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Lo strano caso dei punti nascita e del ruolo dei sindacati confederali…


Dopo oltre una settimana da che è scoppiato il caso della chiusura del punto nascita di Cernusco e del suo accorpamento con quello di Melzo vi sono elementi che rendono davvero incredibile questa vicenda…

Ho contattato diversi soggetti per raccogliere ulteriori elementi e al tempo stesso altre persone mi hanno cercato per condividere analisi e azioni da intraprendere. Si sono fatti vivi con me lavoratori, rappresentanti sindacali autonomi, cittadini, altri sindaci, personale politico…

Stranamente, in questa settimana, gli unici che non si sono fatti vivi sono stati i rappresentanti sindacali confederali, quelli di CGIL, CISL e UIL.

“Che strano” – mi sono detto – “Possibile che i confederali non si facciano vivi? Possibile che non si preoccupino della situazione di Cernusco?”. Davvero strano…

Attivo qualche contatto per capire se ci sono, se possono occuparsi della vicenda e cerco di capire se i confederali sono ancora esistenti o se ormai Renzi li ha ammazzati tutti…

Beh, sì, sono ancora vivi e sono attivissimi, anche se a Cernusco non parrebbe; sono (e sono stati) più vivi e attivi a Melzo. Scopro infatti una cosa da non credere: un alto ed autorevole rappresentante della troika sindacale riferisce ad un componente dell’Amministrazione che i confederali sapevano già da due anni dell’intenzione di chiudere Cernusco e andare a Melzo!!!

I sindacati?! Ma cosa c’entrano i sindacati confederali con questa decisione?!

Vuoi vedere che nessuno dei rappresentanti sindacali confederali sono lavoratori a Cernusco? Ma no! O sarà mica che ci sono in giro vecchi dirigenti dell’ASL che ora fanno i rappresentanti sindacali pensionati e stanno a Melzo? Ma no!

Possibile che i sindacati confederali si preoccupino quando c’è in ballo la mobilità di uno o due lavoratori e si disinteressino completamente di una vicenda che vede coinvolti circa 50 lavoratori?!

Viene fuori che a coltivare l’orto qualche frutto salta sempre fuori: e così, le frequentazioni dei confederali con i piani alti dell’ASL possono portare a decisioni che i Sindaci e gli organi competenti immaginavano e conoscevano come differenti.

Poi, se a tutto ciò ci metti che vi sono partiti che non hanno una visione politica d’insieme e vivono per sentire suonare le campane del proprio campanile, ecco: puoi spiegarti come siano andate le cose che hanno portato alle decisioni regionali.

Possibile?

Mah…

Di fatto i sindacali confederali non si sono fatti vivi. Né con me né con i lavoratori.

 

Questa scelta a favore di Melzo è sensata e lungimirante?

Io credo proprio di no.

E non solo perché l’ospedale Uboldo supera la soglia dei 500 parti l’anno mentre l’Ospedale Santa Maria delle Stelle no. Ma anche perché il prossimo “gradino” da superare sarà la soglia dei 1.000 parti l’anno. Ed è davvero difficile pensare che Melzo possa assorbire buona parte delle nascite del distretto di Cernusco, certamente più attratto da vicini e ben strutturati reparti maternità di importanti ospedali. Forse neppure Cernusco riuscirebbe a raggiungere i 1.000 parti l’anno. Forse. Ma certamente l’impresa sarebbe meno difficile per Cernusco, che parte da una soglia di 605 parti medi l’anno dell’ultimo triennio contro i 457 di Melzo. Se Melzo (o Cernusco) non raggiungesse la prossima soglia di 1.000 parti l’anno, vedrà chiudere il punto nascite, che sarà accorpato con quello di Vizzolo Predabissi che già oggi raggiunge i 772 parti annui. Così il territorio della Martesana sarà definitivamente privato della presenza di un ospedale pubblico ove poter partorire.

Ma i sindacati confederali questa visione di più lungo periodo l’avranno fatta? O hanno fatto solo ragionamenti di bassa lega?

 

PS: Per sabato 18 ottobre operatori dell’Uboldo e neo mamme hanno organizzato in maniera spontanea una iniziativa per esprimere contrarietà alla decisione regionale: il ritrovo in piazza Gavazzi per le ore 10.30. Parteciperò anche io all’iniziativa di sabato, in rappresentanza della città intera: ma sarà bello e utile se saremo in molti ad esprimere il nostro dissenso verso la decisione e la nostra solidarietà a quanti operano con professionalità e passione all’Uboldo per far nascere nuovi bimbi e prestare loro e alle mamme le prime cure. Siete tutti invitati a partecipare!

 

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Eugenio

6 Comments

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  • Element are Watson. Per evitare la chiusura di melzo si accorpa Cernusco e poi si vedrà. Ci sono chiari interessi di parte. Qualche indagine magari no?

    antonio 6 anni ago Reply


    • Davvero desolante.
      Ho 3 figli, tutti nati all’ospedale di Cernusco.
      Sono anche un lavoratore dipendente, che ha avuto diversi contatti con le sigle sindacali.
      Ringrazio tutto il personale del reparto maternità di Cernusco, per aver svolto con professionalità il proprio lavoro.
      Non posso invece evitare di constatare che i sindacati hanno perso ogni collegamento coi lavoratori, e che oggi sono uno specchietto per le allodole che NON serve più per difenderne i diritti. Tutt’al più vengono usati per mantenere una parvenza di rappresentanza.
      E questo rende la loro colpa ancor più grave.

      Ugo 6 anni ago Reply


  • Va bene razionalizzate ma… sotto i 1000 parti un Ospedale non può avere un punto nascite, anche se serve un territorio vasto?! Ma che criteri sono?

    Giorgio 6 anni ago Reply


  • Scusami Eugenio,
    una domanda senza alcuno spirito polemico.Mi sembra strano che solo i sindacati fossero a conoscenza della vicenda da due anni e nessun altro.Possibile che nessuno dei tuoi contatti avesse mai avuto anche un minimo sentore di questa possibilità tramite voci di corridoio e quindi avvisare per tempo?Se fosse così propongo di assumere questi sindacati ai servizi segreti

    Bida 6 anni ago Reply


    • Le informazioni che io e molti altri avevamo erano opposte a quanto accaduto… Certo: sapevamo che da Melzo si “lottava”, ma il valore delle norme e dei numeri non pareva proprio che sarebbe stato rovesciato. Quando le norme “ti coprono” e sono “dalla tua parte” non ci dovrebbe essere motivo né di preoccuparsi né di sbattersi…

      Eugenio 6 anni ago Reply


      • Purtroppo in Italia invece non va così.. chi urla più forte e chi “unge” di più ribalta i numeri e i parametri 🙁 Prevenire sarebbe stato meglio che curare ma ora non bisogna arrendersi a questa scelta sbagliata e dannosa per i cittadini di tutta la zone. Impediamo che vada in porto.

        Giorgio 6 anni ago


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