cultura

Un anno di pandemia

È trascorso un anno da quando, la mattina di venerdì 21 febbraio 2020, ci svegliammo con la notizia che era stato individuato il primo caso di Coronavirus in Italia: un uomo di 38 anni di Codogno, ricoverato in terapia intensiva nell’ospedale della sua città.

Avevamo ancora nella mente e negli occhi quelle incredibili immagini di una desolata Wuhan, in Cina, dove i contagiati venivano strappati da casa da personale che pareva pronto a salire su un’astronave. Ricordo che nei giorni precedenti, di fronte a quelle immagini, mi interrogavo distrattamente chiedendomi: “Ma se il virus arrivasse da noi, in Europa, che accadrebbe…?”. Ecco: lo sconosciuto coronavirus era arrivato anche in Italia, primo Paese occidentale ad individuarlo, dopo la diffusione in Cina e l’identificazione in Iran. Da quella mattina del 21 febbraio 2020

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Pietre d’inciampo a Cernusco sul Naviglio: identità, Memoria, futuro

Cernusco sul Naviglio, la mia città, da tempo ha intrapreso scelte e percorsi tesi a valorizzare la Memoria, in modo particolare rispetto ai fatti legati alla lotta al nazifascismo, alle vicende e ai protagonisti della Resistenza, alle deportazioni nei campi di concentramento. Cernusco sul Naviglio si dimostra in modo naturale una comunità coesa su valori forti. Lo ha dimostrato anche con la straordinaria e sentita partecipazione alla cerimonia per la posa delle pietre di inciampo in memoria di Roberto Camerani e Virginio Oriani.

Nel corso della cerimonia hanno preso la parola Roberto Cenati, Presidente dell’ANPI di Milano, il sottoscritto, i familiari di Virginio Oriani e Roberto Camerani e il Sindaco di Cernusco sul Naviglio Ermanno Zacchetti: qui

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