Su Expo, appalti e affaristi. Dove va la politica.

La cronaca di questi giorni sugli arresti e sulle indagini legati ad Expo 2015 e ai relativi appalti gettano discredito su questo importante appuntamento che fra meno di un anno vedrà protagonista Milano e l’Italia. Ma quanto sta accadendo – e che meritoriamente la Giustizia ha scoperto e messo in luce – non deve far commettere il banale quanto fatale errore di buttar via il bambino con l’acqua sporca.

Expo 2015 è un’occasione straordinaria per il nostro Paese: una vetrina su eccellenze, prodotti e territori; è un’occasione straordinaria per il mondo per mettere a fuoco i temi legati all’alimentazione e all’agricoltura (ricordiamoci sempre che il tema di Expo 2015 è “Nutrire il Pianeta, energia per la vita”). Sprecare questa occasione sarebbe folle. Non possiamo permettercelo; nessuno può permetterselo.

Come ha dichiarato il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, “Expo è un impegno solenne che l’Italia ha preso con il mondo e che va onorato”.

L’evento internazionale che Milano ospiterà – il suo profondo significato e l’importanza dei temi trattati – è molto più importante delle pur rilevanti vicende sulle infrastrutture: lotta alla fame e impegno contro gli sprechi alimentari sono i grandi temi sui quali il Pianeta attende risposte concrete; e Milano, con il suo evento, ha la possibilità di offrire proposte e risposte a questi problemi.

Ha ragione il Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, quando afferma: “Non vanno fermati i lavori dell’Expo; vanno fermati i delinquenti. L’Expo è una grandissima opportunità di lavoro e investimenti per l’Italia” (qui la sua dichiarazione completa).

Nelle vicende giudiziarie di questi giorni ci troviamo di fronte personaggi che hanno fatto il loro tempo nella politica ed anche altrove, ma che hanno mantenuto legami con strutture e responsabili tecnici di alto livello; personaggi che si sono resi responsabili dell’ennesimo attentato alla dignità e alla moralità del nostro Paese. Fatti come questi fanno male a tutti gli italiani onesti, fanno male alla politica, fanno male a quanti hanno passione civile e servono il Paese quotidianamente con correttezza, trasparenza, onesta.

I personaggi coinvolti nella vicenda, alcuni dei quali già protagonisti dell’inchiesta “Mani Pulite” oltre 20 anni fa, sono figure che hanno ormai abbandonato da tempo la politica attiva, ai quali non sono più stati affidati incarichi di governo o di sottogoverno ad alcun livello; le relazioni che hanno coltivato e che hanno saputo mantenere in piedi hanno purtroppo permesso loro di distorcere la corretta esecuzione di alcuni appalti. Sarebbe però un grave errore paragonare queste pur gravi vicende con quelle di Tangentopoli: allora furono protagonisti negativi i vertici del mondo politico e finanziario, le persone che realmente detenevano le “leve del potere” del Paese e delle città; allora il grosso degli illeciti guadagni serviva a finanziare illegalmente i partiti. Oggi ci troviamo di fronte ad un manipolo di potenti decaduti, che malamente hanno cercato di approfittare di importanti investimenti pubblici approfittando delle relazioni costruire nel tempo; oggi la corruzione è fatta a fini personali, non per il partito. Queste persone non hanno agito per conto dei partiti, né ad essi rispondevano. Sia chiaro: fu certamente (e resta) deplorevole la pratica in voga di rubare per il partito; ma certamente è ancora più meschino il chiedere soldi per se stessi. Resta grave che questi soggetti operanti in gruppi di potere autonomi, riescano ad influenzare l’attività politica; questi fatti devono farci riflettere e sono un ulteriore sprone alla politica a tenere alta la guardia, per quanto di propria competenza.

La politica ha responsabilità in tutto questo?

Ritengo che la politica sia in massima parte vittima di questa vicenda: le sue responsabilità sono diverse da quelle che ebbe 20 anni fa.

In particolare credo che il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia abbia dimostrato dal 2011 ad oggi di aver compiuto scelte che hanno bandito il malaffare e gli interessi illeciti. L’Amministrazione Pisapia merita un plauso per le scelte compiute per impedire infiltrazioni mafiose negli appalti di Expo e per le scelte operate in tema di trasparenza.

