Voterò NO al referendum sulla riforma costituzione che taglia i parlamentari

Voterò NO al referendum sulla riforma costituzione che taglia i parlamentari. Qui sotto spiego il perché. Uno dei mali che attanaglia la nostra società - e quindi anche la politica

Una speciale cena in piazza Montecitorio per l’integrazione lavorativa dei giovani con disabilità

Mercoledì 29 luglio, in piazza Montecitorio, abbiamo vissuto una serata pazzesca, bellissima, ricca di umanità e autenticità. Una serata emozionante con PizzAut, Tortellante, Banda Rulli Frulli. Sono contento di aver

Monopattini elettrici: cosa accade con il Milleproroghe

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Cari amici Parlamentari: se un papà scrive queste cose…

Pochi giorni fa un caro amico ha postato sulla propria bacheca Facebook il post che si vede sopra.

In breve tempo il post ha raccolto 283 like ed è stato condiviso 107 volte.

Si tratta di un testo forte, duro; ma il contenuto non può essere lasciato cadere.

Nico è il papà di un bimbo autistico; il piccolo, senza adeguata assistenza scolastica (va ancora all’asilo), non può fare quei progressi che il sostegno invece gli consente.

Nico vive in Brianza e si è trovato di fronte ad una chiusura da parte del Comune rispetto al bisogno espresso. La causa di molte risposte negative date da Amministratori pubblici, come quella che Nico ha ricevuto, è la progressiva perdita di autonomia nelle scelte dei Comuni, causata dall’assottigliarsi delle risorse. La vicenda IMU è l’ultima e pesantissima scelta negativa di una lunga serie. E questa è pure la peggiore, perché ha il sapore del ricatto…

Nico è anche un educatore capace, apprezzatissimo, che ha saputo conquistarsi la fiducia non solo dei giovani che segue, ma anche delle équipe che con lui nel tempo hanno collaborato, oltre che di amministratori pubblici, tecnici, operatori del terzo settore; per l’attività che svolge e i risultati che ottiene consegue ha ottenuto molti riconoscimenti, anche dall’estero. E questo perché sa produrre frutti importanti, concreti, positivi.

Lo scrivo perché il suo post non è lo scritto di un papà disperato, che non sa dove sbattere la testa, che dà la colpa di tutto alla “casta”; è lo sfogo di un genitore che conosce bene il funzionamento della democrazia, il valore delle scelte, il potere della politica, il peso delle coscienze.

Se un papà – e un papà così – scrive queste cose, non possiamo non interrogarci e chiederci se abbiamo fatto tutto il possibile per venire incontro alle legittime richieste avanzate.

Non posso quindi non rilanciare questo grido e unirmi alla richiesta ai Parlamentari di vagliare con grande attenzione le scelte che sul tema delle risorse ai Comuni devono essere prese, perché senza soldi è difficilissimo riuscire a combinare qualcosa di buono, a far emergere un indirizzo politico che sa differenziarsi da un altro: il rischio è che con i pochi soldi che restano, i Comuni non possano far altro che operare su spese obbligatorie e rinunciare a spostare risorse – che non ci sarebbero più – su temi e servizi che stanno a cuore. Ma a quel punto ci sarebbe da chiedersi che senso avrebbe continuare a fare il Sindaco, l’Assessore, il Consigliere comunale, se tanto non si può incidere su nulla… Tanto vale chiamare i Prefetti a svolgere le mansioni di funzionari dello Stato…

La vicenda dell’IMU poteva e può essere trattata in maniera differente; il Parlamento può apportare modifiche significative che possono ancora consentire ai Sindaci di non dover chinare la testa davanti a richieste come quelle di un padre che cerca assistenza per il figlio autistico. Riconoscere ai Comuni il solo gettito IMU 2012 e non gli adeguamenti di questo anno è il modo migliore per condannare Amministratori e bilanci a non poter più dare risposte.

Il nostro Comune, per l’anno scolastico 2013-2014, ha mantenuto i fondi 2012 che con il Piano per il Diritto allo Studio (di prossima presentazione in Consiglio comunale) destiniamo all’assistenza per i bambini con disabilità; anzi: abbiamo aggiunto qualche risorsa e per questo anno scolastico impegneremo circa mezzo milione di euro. Lo abbiamo fatto nella piena consapevolezza che oggi non abbiamo alcuna certezza né delle risorse che il Comune si troverà in cassa per questo anno, né tantomeno di quelle che avremo a disposizione nel 2014, sul quale pende ancora un ulteriore taglio di risolse, derivante dal decreto sulla spending review, che per il nostro Comune vale circa 2,5 milioni di euro. Nonostante ciò, di fronte all’incremento del numero dei bambini disabili che frequentano le nostre scuole, non ce la siamo proprio sentita di tagliare risorse a questo delicato settore, anzi, a fatica – e ponendo una forte ipoteca su altre spese – ne abbiamo raggranellate altre. Se ci saranno minori risorse a disposizione del bilancio è chiaro che – avendo deciso di impegnare quelle risorse sulla disabilità – dovremo necessariamente tagliare molto di più altrove. Abbiamo deciso di rischiare, ma di non farlo sulla pelle dei più deboli.

Tutto ciò fa vivere un senso di ingiustizia e di assurda scorrettezza da parte dello Stato.

Sono perfettamente consapevole che le nostre risorse, pur importanti, non garantiscono l’ottimale copertura dell’assistenza di cui un bambino con disabilità potrebbe avere bisogno, ma sono il massimo risultato che possiamo mettere sul piatto in queste condizioni, con uno sforzo che i genitori dei bambini interessati so che comprendono.

