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Intervista a Cernuscoinsieme

Cernuscoinsieme – lo storico portale della comunità pastorale di cernusco, nato nel 2001, prima piazzetta virtuale della nostra città – rinnova la propria grafica e rilancia il proprio impegno: complimenti e auguri per continuare ad essere spazio nel quale i cittadini possono formare la propria opinione in maniera compiuta. Qui sotto la mia intervista (quasi in parellelo a quella del prevosto don Ettore Colombo): tanti gli argomenti affrontati, tra i quali immigrazione, scuola, unioni civili, ambiente…

COMINCINI: “AVVIATO IL CANTIERE PER IL NUOVO POLO SCOLASTICO”

Abbiamo intervistato quasi in parallelo, sui medesimi temi, il sindaco, Eugenio Comincini, e il prevosto, don Ettore Colombo. Tanti gli argomenti affrontati, tra i quali spiccano l’immigrazione, la scuola, le unioni civili, la partecipazione, la salvaguardia dell’ambiente e l’emergenza educativa.

Il Primo cittadino ci ha anticipato che sabato 26 settembre ci sarà la posa della prima pietra del nuovo polo scolastico. Sull’argomento di viva e drammatica attualità, l’accoglienza dei profughi, Comincini ritiene che a Cernusco “le energie per aiutare i profughi ci siano da spendere. Sino ad oggi non abbiamo avuto strutture per poter accogliere queste persone. Ma non è detto che domani, anche con la collaborazione dei privati, le si possono trovare.”

Quanto sta succedendo in Europa, con l’arrivo dei rifugiati e migranti, suscita reazioni contrastanti anche tra i Cernuschesi. Questo fenomeno epocale, inarrestabile, come interroga le nostre coscienze?

Quanto sta avvenendo nel nostro continente è un fenomeno drammatico. Mai conosciuto prima in epoca moderna, ma soprattutto mai conosciuto prima che i mezzi di informazione sociale avessero un ruolo importante come quello odierno. Credo che su questo tema si sia “montata la panna” oltre il limite lecito e consentito. Credo che anche i media abbiano una responsabilità perché hanno quasi sempre veicolato notizie volte a provocare le reazioni polemiche da parte delle diverse fazioni politiche. Ultimamente ho, invece, notato una presa di posizione diversa. Su questo tema bisogna avere grande responsabilità per trattarlo quale realmente è. E non per quello che a qualcuno, per strumentalizzazioni di carattere politico, piacerebbe che fosse. Ritengo che, per ragioni umanitarie, non ci siano alternative all’accoglienza e gestione delle persone che stanno arrivando. Respingere è impossibile, per ragioni umanitarie. Aiutarli nei loro Paesi significa aumentare la spesa per la cooperazione internazionale, scelta che nel piccolo la nostra amministrazione comunale ha fatto e continua fare, destinando risorse per progetti per chi è meno fortunato di noi e vive in condizioni di difficoltà. Altre soluzioni estemporanee lasciano il tempo che trovano. Fare verità e giusta informazione su questi temi è prioritario per comprendere meglio, anche a proposito dei fondi che il governo stanzia per ogni persona accolta. Bisognerebbe pure fare informazione sulle ragioni che costringono queste persone a lasciare il proprio Paese: capire perché preferiscono rischiare la vita piuttosto che avere la certezza di vedere le figlie violentate o le bombe sulle proprie case.

Cernusco cosa può fare per i profughi?

La nostra città ha una sensibilità spiccata. Spessissimo Cernusco viene rappresentata come città solidale, ricca di associazioni che sono dedite anche a chi ha più bisogno. Credo che le energie per aiutare i profughi ci siano da spendere. Sino ad oggi non abbiamo avuto strutture per poter accogliere queste persone. Ma non è detto che domani, anche con la collaborazione dei privati, le si possono trovare.

In questi giorni riaprono le scuole. Qual è il suo messaggio per studenti, genitori e docenti?

