politica

Delusione e fatica

Riprendo dal post che avevo pubblicato precedentemente su questo blog, nel quale spiegavo la fatica di trovare una soluzione al voto da esprimere quest’oggi.

È stata una giornata difficilissima, dopo giorni di faticosa ricerca di un punto di equilibrio.

Avevo scritto: “La Politica ha senso se – pur con mille fatiche e mediazioni – è esercizio per dare soluzione ai problemi delle persone”. Lo ribadisco e non torno indietro.

Oggi, sulla base di questa convinzione, mi sarei aspettato tante parole diverse: da Conte, da molti colleghi, da Renzi, da Bellanova.

Da Conte mi sarei atteso parole più caute e di

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Il tempo della responsabilità

In questi giorni mi avete scritto in tantissimi per esprimere la vostra apprensione e preoccupazione per le difficili ore che il Paese sta vivendo. Lo comprendo. E in tantissimi, allo stesso modo, mi avete sollecitato ad esprimermi per conoscere la mia posizione rispetto a quanto accade. Avrei volentieri evitato l’aprirsi di una crisi al buio, ma non ho risposto e non ho scritto finora perché ho ritenuto di dover dare assoluta priorità al ruolo che rivesto, alle responsabilità ad esso connesse e a quello che era ed è in mio potere fare. E di lavoro, in ore così difficili, ce n’è molto da fare.

Credo che questo non sia il tempo dei responsabili, ma il tempo della responsabilità.

Contrariamente a quello che molti pensano, e cioè che a Roma si perda la

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I danni del populismo

Il populismo soffia sul fuoco e fa divampare incendi incontrollati.La follia di Trump ha portato ai gravissimi fatti che stanno accadendo ora a Washington. Non basterà avere Biden alla Casa Bianca e le 2 Camere del Congresso a guida Dem: ci vorrà molto tempo per sanare ferite inferte in questi anni e in queste settimane alla democrazia USA. E il metodo populista, quando usato altrove, produce gli stessi danni.

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Voterò NO al referendum sulla riforma costituzione che taglia i parlamentari

Voterò NO al referendum sulla riforma costituzione che taglia i parlamentari.

Qui sotto spiego il perché.

Uno dei mali che attanaglia la nostra società – e quindi anche la politica – è la semplificazione, che distorce la realtà, impedendo di comprenderne dimensioni, natura e funzionamento. Io sono per la complessità, che solo quando viene colta aiuta a comprendere la realtà.

Quindi vai avanti a leggere solo se hai voglia di capire e usare la testa, non la pancia.

Il 20 e 21 settembre saremo chiamati ad esprimerci in un referendum costituzionale (senza quorum) con il quale si chiede agli elettori se vogliono confermare e approvare definitivamente la Legge Costituzionale concernente “Modifiche degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari” approvata dal Parlamento:

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Una speciale cena in piazza Montecitorio per l’integrazione lavorativa dei giovani con disabilità

Mercoledì 29 luglio, in piazza Montecitorio, abbiamo vissuto una serata pazzesca, bellissima, ricca di umanità e autenticità. Una serata emozionante con PizzAut, Tortellante, Banda Rulli Frulli.

Sono contento di aver sudato sette camicie per organizzare questo appuntamento: ne è valsa la pena. È stato significativo aver ottenuto la presenza di così tanti rappresentati delle istituzioni, a partire dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico. Sono grato a loro come ai Ministri Teresa Bellanova, Elena Bonetti, Nunzia Catalfo, Sergio Costa, Roberto Gualtieri che

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Una nuova strada, una nuova casa

Ho scelto di seguire Matteo Renzi nel percorso che ha deciso di intraprendere per creare una nuova casa politica, Italia Viva.
Per compiere questo passo oggi ci vogliono visione, coraggio, libertà:
– la capacità di vedere che anche il sistema politico italiano, come nel mondo, sta mutando velocemente e necessita di un nuovo contenitore per dare casa a quell’elettorato pragmatico e fluido che vuole osteggiare il sovranismo, ma non lo vuole fare sotto le insegne esistenti;
– il coraggio di aprire una strada nuova quando intorno c’è paura di lasciare le certezze che si conoscono, le abitudini consolidate, i riti praticati;
– la libertà di compiere una scelta sofferta lasciandosi alle spalle – nel mio caso sicuramente – un pezzo importante e significativo della propria vita politica ed affrontare un nuovo cammino.

