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IMU: corriamo grandi rischi

Sulla questione IMU ho già espresso su questo blog le mie preoccupazioni.

In questi giorni mi è stato chiesto da più parti di intervenire nuovamente per rappresentare i rischi che corrono i Comuni – e quindi i cittadini – se l’operazione di sospensione del pagamento della rata di giugno dell’IMU sulla prima casa verrà portata in porto come viene detto e nelle modalità che vengono vociferate.

Al link trovate il pezzo che ho scritto per ArcipelagoMilano.org (seguitissimo settimanale milanese online di politica e cultura, diretto da Luca Beltrami Gadola) dal titolo “IMU: mettere i cittadini contro la loro città“, mentre qui sotto riporto il pezzo scritto per la newsletter in PDF “Il Sicomoro” (curata da Paolo Danuvola) dal titolo “Meno IMU o più servizi?“:

Il Premier Letta nel suo discorso per la fiducia alla Camera ha pronunciato parole preoccupanti per i Sindaci: “bisogna superare l’attuale sistema di tassazione della prima casa: intanto con lo stop ai pagamenti di giugno”.

Sia chiaro: i Sindaci sono d’accordo con quanto sostenuto da Letta e cioè che sull’IMU sia necessario “dare il tempo a Governo e Parlamento di elaborare insieme e applicare rapidamente una riforma complessiva che dia ossigeno alle famiglie, soprattutto quelle meno abbienti”. Ma proprio per questa ragione non si comprende la fretta di dover annunciare una decisione che rischia di creare grandi difficoltà all’azione dei Comuni (in aggiunta a quelle già subite).

Infatti, se non entrasse nelle casse dei Comuni la rata di giugno dell’IMU sulla prima casa e non ci fosse certezza di risorse alternative, i bilanci comunali sarebbero in sofferenza e si dovrebbero tagliare i servizi.

I Comuni stanno faticosamente elaborando i loro bilanci e chi l’ha già fatto ha spesso deciso – a malincuore – di innalzare le aliquote dell’IMU per quadrare i conti. Affinché il Governo attui il proponimento annunciato da Letta in Parlamento, o trova risorse alternative all’imposta sulla prima casa o i Sindaci non saranno più in grado di garantire i servizi.

Nel caso in cui il Governo trovasse risorse aggiuntive a quelle generate dal pagamento della rata di giungo dell’IMU sulla prima casa, si porrebbe un altro quesito: quali risorse verrebbero assegnate ai Comuni in alternativa all’incasso di giungo? Quelle calcolate sulla base dell’aliquota minima decisa lo scorso anno dallo Stato? O quelle pari agli aumenti decisi da numerosi Comuni per far fronte alle proprie esigenze? Già, perché sono tantissimi i Comuni italiani che hanno deciso, lo scorso anno o quest’anno, di aumentare l’aliquota IMU prima casa per far fronte alle necessità di bilancio e non dover tagliare i servizi. I bilanci di questi Comuni stanno in piedi grazie a quelle risorse aggiuntive; se queste mancassero sarebbero inevitabili pensanti tagli ai servizi.

Lo Stato, qualora decidesse di eliminare l’IMU sulla prima casa, potrebbe scegliere due strade per non mettere in crisi i Comuni: sostituire quelle risorse con trasferimenti statali oppure dare vita ad una nuova imposta che generi pari gettito. Ma se si tornasse ai trasferimenti statali (dopo che dal 2013 questi sono stati completamente eliminati) lo Stato dovrebbe cercare risorse da garantire non una tantum nel 2013, bensì ogni singolo anno. E se lo Stato decidesse invece di dar vita ad un nuovo tributo (legato agli immobili o ad altro), la scelta apparirebbe come una grossa presa in giro, poiché alla fine, dopo molto rumore, per i cittadini con cambierebbe nulla, se non il nome della tassa da pagare.