A tutti auguro che la scuola sia un’avventura meravigliosa. È il luogo dove cresciamo, dove ci forniamo, dove impariamo ad affrontare le sfide della vita. È il luogo dove formare i cittadini, con una migliore consapevolezza del ruolo che ciascuno può avere nella comunità e nel mondo. La scuola svolge un ruolo delicatissimo. È in atto da anni un processo di riforma che in questi ultimi mesi ha visto la stabilizzazione degli insegnanti: un fatto che dovrebbe favorire un miglioramento delle attività didattiche. Certo la scuola avrebbe bisogno di molto di più di quanto è stato fatto sinora, ma è impossibile, per governo e Comuni, fare tutto e subito. Va dato atto che lo Stato, nell’ultimo biennio, ha sbloccato risorse per migliorare la scuola nel suo complesso.

Quali sono le ultime notizie sul nuovo polo scolastico che dovrebbe essere costruito nel quartiere est della nostra città?

Il cantiere è stato finalmente avviato in questi giorni. Sabato 26 settembre ci sarà la posa della prima pietra. L’iter per l’avvio dell’opera è stato molto più complesso e articolato di quello che potevamo pensare all’inizio. Le difficoltà tecniche e finanziarie sono state grossissime. È certamente grazie al lavoro preciso e preziosissimo dei tecnici comunali se siamo riusciti ad avviare il cantiere, ma allo stesso tempo è stato quasi un miracolo. Sul termine dei lavori molto dipenderà da come sarà il prossimo inverno e da come procederanno i lavori di scavo e delle fondazioni. Entro dicembre di quest’anno potremo dire con certezza quando si aprirà la nuova scuola.

La società italiana sta profondamente cambiando e in Parlamento si sta discutendo sul riconoscimento delle unioni civili. Cosa ne pensa al riguardo?

Credo che sia arrivato anche per il nostro Paese il momento di dare veste giuridica e dignità ad una situazione che la società vive da tempo e che molti Paesi hanno già disciplinato. Credo che un irrigidimento ideologico, in un senso o nell’altro, non serva a nulla, anzi rischi di far degenerare il dibattito e le decisioni. Credo che questo riconoscimento non vada a delegittimare il ruolo della famiglia, che si delegittima da sola quando chi la costituisce non è in grado di viverla e rappresentarla per quella che realmente è. Il tema è sempre quello della coscienza e della responsabilità che le persone hanno quando assumono un ruolo, una funzione. “Mettere su famiglia” esige impegno e testimonianza, a prescindere da quello che dice e riconosce la legge.

Ma, insistiamo, matrimonio e unioni civili non dovrebbero essere equiparati?

Se rimaniamo alla discussione nominale non ne usciamo più. È evidente che a prescindere dalle etichette che si mettono poi soltanto un uomo e una donna possono generare una vita. Dopo di che, se lo Stato riterrà di equiparare le due “formazioni” dovrà porsi la questione – se vorrà favorire la natalità, come questo nostro Paese ha bisogno, per ragioni legate al lavoro, alle pensioni … – del come sostenere chi fa i figli. Penso che debbano essere distinti i piani delle denominazioni e di ciò che la natura consente che possa avvenire.

L’emergenza educativa è tornata al centro dell’attenzione dei media, dopo alcune drammatiche vicende accadute nei mesi estivi. Il Comune cosa sta facendo per i giovani?

Il nostro Comune sulle politiche giovanili ha fatto e sta facendo tanto. Non ha tagliato un soldo dalle risorse destinate a questo ambito. Oltre al Centro di aggregazione giovanile, all’Educativa di strada, alle attività del Piano di Zona, abbiamo partecipato ad alcuni bandi, classificandoci ai primissimi posti e beneficiando così di risorse finanziare da destinare ad una serie di start-up fatte da giovani. Perché il tema non è solo intrattenerli, educarli, ma anche consentirgli di aprirsi strade sul loro futuro, sul lavoro. Brava la Regione a mettere i fondi, ma bravi anche noi a fare un progetto che si è ben classificato. Certo la condizione giovanile è complessa, articolata e difficile, ma al tempo stesso non bisogna solo raccogliere l’aspetto critico, occorre anche riconoscere che all’interno del mondo giovanile la maggior parte dei giovani si informa, si rende disponibile su progetti educativi e sociali di impegno. Perché vuole comprendere alcune dinamiche per vivere la vita e il proprio futuro in modo consapevole. Bisogna pure saper riconoscere che, nella nostra città, la maggioranza dei giovani fa percorsi di crescita sani e corretti, aiutati in questi anche dagli oratori cittadini.