C’era bisogno di

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Fiducia al nuovo Governo, per il bene del Paese, nonostante le differenze

Oggi anche il Senato – e quindi anche il sottoscritto – è chiamato ad esprimere la fiducia al nuovo Governo, nato dall’accordo politico e parlamentare fra M5S e PD (a cui si è aggiunta LeU). Voterò sì alla fiducia. Voterò sì al Governo nato da un’operazione impensabile solo 5 settimane fa, inutile negarlo; ma un accordo indispensabile per evitare l’aumento dell’IVA, far ritrovare centralità e ruolo attivo all’Italia in Europa, recuperare fiducia sui mercati con conseguenti minori costi sul debito, sopire odio e cambiare linguaggio politico, arginare derive illiberali e antistoriche rappresentate delle braccia tese di ieri in piazza.

Qui, seduto ad ascoltare il dibattito sulle dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio Conte, sento tutto il peso delle scelte che dobbiamo compiere e delle decisioni che dobbiamo assumere.

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Termina il peggior Governo nella storia della Repubblica

Il Presidente del Consiglio Conte, con le proprie parole nell’Aula del Senato, ha certificato la fine del Governo populista e sovranista M5S-Lega; ha certificato che i fatti accaduti in queste settimane “impongono di interrompere qui l’esperienza di Governo”.

Conte ha fatto un intervento per metà rivolto ad attaccare Salvini e per metà costituito da una sorta di appunti per il successore (o magari per proporsi come successore di se stesso…).

Conte, in questo suo ultimo intervento parlamentare da capo di questo Governo, è stato tonico ed ha detto cose condivisibili sui temi della responsabilità, del senso delle istituzioni, del rispetto delle regole. Ma sono chiaramente parole tardive, che andavo affermate ben prima, e a tutti gli attori di questo Governo fallimentare.

Non ha speso una parola sulla vicende dei migranti e sull’approvazione dei

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Cosa ci dicono i risultati delle elezioni europee ed amministrative

La vittoria della Lega alle europee di domencia 26 maggio è netta e distribuita su tutto il territorio nazionale. È l’unico partito che guadagna voti in termini assoluti (e considerevolmente) rispetto alle elezioni politiche del 2018. Una serie di numeri – che utilizzerò in un successivo post più dettagliato, che posterò appena possibile – ci dicono che l’offerta politica proposta dalla Lega non ha trovato rivali.

Neppure il PD è stato capace di rappresentare una reale e credibile alternativa, se non in alcuni territori e in alcune realtà ben definite. Il nostro risultato – pur essendo stati capaci di azzerare le litigiosità interne, che in altri periodi invece sono state deleterie – purtroppo non evidenzia condizioni

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Elezioni europee: le mie preferenze

In questi ultimi giorni ho ricevuto diverse telefonate e numerosi messaggi con i quali mi si chiede un suggerimento per le preferenze alle elezioni europee di domenica 26 maggio. Queste elezioni sono molto importanti: determineranno il futuro dell’Unione europea (andare avanti, tornare indietro, dissolversi?) e quindi anche quello del nostro Paese. Nelle liste del PD, e in particolare quella della nostra circoscrizione nord-ovest, sono molti i nomi che meritano sostegno, ma si possono esprimere fino ad una massimo di tre preferenze. Questa la mia scelta e – se non hai già preso decisioni in merito – il mio suggerimento per il voto di domenica:
IRENE TINAGLI, brillante giovane economista e ricercatrice, esperta di innovazione, valorizzazione del capitale umano e sviluppo regionale, già parlamentare nella

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