Il malaffare va certo combattuto ed estirpato: se la guardia non va mai abbassata, bisogna anche saper distinguere tra vittime e colpevoli.

Prendo in prestito le parole di oggi di Pietro Bussolati, Segretario Metropolitano milanese del Partito Democratico, che afferma “Non ci sono stati rapporti anomali tra la dirigenza del Partito Democratico di Milano e gruppi di interesse che hanno condizionato scelte politiche, nomine, attribuzioni di responsabilità, poteri e appalti”. È giusto e doveroso affermare questa estraneità della politica rispetto alle vicende giudiziarie in corso; estraneità  del partito nel quale milito, della sua nuova classe dirigente che oggi ha l’onere delle decisioni, che si è assunta con coraggio la responsabilità di guidare il partito a più livelli ed il Governo per cambiare la Politica ed il Paese: chi insinua dubbi non rende un buon servizio alla Politica, non aiuta l’opinione pubblica a farsi un’idea corretta dei fatti, né aiuta la verità ad emergere, e neppure rende un buon servizio a quanti offrono il proprio onore nel meritare la fiducia dei milanesi e degli italiani tutti.

Anche per queste ragioni mi lasciano perplesso e stupito le parole di Stefano Boeri, che al Corriere della Sera di oggi, in proposito alle lobby affaristiche intorno agli appalti Expo, dichiaraPer questi mondi io costituivo un ostacolo e per questo sono stato fatto fuori dalla partita”. Stimo Stefano Boeri, ma ricordo altre motivazioni che portarono alla “separazione” fra lui e Pisapia.

Oggi più che mai occorre essere uniti nel sostenere che l’evento Expo 2015 va salvaguardato e gestito con il massimo della correttezza e trasparenza: per farlo, dopo le vergognose scoperte giudiziarie di questi giorni, occorre mettere in campo le migliori figure che possano garantire un operato rispettoso delle norme e della legalità perché appalti e cantieri si svolgano senza irregolarità. Il Governo Renzi, con la nomina del magistrato Raffaele Cantone a capo del pool che deve sovrintendere gli appalti, ha compiuto la migliore scelta; questa è la strada giusta.

I lavori proseguano a ritmo serrato, con i necessari controlli sugli affidamenti: fra meno di un anno Expo aprirà i battenti a milioni di visitatori e dobbiamo arrivare preparati.

Sottoscrivo le parole del Ministro Maurizio Martina, che ha la delega sull’Esposizione Universale: “Expo ora diventa la metafora concreta del cambiamento necessario nel Paese”. Adesso, fatta pulizia, cambiamo marcia e vinciamo questa sfida!

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Eugenio

10 Comments

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  • Scusa Eugenio, ma mi sfugge davvero la logica di questo intervento.
    Detto che concordo col fatto che l’Expo sia un’occasione che non va buttata, che non si può rinunciare a organizzare cose in Italia per la paura della corruzione, ecc; mi sfugge completamente la tua disamina sull’eventuale responsabilità dei politici.
    Non riesco proprio a capire perchè, a fronte di una classe politica “condannata” per mani pulite, eventuali episodi analoghi odierni (su cui va comunque ancora fatta luce) NON implicherebbero una condanna dei politici di oggi, ma di eventuali altri personaggi, da loro slegati.
    Ma scusa, chi avrebbe dato, nel caso, il potere a questi personaggi? Come è possibile che un appalto pubblico sia stato condizionato da episodi di corruzione senza che alcun politico sia stato corrotto o almeno raggirato?
    La classe politica attuale (PD compreso) non può sperare di lavarsi le mani da eventuali episodi corruttivi scaricandone le responsabilità sempre sui vecchi politici.
    Abbiamo un commissario unico per Expo, abbiamo perso anni di tempo per l’inizio dei lavori a causa delle complicate procedure anticorruzione e antimafia, ed oggi ci troviamo in questa situazione. Perchè il commissario unico sarebbe completamente estraneo e non gli viene chiesto conto di quanto accaduto? E’ da circa un anno che è commissario unico, cosa ha fatto per evitare risvolti come questo? Non sapeva nulla?
    E perchè chi l’ha scelto (Letta) e chi ne ha benedetto la nomina (Pisapia) non dovrebbero essere parte responsabile di quanto accaduto?
    Il da te citato Maurizio Martina era sottosegretario all’expo già un anno fa. Con che faccia può oggi proporsi come “il cambiamento”?
    Mi dispiace, ma è troppo comodo oggi cercare capri espiatori, scaricare su di loro le colpe e dire “ma adesso arriviamo noi e cambia tutto, abbiate fiducia”.
    Il PD fa parte di questa classe politica che ha organizzato, o più precisamente avrebbe dovuto organizzare, Expo 2015.
    Se ne prenda le relative responsabilità.