Avete iniziato quasi insieme, Sindaco e Prevosto, ad assumere, rispettivamente, la guida della città e della Comunità pastorale. Come è cambiata, dal suo punto di osservazione, Cernusco in questi anni?

Qualsiasi giudizio su una città non può essere dato senza considerare in maniera adeguato il contesto e il periodo storico. Non è la stessa cosa osservare questi anni con la più grande crisi economica che l’Occidente abbia mai visto e farlo guardando agli anni della “vacche grasse”. Se si considera questo aspetto e si relativizza il giudizio, ponendo attenzione a quello che accade intorno a noi, io dico che la nostra città ha ben resistito al periodo di crisi, che ha saputo non fermarsi, ha continuato ad investire, ha attratto nuovi cittadini anche cambiando in parte la sua composizione sociale. Se gente da Milano ha scelto di venire ad abitare a Cernusco è perché ne dà un giudizio positivo, perché ritiene che la qualità della vita riesce ancora ad essere elevata. Questo è una cosa bella ed importante e contribuisce a mantenere tutti quei valori che la nostra città ha saputo costruire nel tempo. Il tessuto economico e sociale cittadino è stato intaccato dalla pesante crisi: sono state molte le aziende che hanno chiuso, soprattutto quelle di piccole dimensioni, ma allo stesso tempo abbiamo visto rigenerarsi presenze con nuovi arrivi. C’è una dinamicità che non si è fermata, nonostante la crisi. Dal punto di vista sociale, l’arrivo di nuovi abitanti, dovuto a scelte urbanistiche di precedenti amministrazioni giunte ora ad attuazione, ha contribuito a far crescere e cambiare sensibilità: vedo in molte realtà associative tanti nuovi Cernuschesi che portano idee, vivacità e stili diversi. Questa è una ricchezza. Questi anni di grave crisi, però, hanno anche portato a Cernusco come nel resto d’Italia ad un “incattivimento” di alcune persone: ho registrato, come molti altri colleghi amministratori, una crescita di danneggiamenti di strutture pubbliche e private, di atti di vandalismo e inciviltà; parlo certo di una minoranza di persone rispetto alla vasta comunità, ma questa quota di soggetti che con il proprio comportamento deturpano e offendono la città mi pare che purtroppo sia cresciuta.

La partecipazione a qualsiasi livello segna il passo. Quanto si sente solo nel suo impegno per la città?

Il tema della partecipazione non può essere trattato in modo univoco. I cittadini scelgono: su alcune cose non ci si mettono, su altre invece si lasciano coinvolgere. Non posso non registrare che su alcune questioni c’è l’interesse ad essere attivi e pro-attivi in maniera marcata. Alcune esperienze che abbiamo fatto hanno funzionato: per esempio, le cinque serate sul PGT, il ruolo delle consulte. Ma quando un numero di cittadini che partecipano è significativo? Questa è una questione non semplice da valutare.

Quanto al sentirmi solo nel mio impegno, io mi reputo una persona fortunata perché posso contare su una squadra di assessori che mi ha sempre supportato. Poi è certo accaduto che alcune decisioni le abbia prese da solo, ma certamente non mi reputo un solista. Credo di aver fatto, in questi anni, il direttore d’orchestra.

Abbiamo appena celebrato la “Giornata per la salvaguardia del creato” e nello scorso giugno Papa Francesco ha pubblicato l’enciclica “Laudato sii”. Sorella madre Terra – ha scritto Bergoglio – “protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei”. Condivide? Nel nostro piccolo, cosa possiamo fare per cambiare questa situazione?