Cari amici parlamentari: provateci! Tentate anche voi come alcuni Sindaci di rischiare e scegliere di garantire risorse dove servono, a chi serve i cittadini, a chi impegna i soldi dei cittadini per i loro bisogni. A questo punto non mi interessa più sapere se i soldi che potremmo avere (o non avere…) a disposizione nei bilanci comunali deriveranno dall’IMU o da altre fonti di finanziamento: ma garantiteci quei soldi con i quali abbiamo a fatica programmato le attività e i servizi di questo anno! Garantiteci quei soldi che possono far sentire meno soli genitori come Nico! Garantiteci quei soldi che ci permettono di compiere scelte politiche, nell’interesse dei nostri cittadini, soprattutto dei più deboli.

Provateci!

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Eugenio

5 Comments

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  • eugenio…. ma una tua autointerrogazione mai ? E’ sempre “colpa e responsabilità ” di qualche altro soggetto ? vasco rossi cantava ironicamente…”è colpa d’alfredo, che con tutti i suoi discorsi seri ….”.
    TU sei proprio certo che i comuni (anche il tuo) abbiano fatto il possibile per rinunciare a qualche spesa “fittizia” per pagare l’insegnante a TEO ? Io non credo proprio. E’ tempo di tagliare per sostenere questo tipo di spese. Tagliare spese meno ” importanti “. Avrai, avrete come sindaci, delle priorità o tutte le spese sono uguali ? Se non avete la forza politica di fare questo tipo di scelte (che spettano alla politica ) lasciate in mano il comune al ragioniere capo. Almeno si risparmierebbero le vs indennità

    paolo 7 anni ago Reply


    • Le nostre scelte politiche sulle priorità le abbiamo fatte; infatti le risorse comunali per l’assistenza scolastica ai bambini con disabilità le abbiamo aumentate. Leo non abita a Cernusco… Fose non hai letto bene il post.

      Eugenio 7 anni ago Reply


  • Il post l’ho letto bene, ma alora perchè non rivolgi la domanda anche ai tuoi colleghi sindaci, i particolare al collega del paese in cui abita il bimbo ? Perchè nel paese di Leo non fanno come a Cernusco dove i soldi li trovano ? Io infatti rivolgo la mia domanda ai sindaci in generale, come tu la rivolgi ai parlamentari. Strumentalizzare una giusta misura di contenimento fiscale (la scomparsa dell’imu) mi sembra folle in questo momento. Se poi sei riuscito anche ad aumentare i fondi per i disabili ti dico bravo, ma ti chiedo anche perchè i tuoi colleghi non lo fanno ? e perchè, se siete riusciti oggi, non lo avete fatto prima ?

    paolo 7 anni ago Reply


  • @paolo L’IMU è stata tolta per motivi elettorali, è stata una prova di forza del PDL, che ha vinto. Questo è evidente e palese. Non ha nessun beneficio concreto perché l’esborso ci sarà lo stesso per i cittadini, che si chiami service tax o in un altro modo. E anche se ci fosse il risparmio per la famiglia media si tratta di 250-300 euro l’anno (come nel mio caso) e potrò farci un paio di spese di cibo in più, o allungare di 3 giorni le vacanze estive, ma di sicuro non faccio ripartire l’economia.

    In Italia non c’è mai il coraggio di far dare di più a chi ha di più, senza criminalizzare la ricchezza, ma per un semplice discorso di equità. Manca totalmente il senso della comunità e della solidarietà, ognuno per sé, senza capire che se il Paese affonda andiamo a fondo con lui (vedi Argentina e Grecia).

    I comuni e i sindaci hanno i loro difetti e margini di miglioramento ma il governo centrale è davvero l’esempio peggiore, e tra i parlamentari . che dovrebbero essere secondo me scelti tra i cittadini più onesti e più capaci e preparati – emergono sempre più casi di ladroni ignoranti e incapaci che pensano solo al piccolo interesse personale o della propria cerca di amici e clienti.

    E il cittadino, soprattutto quello che è più un difficoltà come nel caso del bimbo Leo e della sua famiglia, rimane schiacciato e abbandonato a se stesso.

    Giorgio 7 anni ago Reply


    • Giorgio,
      capisco perfettamente lo spirito del tuo intervento. Vorrei però farti notare alcune lievi imprecisioni nell’analisi.
      Non credo che quello che manca al popolo greco sia comunità o solidarietà, leggo di centinaia di iniziative per fronteggiare la crisi umanitaria che si vive in quel paese.
      Quello che ha mandato per stracci Argentina e Grecia non è una mancanza di solidarietà, quanto l’aggancio a una moneta troppo forte per le loro economie, dominata da una nazione egemone. Il dolla USA nel caso sudamericano e l’euro di stampo tedesco in quello mediterraneo hanno ridotto questi 2 paesi a delle vere e proprie colonie.
      Per quanto io condivida lo sgomento di fronte all’inadeguatezza di diversi nostri governanti, mi chiedo però se sia ragionevole attendersi da loro miracoli con la spada di Damocle del deficit al 3% sulla testa e la prospettiva di dover ridurre il debito pubblico del 3-4% all’anno per i prossimi 20 anni.
      La direzione in cui stiamo andando porta alla catastrofe, sia che il governo Letta regga sia che crolli e venga sostituito. Sarebbe il caso di rendersene conto prima di sbattere il muso contro un muro.

      Ugo 7 anni ago Reply


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