida della città ed essere stato (ri)eletto solo 7 mesi fa (per altro al primo turno) non può consentire l’abbandono dell’impegno assunto con i cittadini.

Nonostante questo mio convincimento e queste mie risposte le voci di una mia diversa destinazioni sono continuate. Non si è trattato solo di voci: mi è stato chiesto esplicitamente da parte di personalità di spicco di dare la mia disponibilità ad una candidatura al Senato, o se ero più interessato alla Regione.

Non posso negare che tutte queste attenzioni mi abbiano lusingato e fatto piacere: mi sono sentito onorato dalle proposte che ho ricevuto.

Mi sono a più riprese interrogato sul da farsi, ma non sono mai giunto a rispondermi che ci fossero le condizioni per poter dire “sì”.

Perché?

Tra le diverse ragioni che mi hanno portato a decidere in questo modo ne voglio citare cinque (non in ordine di importanza).

  • Mi sono impegnato a sostegno di Matteo Renzi senza doppi fini, in maniera disinteressata, ritenendo che fosse giusto dare il mio contributo perché quella causa avesse un’opportunità di vittoria. Come disinteressato è il mio impegno per la città: lo faccio perché voglio bene a Cernusco. Impegnarsi in politica è prima di tutto una cosa bella, che si fa perché si nutre una passione, senza necessariamente avere altri scopi.
  • Ritengo che l’impegno politico non possa andare dissociato dal senso di responsabilità: essere stato (ri)eletto 7 mesi fa e pensare di andarmene non mi faceva e non mi fa proprio essere a posto con la mia coscienza. Il punto è che non c’è solo il sottoscritto di mezzo: ci sono i molti elettori che hanno avuto fiducia in me, nella mia coalizione e nel progetto che abbiamo sostenuto; ci sono le persone che con me sono state elette e che si stanno impegnando per realizzare quanto ci siamo proposti di fare. Essere politicamente responsabili per me significa anche non tradire la fiducia delle persone che hanno puntato su di te, significa non utilizzare i ruoli istituzionali per la propria carriera personale; anche se un ruolo in altre istituzioni potrebbe certamente c contribuire alla costruzione del bene comune, ritengo che si debba essere responsabili rispetto agli impegni presi e non sentirsi uomini (o donne) indispensabili: c’è posto per tutti, o almeno per molti.
  • Ho una famiglia alla quale tengo molto, con due bimbi piccoli di tre anni e mezzo e due anni: andare al Senato significa trascorrere almeno quattro giorni la settimana nella capitale e quindi stare forzatamente distaccato da moglie e figli. Certamente si può fare, come in molti lo hanno fatto e lo fanno, ma a me, oggi, con due bambini molto piccoli, questa cosa peserebbe molto.
  • Se avessi accettato le offerte ricevute mi sarei sentito di tradire e calpestare alcuni punti fermi delle proposte avanzate da Matteo Renzi e che ho sostenuto: la politica non come professione ma come servizio; la volontà di distinguersi rispetto a ciò che in molti ritengono essere l’atteggiamento abituale di chi è impegnato politicamente (la “casta”…) è forte.
  • Matteo Renzi ha spesso parlato di “coraggio” nel decidere di candidarsi e impegnarsi per un’Italia migliore; è vero, è così, ci vuole molto coraggio e a lui non è certo mancato nel decidere di proporsi, da Sindaco, come potenziale capo del Governo italiano. Credo che a me non manchi quello steso coraggio, che è quello che ci vuole per fare il Sindaco oggi, nelle condizioni nelle quali i Comuni possono operare, nel periodo di più forte limitazione dell’autonomia locale, negli anni della più dura crisi dal Dopoguerra ad oggi. Credetemi: oggi ci vuole molto più coraggio a fare il Sindaco che non il parlamentare.

Dire “no” all’offerta fattami non è stato difficile: era un convincimento che già avevo dentro. Mi sono confrontato anche con mia moglie e serenamente abbiamo concordato sulla decisione.

La Gazzetta della Martesana di questa settimana (vedi foto sopra) ha dedicato mezza pagina per sostenere la causa di una mia candidatura al Senato, ritenendo che anche la città ne avrebbe vantaggio; cinque miei predecessori – in vari modi – dichiarano che dovrei accettare l’opportunità; ringrazio il settimanale e gli ex Sindaci per la stima e la fiducia, ma la mia decisione l’avevo comunque già presa.

Ritengo che la mia scelta non danneggi in alcun modo la città: il fatto che non sia a Roma (o al Pirellone) non mette Cernusco in una condizione peggiore rispetto all’attuale. Credere che stare in Parlamento (o in Consiglio regionale) possa portare benefici ad una città è cosa superata dalle condizioni nelle quali oggi si opera.

In tutto ciò so di avere anche l’appoggio di Matteo Renzi, che da Sindaco è consapevole di cosa vorrebbe dire abbandonare una città dopo poco dalla (ri)elezione.

A quanti mi dicono che non accettare ora potrebbe voler dire non veder passare in futuro un altro treno, dico che questa cosa può anche essere vera, ma che non mi impensierisce affatto: non mi metterò certo a piangere se al termine di questo secondo mandato da Sindaco dovessi tornare al mio lavoro. Mi piace a tal proposito ricordare una frase del Vangelo di Luca che mi è cara e che mi accompagna nel mio impegno da Sindaco: “Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: «Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare».” (Lc 17,10).

Come ha detto Matteo la sera della sconfitta al ballottaggio delle primarie, ho anche io dalla mia parte entusiasmo, tempo e libertà. Non so cosa farò dopo l’esperienza da Sindaco, ma qualsiasi cosa mi troverò ad affrontare e a vivere lo farò con le medesime modalità con le quali ho vissuto e sto vivendo l’esperienza da primo cittadino di Cernusco.

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Eugenio

6 Comments

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  • Questa Sua scelta Le fa onore. E’ sempre più raro se non impossibile trovare politici che sappiano mantenere la parola data.

    Con stima.

    Massimo

    massimo 8 anni ago Reply


  • Sono sempre più orgoglioso di averti sostenuto nella campagna elettorale per la rielezione a Sindaco! Complimenti davvero per l’onestà intellettuale e la coerenza.

    Simone Schettino 8 anni ago Reply


  • diciamo che un po’ mi dispiace. Perché nei 4 anni di lavoro che abbiamo fatto insieme ho misurato quanta stoffa avresti per essere un ottimo parlamentare o un ottimo consigliere regionale. Inutile dire che le scelte vanno rispettate per quelle che sono. Ti capisco, però: lavorare per un ambiente piccolo come la tua città dà certamente più soddisfazione che essere un numero fra 315 senatori a Roma. Vale di più la stretta di mano dei tuoi concittadini che ti dicono “bravo Sindaco!” che un articolo del Corriere che parla di una tua interrogazione al ministro accanto all’articolo sulla fidanzata di Berlusconi. E poi c’è il ruolo di padre, sul quale condivido ogni virgola delle tue ragioni. Ogni minuto passato lontano dai figli che devono conquistare la loro crescita è un minuto che non recuperi mai più. Qualcuno dice che non conta la quantità ma la qualità del tempo che passi con loro. Balle: contano la quantità e la qualità allo stesso modo, almeno fino a quando loro non saranno indipendenti da te. E solo se sarai stato con loro a lungo e in modo intenso i tuoi figli se ne andranno per la loro strada sereni perché saranno sicuri che qualsiasi cosa succeda sarai là a dare loro un mano.

    diego 8 anni ago Reply


  • Decisione giustissima.
    Non si può rinnegare il progetto di Matteo.
    Se voi non vi mischierete al caos politico a cui assistiremo in febbraio,le chances di una vittoria stracciante alla prossima elezione sara quasi sicura.
    matteo extraterrestre alla politica italiana,la prossima volta sarà capito da molte più persone.
    Hanno perso una grande opportunità,se matteo avesse vinto,tutto sarebbe diverso.
    Buon lavoro
    Renata
    Comitato milano riformatrice per Renzi

    Renata 8 anni ago Reply


  • Bellissima testimonianza, come anche la frase del Vangelo di Luca che prende vita nella realtà presente. Grazie Eugenio.

    Marco Pievatolo 8 anni ago Reply


  • Finalmente una valutazione personale, misurata, consapevole e seria (non se ne sentono così di frequente, ahimé). Posso dirti, se ce ne fosse ulteriore necessità, che penso davvero di aver fatto la scelta giusta alle scorse elezioni. Personalmente credo che il “modello Amministrativo” del Comune sia sotto gli occhi di tutti a Cernusco, ma quanto hai scritto va al di là di questa Amministrazione o del modo di gestire la “Cosa Pubblica” o sedere un seggio, o avere più potere o sicuramente un ruolo più prestigioso. A tutti i livelli abbiamo bisogno di rappresentanti come te per far si che come dice Matteo Renzi la partecipazione aumenti e ci si innamori della politica come servizio, più che della politica come riciclo. Sai cosa ti dico(lo dico con il massimo della franchezza possibile) avrei fatto le stesse scelte se fossi stato nella tua situazione. Credo che questo sia un segnale chiaro ed evidente di quale sia la strada nuova da percorrere, visione, coerenza e serietà. Le difficili scelte quotidiane che sicuramente sono da affrontare nella nostra Comunità anche se più limitate rispetto a quanto possibile fare in Senato o in Regione, non sono sicuramente di poco conto … i treni per persone come te passano spesso e … anche in orario, ne sono certo.
    I miei complimenti. Alessandro

    Alessandro Ranucci 8 anni ago Reply


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