Condivido e credo che sia stato importante che, a livello internazionale, si sia levata una voce così autorevole su questo problema. L’ha riconosciuto anche il presidente degli Stati Uniti. La nostra città ha cominciato a guardare a questi temi in epoca non sospetta, sin dall’inizio del nostro primo mandato: dagli aspetti educativi-formativi, attività svolta nelle scuole, alle scelte strategiche importanti, dove magari non si vedono risultati immediati ma si pongono le condizioni perché il domani sia segnato da quello che si decide di fare oggi. Penso al PGT, con la riduzione del 40% del consumo del suolo e dei volumi da edificare rispetto ai residui del precedente Piano Regolatore, all’efficientamento degli impianti energetici pubblici, così da ridurre le emissioni nocive, agli investimenti per migliorare la mobilità alternativa, ciclabili e car-sharing. Non si cambia in pochi anni. Se le scelte da noi fatte in tema di gestione del territorio, saranno proseguite anche dalle successive amministrazioni comunali contribuiranno pesantemente a delineare un volto migliore della città.

Come sono i rapporti tra Comune e Comunità pastorale?

Direi buoni. C’è reciproca attenzione e riconoscimento del ruolo e delle capacità che vengono messe in campo per contribuire al miglioramento della nostra comunità. Sono in atto collaborazioni in ambito sociale con Caritas e San Vincenzo e con gli oratori.

Quali sono i principali impegni che attendono l’amministrazione comunale nei prossimi mesi?

Dobbiamo seguire il nuovo cantiere del polo scolastico, chiudere l’operazione di cessione dei rami d’azienda della “Cernusco Verde srl”, igiene ambientale e verde, attivare il centro diurno integrato per anziani, speriamo all’inizio del 2016, mantenere i conti in ordine e fare un bilancio nuovo, alla luce di quanto sta emergendo con la prossima Legge di Stabilità, con la probabile abolizione della Tasi. C’è sempre un gran da fare e ci sono pure tante preoccupazioni, perché in questi anni non abbiamo mai operato con un quadro normativo stabile. Non c’è stato un altro periodo storico in cui i sindaci abbiano visto cambiare così rapidamente le norme, in alcuni casi anche due o tre volte in un anno. E le risorse sono sempre andate diminuendo.

Quanto è importante la comunicazione, in modo particolare quella digitale, nel suo impegno quotidiano?

La comunicazione digitale è senz’altro importante, perché se non fai sapere agli altri quello che stai facendo viene ignorato e quindi non possono esprimere pareri a ragion veduta. In un mondo nel quale la comunicazione 2.0 è diventata importantissima, bisogna dedicarle tempo ed energie, anche perché è ormai uno strumento più fruibile e più utilizzato delle modalità classiche. Penso che i cittadini apprezzino che un sindaco, un amministratore locale, riesca a rispondere ad alcune sollecitazioni in maniera diretta.

Un augurio per Cernuscoinsieme.it che debutta con il nuovo sito?

Il mio augurio è quello di essere una piazza virtuale di confronto e dibattito che consenta ai diversi soggetti attivi nella nostra città di potersi formare la propria opinione in maniera compiuta.

 

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Eugenio

2 Comments

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  • ‘Fai attenzione a come e dove parcheggi la bici’.Il vostro volantino sta facendo il giro del net suscitando sdegno e critiche diffuse. Dovreste fare attenzione voi a cio che scrivete…disgustoso!

    Francesco 4 anni ago Reply


    • E’ una campagna che va avanti da tre anni, che ha portato frutti positivi in ordine ad un miglior decoro urbano, avendo nel contempo operato per un potenziamento della ciclabilità della nostra città. Nessuno in tre anni si è stracciato le vesti, ma anzi ha collaborato e contribuito a rendere Cernusco una città migliore.

      Eugenio 4 anni ago Reply


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