speranza

Bilanci e attese a cavallo d’anno, per un 2016 migliore per tutti

L’anno che si chiude è stato complesso sotto molti aspetti: durante il 2015 la nostra vita ordinaria è stata più volte colpita da notizie ed immagini drammatiche e sconvolgenti proveniente da un quadro internazionale sempre più instabile, dovuto agli attentati terroristici che hanno colpito Parigi, il Medio Oriente e l’Africa, dovuto alla guerra fra Ucraina e Russia, dovuto alle ondate migratorie provenienti da Paesi sconvolti dalle guerre e dalle carestie.

Famiglie, imprese e Comuni si sono rimboccati come sempre le maniche, pure in un contesto fosco.

Nonostante le tensioni e

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Buon 2015, anno di speranze!

Si apre un anno nuovo e tutti ci aspettiamo che possa essere migliore di quello che ci siamo appena lasciati alle spalle.

Spesso, nel tentativo di esorcizzare le criticità – tante anche nel 2014 – ci dimentichiamo che l’anno nuovo è sempre figlio di quello vecchio: il 31 dicembre non cancella i 365 giorni precedenti ed il 1° gennaio eredita le nostre aspettative e i nostri stati d’animo, figli anch’essi di quanto abbiamo vissuto e di come (soprattutto di come) ci poniamo di fronte agli eventi.

Appare quindi evidente che se l’anno appena chiuso

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Auguri per un 2014 di impegno per tutti!

Auguri a tutti!

Come ogni anno, anche quest’anno, ascolterò le parole del Presidente della Repubblica: domani saranno 65 anni che la nostra Costituzione regola la vita democratica del Paese e solo il nostro impegno personale può consentire ad essa di continuare a vivere e garantire maggiore giustizia sociale, più legalità, la necessaria equità; solo il nostro impegno personale può consentire di vedere realizzati quei necessari cambiamenti che permetteranno all’Italia di uscire da una crisi senza precedenti.

Il prossimo anno sarà un anno importante: se non si realizzeranno celermente le riforme che il Paese attende (creare occupazione e far crescere il PIL, abbassare il carico fiscale e riorganizzare la spesa pubblica

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Ci rialzeremo, insieme!

Ieri mattina scrivevo sulla mia bacheca Facebook:

“La politica è un po’ come la vita; ci sono giornate (e periodi) bui e tempestosi e poi, d’improvviso, il giorno dopo soffia un vento che fa tornare il sereno. A volte spunta pure l’arcobaleno, segno di speranza. :-)”

Le cose nella giornata sono andate in maniera profondamente e drammaticamente diversa. Altro che arcobaleno… Non c’è dubbio che il PD abbia toccato il punto più basso e vergognoso della sua pur breve storia; non c’è dubbio che le istituzione del Paese siano state follemente sottoposte ad uno stress insensato; non c’è dubbio che si siano dati ai cittadini altri velenosi argomenti e ragioni per allontanarsi ancora di più dalla politica. Ce n’è abbastanza per dover chiedere scusa agli italiani.

Io però continuo a pensare

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Auguri ai nuovi parlamentari

Auguri di buon lavoro a tutti i parlamentari: l’Italia ha bisogno del vostro appassionato e determinato impegno!

Sappiamo tutti che l’esito delle elezioni non agevola il vostro compito, ma a maggior ragione c’è bisogno di attestare al Paese la volontà e la capacità di rispondere alle istanze che da troppo tempo non trovano adeguate risposte.

Non sentitevi (e non chiudetevi) isolati nel Palazzo: fuori c’è un popolo che necessita di un dialogo costante e che non ne può più di non comprendere ciò che accade.

Conosco diversi Deputati e Senatori eletti – di più schieramenti – e so che ci sono le qualità umane e politiche per

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Quando si è padri…

Fiaccolata 19 maggio 2012 a Cernusco per Melissa e per Brindisi

Fiaccolata 19 maggio 2012 a Cernusco per Melissa e per BrindisiAlla fine di questa giornata dove la politica l’ha fatta da padrona, con tanti risultati sui ballottaggi in molte città, mi restano 2 immagini – molto diverse dagli esiti elettorali – da tenere sul cuore: un padre che a Brindisi piange sulla bara bianca della

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Le domande di Alice e il senso civico che non c’è (quasi) più

Sul Corriere della Sera di oggi un’interessante riflessione sulla società italiana di oggi, o meglio, sugli italiani di oggi; sulle domande che si fanno le persone che ancora credono al civismo, che pensano che il senso civico sia ancora un valore, che credono che non ci si debba cannibalizzare “per ottenere un posticino al sole”. Persone che a volte si chiedono se valga la pena vivere in modo corretto.

Domande che anche io mi sono posto più volte; da tre anni anche nella veste di Sindaco. Il ruolo che ricopro mi fa ancora più mettere a fuoco l’attenzione verso il non rispetto delle regole da parte di tante persone, verso la ricerca di scorciatoie da parte dei più furbi, verso il bieco tentativo di alcuni di dileggiare chi si

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