A proposito dell’imminente Decreto per pagare i debiti della Pubblica Amministrazione verso le aziende

Dalla lettura dei giornali di questa mattina vengo colto dal sospetto che sul rimborso dei debiti della Pubblica Amministrazione alle imprese ci sia la fregatura dietro l’angolo. Per i Comuni. È vero che non c’è ancora il testo del Decreto, ma le informazioni che circolano sui giornali non mi fanno essere ottimista…

Se per i Comuni venissero liberate (solo) risorse pari al 3% dei residui passivi, per il nostro Comune significherebbe liberare pagamenti per circa 600.000 euro su 20 milioni. Una barzelletta… Ricordo che i Comuni italiani nel loro complesso hanno arretrati pagamenti per circa 9 miliardi di euro sui 90 miliardi complessivi di debiti stimati dello Stato. In molti casi – come per il nostro Comune – i soldi sono già in cassa, ma non possono essere spesi per le note limitazioni dettate dal Patto di Stabilità Interno.

Inoltre, se venissero considerati i debiti maturati al 31.12.2012 e non anche quelli che andranno a maturazione in questo anno per via della temporizzazione degli Stati Avanzamenti Lavori delle opere in corso, si commetterebbe il grave errore di trattare in maniera diversificata i pagamenti rateizzati per le medesime opere. E cosa facciamo: paghiamo gli arretrati 2012 e non paghiamo le quote 2013 con il rischio evidente di lasciare le opere a metà?

Infine – questione capitale –, se non si rimette in discussione l’attuale costruzione del Patto di Stabilità Interno, profondamente penalizzante per gli Enti Locali e – in ultima istanza – per il sistema imprenditoriale del Paese, non cambierà nulla: di qui a breve saremo punto e a capo, con l’impossibilità di effettuare investimenti che permettano all’economia di muoversi e quindi di consentire all’Italia di uscire da questa crisi in maniera più rapida. Ed ovviamente, senza poter fare investimenti, i Sindaci non possono certo dare risposte adeguate ai propri cittadini. Vale la pena ricordare che non poter fare adeguati investimenti, anche quando le risorse sono disponibili, significa pure non poter fare adeguate manutenzioni del patrimonio esistente: il che vuol dire mandare in malora quanto già abbiamo. Con le conseguenze e gli effetti che si possono immaginare. Parlo di strade, marciapiedi, ponti, piste ciclabili, parchi giochi, ecc. Mica di cattedrali nel deserto.

Se chi governa il Paese (e l’Europa) non comprende e accetta che il vecchio sistema keynesiano resta l’unico valido per far ripartire un sistema economico in crisi (aumento degli investimenti pubblici), tra poco andremo a sbattere. E non vorrei che allora sia troppo tardi per cambiare marcia.

Chi sta in Parlamento a Roma è pregato di vigilare sulle proposte del Governo e, se necessario, apportare le necessarie modifiche correttive migliorative.

 

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Eugenio

1 Comment

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  • Ma Eugenio,
    ma magari il governo applicasse le teorie keynesiane!
    Invece, credo tu lo sappia bene, Monti (tuttora in carica, ricordiamocelo) è un neoliberista, uno di quelli dell’austerità espansiva in tempo di recessione. Una bestialità del genere fa rivoltare nella tomba il povero J.M. Keynes.
    Non solo questi pagamenti (nel mio precedente commento già avevo detto “vediamo”) evidenziano i limiti detti da te, ma oggi il “Sole” ipotizza che saranno finanziati… con l’aumento dell’IRPEF per i contribuenti! Ma che bellezza! Dò ossigeno da una parte e lo tolgo dall’altra. Questo NON è un intervento keynesiano.
    Ma stiamo qui a parlare di facezie, quello che blocca tutto sono gli assurdi vincoli europei imposti dalla Germania ai paesi debitori come il nostro.
    Sono stufo di sentire gli amministratori che si lamentano del patto di stabilità ma non ne mettono in discussione l’origine.
    Sono stufo di confindustria che vuole un “cambio di passo” ma quando si mette in discussione l’euro inizia a fare terrorismo disinformando.
    Fichè la Germani ae la BCE comandano, scordiamoci le politiche espansive che stanno faticosamente risollevando USA e Giappone.
    In tutto il mondo ormai si dibatte del FALLIMENTO della moneta unica e si discute di cosa fare per MINIMIZZARE IL DANNO.
    Possiamo aprire anche in Italia un dibattito serio sull’argomento (che è L’Argomento per eccellenza oggi in Europa), oppure questa è una vacca sacra e intoccabile e ce la terremo anche a costo di far morire di fame mezzo continente?

    Ugo 8 anni ago Reply


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