    Ugo 7 anni ago Reply


  • I lavori di Expo non vanno assolutamente fermati, non possiamo permetterci di fare altre figuracce in Europa e nel Mondo!!!!Quella di Expo è forse l’ultima possibilità per riscattarci agli occhi di tutti e ce la dobbiamo fare!

    Silvana Corio 7 anni ago Reply


  • Concordo con l’importanza, la sfida e l’opportunità dell’Expo per Milano. E’ un’occasione unica che abbiamo e dobbiamo sfruttarla al meglio.
    Dissento invece sull’analisi della corruzione. Milano dopo tangentopoli non è riuscita a creare gli anticorpi. La classe politica Milanese non è stata in grado di isolare ed espellere coloro che intendono la politica quale strumento per raggiungere i propri obiettivi, salvaguardando coloro che interpretano la politica quale strumento per migliorare la vita di tutti. Formigoni & c. rappresentano un esempio che, spero, un giorno si studierà sui “banchi di scuola”. Ma anche il centrosinistra ha i suoi esempi. Partendo da Penati, passando da Concas ed arrivando a Greganti per citare solo alcuni di quelli scoperti dalla magistratura. Ma proprio qui sta il problema, se la classe politica non è in grado, a prescindere dalla magistratura, di effettuare la selezione dei propri soggetti la corruzione rimarra sempre e in proporzioni notevoli. Spesso, nelle discussioni tra addetti ai lavori si esprimono perplessità sul comportamento di un politico o di un altro, ma tutto si ferma li. Si aspetta sempre che sia la Magistratura a “togliere le castagne dal fuoco”. E’ sbagliato. La classe politica inizi a fare scelte anche al proprio interno avendo come guida l’etica ed il paese, col tempo, riuscirà ad essere governato meglio.

    Costantino 7 anni ago Reply


  • A Ugo.
    Perchè mai si devono automaticamente collegare le forze politiche a malfattori?
    I politici non hanno alcun mezzo diretto per determinare le scelte degli appalti.
    Possono essere in combutta con i tecnici che devono fare le scelte, ma questo finora non è proprio emerso: ad oggi si sa di intrallazzi per orientare i tecnici a fronte di prospettive di carriera.
    I soldi sono passati da ditte a mezzani.
    Non è mica come con Craxi e DC che i mezzani passavano i soldi ai partiti, almeno fino adesso.
    Mi sembrano idee da Grillo, lo sfascista, che proposte costruttive non mi pare ne abbia mai fatte e non può neanche farle ignorante come è della realtà sociale del Paese.

    Giancarlo 7 anni ago Reply


    • Giancarlo,
      ma di cosa stiamo parlando, scusa?
      I “tecnici” chi li sceglie? Chi li controlla?
      Piovono dal cielo? Servono alla classe politica per non sporcarsi le mani, come successo con Monti?
      Ho fatto un paio di esempi: Sala, Martina. Chi li ha messi lì? Che responsabilità si sono presi?
      Fatemi capire, abbiamo un commissario unico per l’EXPO e un sottosegretario all’EXPO (scelti dalla classe politica). A cosa servono se, al primo problema, loro se la cavano con un “è stata tradita la nostra fiducia”?
      Lasciamo stare Grillo, che ha i suoi problemi ma che con questa vicenda non mi pare c’entri nulla.
      E non voglio essere sfascista: ho detto e ribadisco che non si può rinunciare a fare appalti pubblici (e non) per paura degli episodi corruttivi.
      Questo però non significa assolvere tutti e andare avanti come nulla fosse.
      Il sindaco di Milano (dal 2011!) Pisapia non può passare per vittima della vicenda, l’EXPO avviene a casa sua, era suo diritto e dovere controllare in che modo gli appalti venivano assegnati.
      E’ stato solo ingannato o tradito? Può essere, per carità. Ma questo non ne fa una vittima. Ne fa prima di tutto un amministratore che ha mal gestito una situazione, avendo riposto la sua fiducia nelle persone sbagliate.
      Mi permetto una domanda: poniamo (per assurdo, chiariamo!) che ci sia un appalto pubblico a Cernusco per, diciamo, la ristrutturazione di una biblioteca/una piazza/ecc. Supponiamo che emerga che l’appalto venga assegnato tramite “ammorbidimento” dei tecnici incaricati. Qualcuno pensa forse che il sindaco potrebbe lavarsi le mani della vicenda e farsi passare per vittima?