Chi fa l’Amministratore locale ha (purtroppo) spesso l’evidenza che chi redige le norme (e chi le vota) non si renda conto di quali reali effetti esse generino e di quale dispendio di energie e risorse – economiche e non – comporti il continuo susseguirsi di cambi nelle norme e nelle strategie (4 cambi di norme sull’IMU in 2 anni). Ora Governo e maggioranza si fermino, perché serve un po’ di serietà e responsabilità; serve il tempo di elaborare una proposta meditata. La presenza di Graziano Delrio nel Governo è per noi Sindaci la garanzia che non si compiano più gli errori del passato: sono certo che il Ministro degli Affari Regionali non potrà avallare norme e scelte che vadano a detrimento del sistema dei Comuni e in ultima istanza degli interessi dei cittadini.

 

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Eugenio

4 Comments

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  • Ma perchè, qualcuno pensa che scaricare i problemi sui comuni sia un fatto casuale?
    A parte il fatto che è comodo per chi sta a Roma, questo stato delle cose è figlio di precise direttive.
    Leggiamo, leggiamo cosa consiglia la Deutsche Bank in un bellissimo rapporto sul “potenziale delle privatizzazioni”, viste come salvifiche, in riferimento al nostro paese:

    http://www.dbresearch.com/PROD/DBR_INTERNET_EN-PROD/PROD0000000000281545/Revenue,+competition,+growth%3A+Potential+for+privatisation+in+the+euro+area.pdf

    “Italia
    …Inoltre, fino ad ora le privatizzazioni non hanno raggiunto le imprese a livello comunale…
    L’OCSE ha consigliato ulteriori privatizzazioni…in particolare nel settore dell’approvvigionamento idrico…tuttavia bisogna affrontare l’ostacolo referendum. ”

    Capito? Mettere in difficoltà i comuni e costringerli a privatizzare (qualcuno ha detto farmacie comunali?) è una STRATEGIA, portata avanti a livello europeo e ideata dalla Deutsche Bank. Certo, ci sono ostacoli, tipo i risultati di un referendum democratico sull’acqua. Ma cos’è la democrazia di fronte a un “ce lo chiede l’Europa”?
    Per cui lasciamo perdere Letta o Berlusconi, che contano poco più del 2 di picche con briscola a cuori, e prendiamocela con chi certe strategie prima le elabora e poi le impone A LIVELLO EUROPEO.

    Ugo 7 anni ago Reply


  • intendi gli euroburocrati filo-guidati dalla finanza ebraica ?

    Il pensiero è grande e complesso ma siamo sulla strada giusta….

    Ma se il pensiero è questo o simile perchè allora tanta ostinata accondiscendenza della sx italiana verso l’europa ? A quando un bel vaffa all’europa e a chi ci ha messo ?

    paolo 7 anni ago Reply


    • Guarda Paolo,
      non c’è bisogno di scomodare pseudo-complotti di qualsivoglia genere.
      Io ho linkato un documento perfettamente disponibile a tutti della DB, che ce lo dice in faccia cosa dobbiamo e non dobbiamo fare.
      Da chi parta il diktat non lo so e in parte nemmeno mi interessa, quel che mi interessa è perchè nessuno difenda l’Italia e la sua possibilità di autodeterminarsi di fronte a certi interventi tedeschi.
      Non ultimo: il ministro tedesco Shauble che minaccia la BCE di non aiutare l’Italia, alla faccia dell'”indipendenza” della banca centrale.
      Indipendente dall’Italia sicuramente, dal governo tedesco molto meno, a quanto pare.
      http://www.forexinfo.it/La-Germania-cerca-di-ostacolare-l

      Ugo 7 anni ago Reply


  • Hai straragione UGO e grazie per il documento interessante. Fa piacere ci sia qualcuno a sinistra disposto a lottare a chiare lettere per l’ITALIA prima che per questa incomprensibile Europa…Ad oggi mi riconoscerai che la sx italiana si è particolarmente distinta per sdraiarsi a tappetino di fronte all’Europa e per attaccare chi internamente, più o meno rozzamente, ha tentato di opporsi allo strapotere tedesco. Inoltre in una guerra (perché di guerra si tratta) occorrerebbe sapere chi spara. Per scoprire il mandante basta seguire l’odore pessimo della globalizzazione …finanziaria

    paolo 7 anni ago Reply


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