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Il Governo c’è. Ora all’opera.

L’Italia ha atteso anche troppo per avere il nuovo Governo. Ora all’opera. L’azione dell’esecutivo la si giudicherà dai fatti, non dai nomi dei Ministri. Auguro al Governo Letta di saper lavorare efficacemente per il bene del Paese, superando ideologie, steccati, incrostazioni.

Mi permetto due sottolineature su due dei nuovi Ministri.

Sono felice per la nomina di Graziano Delrio a Ministro degli Affari Regiobali nel Governo Letta. Sono certo che l’esperienza di Sindaco e di Presidente nazionale dell’ANCI gli permetterà di operare nella direzione che da tempo i Comuni chiedono: ritorno all’autonomia, profonda revisione del patto di stabilità, superamento dei tagli lineari. Il programma di riforma già c’è: è quelli che i Sindaci hanno voluto e condiviso con ANCI, ma che finora è rimasto inascoltato dai Governi succedutisi. Ora – spero in breve tempo – la

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Il Decreto “sblocca debiti” ovvero “salva furbetti”…

Ieri il Ministero dell’Economia ha stanziato i primi 10 miliardi per il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione: 2 miliardi agli Enti Locali, 3 alle Regioni e 5 alla Sanità. 500 milioni aggiuntivi sono destinati ai pagamenti dei debiti fuori bilancio di Polizia di Stato, Giustizia e Amministrazione carceraria. Altri 16 miliardi arriveranno nel 2014.

Tutti questi soldi vanno a quegli Enti che hanno fatto i furbi, che non hanno rispettato le regole ed hanno investito più di quanto potevano, senza avere i soldi per pagare.

Chi invece, come Cernusco (e molti altri Comuni italiani), ha rispettato le regole del Patto di Stabilità – contribuendo al risanamento dei conti pubblici – e non ha investito i soldi a dispozione, continuerà a limitare la propria capacità di investimento. Nonostante circa 20 milioni di

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Come volevasi dimostrare… Niente sbocco del Patto di Stabilità

Qualche giorno fa esprimevo le mie perplessità e preoccupazioni sui contenuti del Decreto “sblocca crediti” che il Governo doveva emanè certamente un’ottima notizia in questo periodo difficile, perché consente di dare ossigeno al sistema imprenditoriale italiano.

Ma i contenuti della norma NON INCIDONO MINIMAMENTE sulla possibilità dei Comuni di far ripartire gli investimenti: i vincoli del Patto di Stabilità Interno restano immutati e ciò impedisce a Sindaci e Comuni di dare risposte adeguate ai cittadini. Fra due mesi saremo nella stesa situazione, non sarà cambiato nulla…

Complimenti a Squinzi e a Confindustria che grazie ad un’ottima campagna mediatica hanno ottenuto una risposta dal Governo ai loro bisogni.

I Comuni invece restano al palo. E con essi le manutenzioni di strade, marciapiedi, ciclabili, scuole, parchi, ecc., e gli investimenti per nuove strutture.

Inoltre i Comuni

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A proposito dell’imminente Decreto per pagare i debiti della Pubblica Amministrazione verso le aziende

Dalla lettura dei giornali di questa mattina vengo colto dal sospetto che sul rimborso dei debiti della Pubblica Amministrazione alle imprese ci sia la fregatura dietro l’angolo. Per i Comuni. È vero che non c’è ancora il testo del Decreto, ma le informazioni che circolano sui giornali non mi fanno essere ottimista…

Se per i Comuni venissero liberate (solo) risorse pari al 3% dei residui passivi, per il nostro Comune significherebbe liberare pagamenti per circa 600.000 euro su 20 milioni. Una barzelletta… Ricordo che i Comuni italiani nel loro complesso hanno arretrati pagamenti per circa 9 miliardi di euro sui 90 miliardi complessivi di debiti stimati dello Stato. In molti casi – come per il nostro Comune – i soldi sono già in cassa, ma non possono essere spesi

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Ma a Roma qualcuno se ne preoccupa?…

I Sindaci e i Comuni saranno in grandissima difficoltà se in Parlamento passerà la proposta formulata dal Governo per la quale si introduce l’obbligo per la Pubblica Amministrazione di effettuare pagamenti entro 60 giorni: se non verrà parallelamente modificato il Patto di Stabilità (e ciò oggi non è previsto…) le due norme sono in palese e grave conflitto.

Ciò significa che – per un Comune come il nostro che ha le risorse e la liquidità necessaria per saldare tutti i suoi debiti e tutte le fatture anche domani mattina – o si sfonda il Patto di Stabilità (con tutte le conseguenze negative che ricadrebbero sulla comunità) o si disattende la nuova norme (con le sanzioni anche personali che ne derivano).

Insomma: un non-senso che dire che preoccupa è dire poco!

Ma qualcuno a

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La crisi e le pensioni: serve più coraggio

Open Spending analizza la spesa pubblica dei Governi del mondo, mettendo a disposizione i dati per tutti i cittadini: un modo per conoscere con trasparenza ed esattezza come vengono impegnati i soldi pagati in tasse e imposte.

In questa interessante analisi degli esperti del portale sono raccolti i dati della spesa pubblica italiana tra il 1996 e il 2008 (cliccando sui rettangoli è possibile visualizzare il dettaglio regionale): e analizzando questi dati appare di tutta evidenza la mole enorme di risorse utilizzate per le pensioni. Nella crisi nera nella quale l’Italia si trova a causa dei propri conti pubblici, come si fa a non intervenire

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