      Ugo 7 anni ago Reply


  • Gentile Sig. Sindaco,
    concordo con i sigg.ri Ugo e Costantino.
    La corruzione di quelli che Lei indica come “manipolo di potenti decaduti” sembra invece essere stato il modus operandi del più famoso appalto infrastrutturale d’Italia e (speriamo che le indagini lo smentiscano) degli appalti di fornitura dei servizi di alcune ASL Lombarde…
    Una infliltrazione così incisiva nelle infrastrutture e nella Sanità non può essere messa in atto se non con l’appoggio (magari solo “silenzio connivente”) della classe politica dirigente, comunale, provinciale, regionale.
    Forse la vera domanda che possiamo porci è “perchè proprio ora” vengano fuori questi scandali… forse solo ora quel sistema ha perso l’appoggio politico connivente che lo teneva al riparo dal vento.
    E forse questo è un segno di cambiamento.

    Paolo 7 anni ago Reply


  • Un’iniezione di ottimismo? Mi associo alla buona volonta’ ma ahime’ incrocio le dita che non esca altro. Lei mette un debole lenzuolo sopra una voragine su cui solo la magistratura sara’ in grado di stabilire vittime e colpevoli. Guardiamo avanti, cerchiamo di svoltare ma teniamo un faro puntato sulle indagini e sugli approfondimenti che seguiranno. La storia deve insegnare a guardare il futuro per costruirlo migliore e questa e’ l’ennesima pagina brutta che non va nascosta ma compresa ed evitata.

    Matteo 7 anni ago Reply


  • Gentile Sindaco Comencini io la stimo molto, e concordo che il nostro caro Matteo Renzi sta facendo l’impossibile per salvare questo Paese ma chiaro a tutti che il pd gli gioca contro perche??? La maggior parte e collusa, e vuole proteggere questa banda di ladri, legalizzata dalla politica stessa a condurre i giochi,altrimenti chi è il capo risponde delle sue responsabilità e paga. Ma si può che tutti patteggiano e non c’è mai un colpevole. Si tengono tutti i loro beni è noi cittadini paghiamo e ora di finirla, abbiamo un grande come Matteo dobbiamo seguire la sua linea e non fargli la guerra,sosteniamolo e preghiamo per lui per questa responsabilità che si è preso è un Grande che vuole il cambiamento allora il partito i circoli facciano qualcosa qui a milano la maggior parte dei circoli e il sindacato e contro di lui non vogliono il cambiamento ma ormai nessuno lo può fermare grazie e a presto.

    angelo 7 anni ago Reply


  • Per fortuna che c’e’ Renzi!! Salvare EXPO si puo. Ma deve essere una EXPO condivisa che counvolga cittadini associazioni ed Imprese del territorio. Non e una Fiera. Deve essete un evento che lascia i suoi frutti in termini di sviluppo sostenibilita cultura e condivisione della conoscenza. Scusate la citazione personale. Mi sono occupato di EXPO SHANGHAI E VARI EVENTI CULTURALI. Ho provato a mettete a disposizione le mie esperienze. Nessuno mi ha mai risposto. Si dice che ci vuole lo sponsor politico….ah be…con Renzi son sicuro che non sara cosi…

    riccardo hofmann 7 anni ago Reply


  • L’EXPO deve andare avanti però Questo governo deve dare la svolta nel senso che spiegarci come fa Greganti ad avere ancora influenza agli alti livelli del partito anche di area Renziana (come Chiamparino) inoltre se spera che qualcuno investa ancora in Italia DEVE MANTENERE I PATTI E NON FARE PORVVEDIMENTI RETROATTIVI FORTEMENTE PENALIZZANTI CHE CHI HA INVESTITO

    Gerardo 7 anni ago Reply


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