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Echissenefrega! (Boschi, banche, media e verità)

La vicenda Boschi sulle banche sta assumendo sempre più i contorni di una assurda tragicommedia, con risvolti preoccupanti. E questo giudizio non è legato all’interessamento di Maria Elena Boschi alla crisi bancaria, ma all’atteggiamento meschino e violento dei media, che hanno evidentemente altri intenti.

Alzi la mano quel Sindaco o Amministratore locale che non metterebbe la testa su una vicenda critica che riguarda un’importante (o anche non rilevante) azienda del proprio territorio, che mette a rischio solidità e caratterizzazione del sistema economico locale, che coinvolge il futuro di molti lavoratori. Alzi la mano quel Sindaco o quell’Amministratore locale che non se ne occuperebbe perché suo padre, o suo fratello, o sua cognata, o la cugina di sua moglie, vi lavorano e agli occhi dei ben pensanti ci sarebbe confitto di interesse. Alzi la mano quel cittadino o quel lavoratore che non manderebbe a quel paese il proprio Sindaco o Amministratore locale se, potendo interessarsi ad una vicenda critica come quella sopra ipotizzata, non se ne occupasse per non essere sfiorato dalle paranoie politiciste sul conflitto di interessi.

Ecco, la vicenda Boschi sta tutta qui: si accusa una persona che per il rilevante ruolo ricoperto si è preoccupata di un’importante realtà del proprio territorio; posso immaginare che sia stata sollecitata dal Sindaco, da Amministratori locali, da lavoratori, da cittadini inquieti per la situazione. Un politico si preoccupa della propria gente e delle difficoltà che vive. Lo fa con correttezza, senza mettere in difficoltà chi deve decidere. Un politico che non facesse queste cose potrebbe anche stare a casa e occuparsi d’altro.

Che poi, l’interessamento della Boschi cosa ha comportato? Pressioni? Nulla. La banca dove suo padre per 8 mesi – otto miseri mesi, nei quali ti assumi le responsabilità delle scelte degli altri, senza poter avere un reale ruolo incisivo – è stata comunque commissariata (con decisione del Consiglio dei Ministri, del quale la Boschi faceva parte), le scelte sulla crisi di Banca Etruria sono state prese in autonomia da altri soggetti a prescindere da quelli che potevano essere i migliori desiderata di Arezzo e della Boschi. In tutto ciò, comunque, il padre dell’ex Ministro non è neppure stato rinviato a giudizio: ma su questo la stampa e i media – e tanto meno gli oppositori politici – non hanno usato gli stessi litri di inchiostro impegnati quando anche il signor Boschi ricevette l’avviso di garanzia.

Quindi: dove il suo potere avrebbe inciso sulle decisioni altrui? Niente. Quali sarebbero le gravi responsabilità della Boschi? Quali colpe avrebbe? Nessuna. Se non quella di essere uno dei nomi di punta di Matteo Renzi, al quale tutti ora stanno facendo la guerra. Colpire la Boschi per colpire Renzi.

E chissenefrega di approfondire e parlare della montagna di miliardi di euro bruciati da banche che hanno fatto seri danni al sistema, hanno costretto lo Stato a tornare ad essere banchiere impegnando altrettante montagne di miliardi di euro, in  banche dove sedevano amici e compagni di altri politici. E chissenefrega se sia stato proprio il Governo guidato da Matteo Renzi, con Ministro Maria Elena Boschi, ad aver varato una riforma delle Banche Popolari (e delle Banche di Credito Cooperativo) che oggi impedisce i giochetti politici che portavano gli amici degli amici a guidare gli istituti di credito di media dimensione territoriale. Chissenefrega di tutto ciò. L’importante è dare addosso alla Boschi. Per colpire Renzi.

Chissenefrega di dove sta la verità e il buon senso: si continui a chiedere le dimissioni della Boschi.

Questa tragicommedia, in verità, evidenzia ancora una volta l’incapacità di una larga fetta del sistema di informazione di approfondire le questioni e raccontare la verità. Con la neanche tanto nascosta volontà di sostituirsi alla politica. Dovremmo preoccuparcene tutti, perché un sistema dell’informazioni che deforma la realtà è un problema per una sana democrazia. Ma per ora va bene a tutti dare addosso alla Boschi… E chissenefrega della democrazia.

 

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Eugenio

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