“Ciascuno ha il suo conflitto o pensa di avere il proprio conflitto di interessi…”.
“Il conflitto di interessi è negli interstizi della società…”.
Le parole pronunciate dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nell’Aula di Montecitorio, il giorno della discussione sulla fiducia votata dalla Camera dei Deputati, non potevano essere maggiormente veritiere. Per lui.
Infatti, sta emergendo come l’attività professionale svolta recentissimamente dall’avv. Conte stia intersecando le scelte e le azioni del Governo Conte in maniera almeno imbarazzante, se non addirittura inopportuna e problematica.
Di cosa sto parlando?
Si tratta di una consulenza firmata il 14 maggio scorso (quando per altro il nome dell’attuale Premier già circolava come possibile candidato dei gialloverdi alla guida di Palazzo Chigi) con un parere pro veritate rilasciato dall’avv. Conte ad alcuni concorrenti della “guerra” tra azionisti per la guida di







Paese che vai, raccolta differenziata che trovi. Ogni Stato ha la propria gestione dei rifiuti urbani, ma in Italia superiamo tutti, cambiando nelle diverse città le forme e i colori dei contenitori per la raccolta dei rifiuti, oltre che le modalità per conferire i rifiuti stessi. E così ci ritroviamo a gestire una raccolta differenziata… troppo differenziata. E gli obiettivi europei di un valore di differenziata pari al 65% sono ancora lontani: oggi l’Italia produce 29,5 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, di cui il 44% viene sottoposto a riciclo e circa il 26% viene ancora conferito in discarica.
Oggi sono stato a visitare il cantiere della M4 a Milano, la nuova linea metropolitana in costruzione che collegherà l’aeroporto di Linate con il quartiere Lorenteggio, passando dal centro di Milano (San Babila). Sono rimasto davvero colpito: i lavori proseguono speditamente e grazie agli stanziamenti del Governo si completeranno anche gli interventi che si sono resi necessari lungo lo svolgimento del cantiere. Milano è certo la città italiana dove la rete metropolitana è maggiormente sviluppata e dove il servizio viene reso meglio. Ma è necessario intervenire ancora. Se sarò eletto al Senato mi impegnerò per un’alleanza tra Comune di Milano, Città metropolitana, Regione Lombardia e Governo nazionale che si dia tre obbiettivi strategici importanti:
